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Sindacato Unitario Lavoratori Militari

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NO ALL'AUMENTO DELLE ETÀ PENSIONABILE

Dopo le voci che giornalini e giornalai mettono in giro per fare abituare il popolo, Il SiULM (Sindacato Unitario Lavoratori Militari) comunica che si batterà con ogni mezzo possibile anche ricorrendo al supporto di tutti i colleghi nelle piazze, per evitare un innalzamento dell'età pensionabile per i militari. Difenderemo i diritti degli uomini in divisa contro l'ennesima manovra economica che punta a fare cassa sul pubblico impiego, in particolare sul Comparto Difesa.

L'aumento dell'età pensionabile a partire dal 2026 sarebbe una mannaia per chi presta servizio in condizioni particolarmente gravose.

Il SiULM ritiene ingiusto penalizzare ulteriormente questo settore, infatti è necessario ricordare che alle donne ed uomini  che vestono una divisa è richiesta prestanza fisica, prontezza negli interventi da compiere e tante altre caratteristiche che con l'avanzare dell'età si perdono.

Il SIULM DICE NO ALL'AUMENTO DELL'ETÀ PENSIONABILE.


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RICORSO IN FAVORE DELLE PROFESSIONI SANITARIE

Il SIULM (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Militari) a tutela di tutti gli infermieri militari ha deciso di presentare un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per tutelare dei diritti di tutti gli infermieri militari e delle altre professioni sanitarie militari iscritti al SIULM.

Tale ricorso, volto a garantire che le giuste aspettative di questi professionisti siano soddisfatte, mira a ottenere il riconoscimento delle stesse condizioni lavorative e opportunità di carriera riservate agli infermieri civili e ai loro colleghi della NATO.

Il ricorso è basato su diverse rivendicazioni chiave, tra cui il riconoscimento dell'inquadramento in posizioni direttive e dirigenziali, lo sviluppo di carriera adeguato e il risarcimento per il demansionamento subito. Inoltre, si richiede il riconoscimento del diritto all'esercizio della libera professione e un risarcimento per la perdita di opportunità, poiché altri sottufficiali hanno potuto concorrere per il ruolo di ufficiali, mentre agli infermieri militari questa possibilità è stata preclusa. Infine, il SiULM chiede l'inserimento degli infermieri nel Corpo sanitario militare, una misura che consentirebbe di valorizzare ulteriormente le competenze di questi professionisti.

Per poter procedere, il SiULM attende l'adesione di almeno 100 iscritti, sottolineando che il ricorso sarà completamente gratuito per i partecipanti. Tale iniziativa rappresenta un passo importante nella lotta per la tutela dei diritti degli infermieri militari, garantendo che il loro ruolo sia riconosciuto e valorizzato all'interno del sistema sanitario e militare nazionale.

Per poter aderire anche tu accedi alla pagina dedicata.

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SGRAVIO FISCALE DI €610 PER I MILITARI: MISURA INSUFFICIENTE, SI CHIEDE LA FLAT TAX AL 15%

Recentemente è  stata approvata dal governo una misura che prevede una riduzione d'imposta per i redditi da lavoro dipendente non superiori a 30.208 euro, è stato confermato anche dalla Corte dei Conti. Tale misura, introdotta con il DPCM in attuazione dell'art. 45, co. 2 del D.Lgs. n. 95/2017, si traduce in uno sgravio massimo di 610,50 euro per il personale delle Forze di polizia e delle Forze armate.

Molti criticano l’esiguità di questa misura, ritenuta simbolica e insufficiente rispetto alle reali esigenze economiche di chi serve lo Stato, specialmente in un contesto di inflazione crescente. I 610 euro, infatti, non rappresentano un sollievo concreto per chi affronta carichi di lavoro sempre maggiori, straordinari non riconosciuti adeguatamente e condizioni di servizio impegnative.

Da tempo il SiULM  chiede una flat tax al 15% su straordinari e accessori, considerata una soluzione più equa e utile per aumentare il reddito disponibile del personale. Questa misura permetterebbe di valorizzare il lavoro supplementare, spesso determinante per l’economia familiare dei militari, riducendo la pressione fiscale su voci retributive accessorie.

In definitiva, lo sgravio di €610 appare limitato e insufficiente: la flat tax rimane la vera richiesta del SiULM per garantire un beneficio fiscale concreto.

IL SEGRETARIO NAZIONALE DEL SiULM
Dottor LUIGI TESONE


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INIZIATIVA DEL SIULM PER IL TRATTAMENTO DI FINE SERVIZIO (TFS) DEI MILITARI

Il Sindacato Unitario Lavoratori Militari (SiULM) si sta impegnando attivamente per garantire un diritto fondamentale al personale delle Forze Armate: la tempestiva erogazione del Trattamento di Fine Servizio (TFS). In una serie di azioni coordinate, il SIULM ha portato questa cruciale questione sul tavolo della Funzione Pubblica, sottoponendola all'attenzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministro per la Pubblica Amministrazione, del Ministro della Difesa, e del Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Attualmente, i militari si trovano a dover affrontare un'inaccettabile disparità rispetto ai lavoratori privati in regime di Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Mentre i dipendenti privati ricevono il TFR entro 30 giorni dalla cessazione dell’attività di lavoro, i militari devono subire il differimento e la rateizzazione nel versamento del TFS. Il ritardo e la rateizzazione del pagamento rappresentano un peso economico significativo, costringendo molti lavoratori con le stellette a ricorrere a prestiti bancari per disporre  immediatamente di somme che spettano loro di diritto, sostenendo oneri aggiuntivi.

Il SIULM, consapevole delle gravi conseguenze di questa situazione, ha proposto una modifica all'articolo 1908 del Codice dell'Ordinamento Militare (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66). Questa proposta, comprensiva di relazione tecnica, mira a risolvere l'ingiustizia subita.

La proposta garantirebbe loro il pagamento del TFS in un'unica soluzione e con tempestività, con il riconoscimento di interessi qualora si superino i termini previsti.
Le Basi Giuridiche e la Rilevanza Costituzionale:
L'iniziativa del SiULM si fonda su due importanti precedenti giurisprudenziali, le sentenze 159/2019 e 130/2023 della Corte Costituzionale, che hanno riconosciuto l'illegittimità dell'attuale disciplina in materia di TFS. La Corte ha chiarito che il principio costituzionale della giusta retribuzione include non solo l'adeguatezza dell'importo, ma anche la tempestività della sua erogazione, sottolineando l'inaccettabilità di un prolungamento eccessivo dei tempi di pagamento.

Il SIULM ha dunque formalmente avanzato la proposta al Presidente del Consiglio dei Ministri e agli altri rappresentanti istituzionali di intervenire con urgenza, inserendo questa modifica normativa nel prossimo veicolo legislativo disponibile.

L'azione del SIULM rappresenta un passo decisivo verso il riconoscimento della specificità e quindi dei diritti dei militari italiani, un passo che le istituzioni non possono più ignorare. La tempestiva erogazione del TFS è una questione di dignità e rispetto per chi ha servito il Paese con dedizione e sacrificio.

Qui il link al video: https://youtu.be/WP32sBuGaj4


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IL SIULM CHIEDE L'APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 53 DELLA COSTITUZIONE E QUINDI UNA FLAT TAX PER I MILITARI

Il Sindacato Unitario Lavoratori Militari (SiULM) già nel mese di Luglio ha avanzato una richiesta cruciale: l'applicazione dell'articolo 53 della Costituzione italiana, con l'obiettivo di garantire equità fiscale per i militari, analogamente a quanto previsto per altre categorie professionali, come medici, infermieri e titolari di partita IVA ecc...

L'articolo 53 della Costituzione sancisce un principio fondamentale del sistema tributario italiano: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività." Questo principio dovrebbe garantire che ogni cittadino contribuisca al finanziamento dello Stato in proporzione alle proprie possibilità economiche.

Il sindacato sottolinea che alcune categorie, come i medici, gli infermieri e i titolari di partita IVA ecc.., beneficiano già di un regime fiscale agevolato, come la flat tax, che semplifica il calcolo delle imposte e riduce la pressione fiscale.

Questa aliquota unica, infatti, applicata sui redditi, garantisce un sistema più semplice e prevedibile, che il SiULM ritiene debba essere esteso anche ai militari.

Il SiULM chiede che anche i militari possano beneficiare di una flat tax, in modo da allineare il loro trattamento fiscale a quello riservato alle summenzionate categorie professionali.

I militari svolgono un silenzioso ruolo cruciale per la società, contribuendo in modo significativo al benessere e alla sicurezza del Paese. Nonostante ciò, il loro regime fiscale attuale non rispecchia appieno questo contributo.

Estendere la flat tax ai militari, secondo il sindacato, non solo rappresenterebbe un atto di giustizia ed equità, ma permetterebbe anche di riconoscere il valore del loro impegno quotidiano.


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