Il SIULM Aeronautica – Sindacato Unitario Lavoratori Militari ha formalmente scritto allo Stato Maggiore della Difesa per chiedere il riesame e la modifica della bozza di direttiva relativa alla Mobilità d’Autorità a Domanda (MIM) 2026.
L’iniziativa nasce dalle numerose segnalazioni pervenute dal personale dell’Aeronautica Militare e dall’analisi tecnica svolta dal Sindacato, che ha evidenziato profili di criticità suscettibili di generare disparità di trattamento e limitazioni non proporzionate al diritto alla mobilità.
Il requisito dei 5 anni in prima assegnazione.
Tra i punti maggiormente critici vi è la previsione secondo cui il requisito dei 5 anni di permanenza in prima assegnazione debba essere maturato alla data di scadenza della domanda.•
Tale impostazione determina una disparità tra militari appartenenti al medesimo corso, immessi ai reparti in momenti differenti per esigenze organizzative e rimodulazioni dei percorsi formativi. Alcuni risulterebbero ammessi alla procedura, mentre altri verrebbero esclusi per pochi mesi di differenza nella data di assegnazione, circostanza non dipendente dalla volontà dell’interessato.
Il SIULM Aeronautica ha pertanto proposto:
• che il requisito dei 5 anni sia maturato entro il 31 dicembre 2026, in coerenza con altri parametri annuali;
oppure
• che venga valutata l’uniformazione del periodo minimo di permanenza a tre anni per la categoria Marescialli, in analogia con altri ruoli.
Reimpiego specialisti: serve chiarezza e una disciplina equa
Ulteriore criticità riguarda il criterio di reimpiego del personale specialista. È stato richiesto un chiarimento esplicito: il riferimento deve intendersi fondato sulla qualifica o sulla specialità/categoria?
Un’interpretazione rigidamente ancorata alla qualifica, specie quando si tratta di specializzazioni legate a specifici sistemi d’arma presenti in un numero limitato di enti, rischia di trasformarsi in un vincolo permanente alla mobilità.
In particolare, il SIULM Aeronautica ha chiesto una regolamentazione chiara che preveda:
• la possibilità, per il manutentore specializzato in un determinato sistema d’arma, di poter aspirare comunque al trasferimento anche verso sedi dove quel sistema non è presente, attraverso percorsi di riconversione professionale o reimpiego funzionale;
oppure
• qualora l’Amministrazione ritenga imprescindibile la permanenza su quello specifico sistema per esigenze operative, che tale sacrificio venga adeguatamente valorizzato attraverso un significativo riconoscimento economico e professionale.
Non è accettabile che l’elevata specializzazione, frutto di impegno e formazione, si traduca in una penalizzazione permanente sul piano della mobilità e della vita familiare.
Equilibrio tra esigenze operative e diritti
L’azione del SIULM Aeronautica si muove in un’ottica costruttiva: garantire l’equilibrio tra le esigenze organizzative della Forza Armata e la tutela dei diritti del personale.
La mobilità non può diventare un privilegio per pochi né un meccanismo che genera disparità tra colleghi con identico percorso professionale.
Il SIULM Aeronautica resta disponibile a un confronto tecnico affinché la direttiva MIM 2026 venga corretta prima dell’emanazione definitiva, prevenendo contenziosi e garantendo regole chiare, eque e sostenibili per tutto il personale.
SIULM Aeronautica – La divisa ci unisce.



