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Sindacato Unitario Lavoratori Militari

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RIFORMA SANITÀ: SIULM DENUNCIA IL METODO INACCETTABILE E RILANCIA LA SFIDA

COMUNICATO STAMPA SIULM AERONAUTICA
​Oggetto: Riforma della Sanità Militare Proposta di legge elaborata in coordinamento con altre sigle sindacali
​Il SIULM Aeronautica, in coordinamento con altri Sindacati Militari ha elaborato una proposta di legge organica relativa alla riforma della Sanità Militare, con particolare riferimento all’istituzione del Servizio Sanitario Militare Nazionale (SSMN).
​La nostra organizzazione, insieme alle altre sigle coinvolte, ha messo in campo un lavoro tecnico approfondito, basato sulle criticità evidenziate da anni dal personale sanitario militare e confermate anche nel documento inviato al Ministero della Difesa in data odierna. Tuttavia, riteniamo doveroso esprimere con fermezza il nostro dissenso riguardo al metodo adottato dall’Amministrazione.
​Non è accettabile che, dopo quasi un anno dall’annuncio pubblico della riforma, presentata come una trasformazione epocale della sanità militare, le associazioni sindacali vengano coinvolte soltanto nella fase finale, ricevendo il testo con appena dieci giorni di tempo per produrre osservazioni tecniche su un impianto normativo vasto e complesso.
Una tempistica simile, come da noi già rilevato, configura una partecipazione meramente formale e impedisce una reale interlocuzione costruttiva, limitando la possibilità di contribuire in modo esaustivo alla tutela dei diritti del personale sanitario e alla funzionalità del sistema.
​Il SIULM Aeronautica stigmatizza con forza questa metodologia, che contrasta con i principi di trasparenza, partecipazione e buon andamento dell’azione amministrativa, oltre che con gli stessi obblighi procedurali previsti dalla normativa vigente. Le APCSM devono essere parte integrante del processo riformatore, non un elemento da consultare solo per adempiere a un requisito formale.
​Ribadiamo pertanto:
​la necessità di un coinvolgimento stabile e strutturato dei sindacati militari sin dalle fasi preliminari di elaborazione normativa;
​l’esigenza di tempi congrui, non inferiori a 30 giorni, per ogni futura consultazione sindacale;
​l’urgenza di aprire un tavolo tecnico permanente che consenta un confronto serio e continuo sulle questioni sanitarie militari.
​Il SIULM Aeronautica resta disponibile a contribuire con competenza, responsabilità e spirito propositivo, nell’interesse del personale e dell’intero sistema sanitario della Difesa.
La riforma della Sanità Militare è un passaggio storico: non può essere affrontato senza il pieno e reale coinvolgimento delle rappresentanze professionali e sindacali.
​La divisa ci unisce.

Osservazioni_APCSM_-_SSMN_1°_Dicembre_2025


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FESI 2025: IL SIULM AERONAUTICA VUOLE EVITARE PENALIZZAZIONI PER I TURNISTI

Il SIULM Aeronautica ha inviato una nota ufficiale al Capo di Stato Maggiore della Difesa, con copia ai Vertici delle FF.AA., per evidenziare una criticità rilevante che riguarda il personale turnista.
Dall’analisi dei criteri di assegnazione, in particolare della tabella di ripartizione , emerge infatti una disparità sistemica che penalizza in modo evidente il personale impiegato nelle turnazioni, soprattutto quelle autocompensanti, tipiche di numerosi reparti operativi delle Forze Armate.

Una soglia irraggiungibile: il limite delle 200 presenze

Il nodo principale riguarda la previsione secondo cui la maggiorazione massima del 38% può essere ottenuta solo al raggiungimento delle 200 giornate lavorative annue.
Un requisito che, per chi opera in turnazione, risulta materialmente impossibile da conseguire.

Le turnazioni autocompensanti, che garantiscono copertura h24, 365 giorni l’anno, non raggiungono mai il numero di “presenze” previsto dal decreto, poiché il servizio svolto a ciclo continuo riduce fisiologicamente il numero dei giorni lavorati.

Il risultato?
Una categoria intera esclusa a priori dal beneficio più elevato, indipendentemente dall’impegno effettivamente profuso.

L’esclusione delle ferie: una penalizzazione che intacca diritti costituzionali

Ulteriore elemento critico è l’esclusione dei giorni di licenza ordinaria dal computo FESI.

È opportuno ricordare che il diritto alle ferie e al riposo settimanale è sancito dall’art. 36 della Costituzione: la loro esclusione dal conteggio produce una penalizzazione non solo economica, ma anche giuridica, poiché colpisce diritti fondamentali, non comprimibili.

Per un turnista, la sommatoria delle giornate sottratte equivale a quasi due mesi di servizio “non conteggiato”, un danno che incide direttamente sulla possibilità di maturare punteggi utili.

Dati alla mano: la matematica non lascia scampo

Il SIULM Aeronautica evidenzia che, a fronte di circa 300 giorni effettivamente disponibili in un anno:
   •   la struttura della turnazione garantisce al massimo 60 turni completi;
   •   che, convertiti secondo l’attuale impostazione, equivalgono a circa 180 giornate utili;
   •   un valore ben al di sotto della soglia minima per accedere alla maggiorazione del 38%.

È dunque un sistema che, per come attualmente configurato, esclude automaticamente il turnista, indipendentemente da impegno, continuità del servizio e responsabilità operative.

A questa situazione si aggiunge l’ulteriore limitazione già nota al comparto: l’impossibilità di accedere al Compenso Forfettario d’Impiego (SMA ORD 011).

Una doppia penalizzazione, ingiustificabile.

La proposta del SIULM: riconoscere 3,5 giornate per ogni turno completo

Per ristabilire equità e coerenza con la realtà operativa dei reparti, il SIULM Aeronautica propone una soluzione tanto semplice quanto efficace:
attribuire almeno 3,5 giornate utili ai fini del FESI per ogni turno completo svolto dal personale turnista.

Questa misura:
   •   compenserebbe l’esclusione delle ferie annuali retribuite;
   •   riequilibrerebbe gli effetti distorsivi delle turnazioni autocompensanti;
   •   consentirebbe di avvicinarsi alla soglia delle 200 giornate;
   •   rimuoverebbe una penalizzazione che da anni grava sul personale più impegnato nei servizi h24.

Un problema che tocca la qualità del servizio e la dignità del personale

Il personale turnista garantisce quotidianamente la continuità operativa dell’Aeronautica Militare e dell’intero comparto Difesa.
Escludere tale personale dalla possibilità di accedere ai livelli massimi del FESI significa:
   •   non riconoscere l’impegno;
   •   non valorizzare la competenza;
   •   non tutelare chi assicura i servizi più delicati, spesso in condizioni logistiche e operative complesse.

Il SIULM Aeronautica: “Serve una revisione strutturale. Intervenire ora è un dovere”

Nella sua comunicazione ufficiale, il Segretario Generale Nazionale del SIULM Aeronautica, Luigi Tesone, richiama l’urgenza di un intervento correttivo che tenga conto delle peculiarità delle turnazioni e dei diritti costituzionalmente garantiti.

La richiesta è chiara:
rivedere i criteri FESI in modo da eliminare una disparità non più sostenibile, valorizzando realmente il personale che assicura la continuità del servizio in modo ininterrotto, giorno e notte.

Il SIULM Aeronautica conferma inoltre di essere già al lavoro per proporre soluzioni concrete al prossimo tavolo tecnico, con l’obiettivo di sanare definitivamente questa e altre storture che impattano sulla dignità retributiva dei lavoratori militari.


“La divisa ci unisce” SIULM Aeronautica"


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COMPENSI AI GRADI SUPERIORI, MALUMORI TRA IL PERSONALE

Il recente decreto che introduce nuovi compensi destinati a Maggiori e Tenenti Colonnelli dell’Arma dei Carabinieri ha riacceso un sentimento di malcontento diffuso tra il personale delle Forze Armate. La misura, pur limitata e circoscritta, mette infatti in luce una dinamica ormai ricorrente: quando si tratta di riconoscimenti economici, le risorse sembrano emergere solo per alcune categorie, mentre per molti altri, soprattutto per chi percepisce stipendi più bassi, “non ci sono mai”.

La questione non riguarda la legittimità del provvedimento in sé, quanto piuttosto la percezione di una crescente distanza tra chi beneficia di attenzioni economiche specifiche e il resto del comparto, che continua a operare in condizioni sempre più complesse senza vedere riconosciuto in modo tangibile il proprio impegno.

In un periodo segnato da inflazione, aumento del costo della vita e carichi di lavoro superiori al passato, molti militari si aspettavano un segnale di attenzione rivolto proprio alle fasce più esposte. Soldati, graduati, sottufficiali e personale con stipendi meno elevati vivono infatti una fase particolarmente difficile, aggravata da responsabilità crescenti e da un potere d’acquisto in costante erosione.

Da tempo si parla della necessità di un intervento organico che valorizzi l’intero personale delle Forze Armate, evitando interventi frammentari che finiscono per creare ulteriori divisioni interne. La scelta di indirizzare fondi solo verso alcuni gradi rischia invece di alimentare la sensazione che esista un comparto di “serie A” e uno di “serie B”, nonostante entrambi contribuiscano in egual misura alla sicurezza nazionale.

Tra le fila dei militari cresce quindi l’auspicio di un cambio di passo: un sostegno economico reale, equo e strutturato, che non premi solo singole categorie ma riconosca finalmente il valore complessivo di chi, ogni giorno, garantisce la difesa del Paese.


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C.F.I., INIQUA DISTRIBUZIONE AL 51° STORMO DI ISTRANA

Il SIULM torna a denunciare con forza l’ennesima, grave disparità nella distribuzione del Compenso Forfettario di Impiego (C.F.I.) all’interno della Forza Armata Azzurra. Ancora una volta, il caso emblematico è quello del 51° Stormo di Istrana, dove la gestione delle attività operative e la conseguente assegnazione del C.F.I. continuano a evidenziare profonde sperequazioni.

Se in passato l'attenzione si era concentrata principalmente sul Servizio Rifornimenti, oggi nuove segnalazioni confermano che il problema è esteso anche ad altri settori dello stesso Reparto Logistica del 51° Stormo. Lamentele sono infatti giunte anche dal Servizio Impianti e non solo.

Differenze che superano i 50 giorni: un’ingiustizia che si ripete ogni anno

Quanto sta accadendo è difficilmente giustificabile: all’interno dello stesso Stormo, tra reparti diversi, si registrano differenze annuali che superano i 50 giorni di impiego e oltre, con ricadute economiche che diventano insostenibili.

Secondo le stime raccolte dal SIULM, queste disparità possono tradursi in:

3.000/4.000 euro annui di differenza retributiva;
mancati contributi previdenziali, che genereranno un ulteriore danno al momento del pensionamento.

È inaccettabile che militari appartenenti allo stesso Ente, nello stesso contesto operativo, vedano trattamenti tanto diversi solo per scelte organizzative che non trovano alcuna giustificazione oggettiva.

Il SIULM ha già formalmente richiesto al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica di intervenire immediatamente, ponendo fine a una metodologia che, secondo quanto risulta al nostro sindacato, si registra solamente nella Forza Armata Azzurra.

In Esercito e Marina, infatti, il C.F.I. viene distribuito secondo criteri più equi, grazie a una gestione dell’impiego del personale più omogenea e rispettosa della parità di trattamento.

La richiesta del SIULM: equità e trasparenza

Il SIULM chiede che anche in Aeronautica Militare si adottino sistemi analoghi, affinché:

l’impiego del personale sia organizzato in modo da offrire pari opportunità a tutti i militari;

gli ordini di impiego siano distribuiti contestualmente e in maniera omogenea all’interno dello stesso Ente;

venga definitivamente superata una prassi che crea disparità, malumori e un clima di ingiustizia tra i lavoratori in uniforme.

Garantire un’equa distribuzione del C.F.I. non è solo una questione economica, ma di dignità professionale, rispetto del personale e correttezza amministrativa.

Il SIULM continuerà a vigilare e a intervenire, affinché ogni militare dell’Aeronautica Militare possa ricevere ciò che gli spetta di diritto, senza favoritismi, disparità o ingiustizie che durano da troppo tempo.

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TASSAZIONE AGEVOLATA ANCHE PER I MILITARI. È TEMPO DI EQUITÀ

Il SIULM Aeronautica ha inviato una formale richiesta al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia e al Ministro della Difesa per chiedere l’estensione della tassazione agevolata sugli emolumenti accessori anche al personale militare con reddito annuo lordo fino a 50.000 euro.

Una misura, attualmente riconosciuta ad altre categorie del pubblico impiego, che non comprende in modo uniforme i militari, creando una disparità di trattamento difficilmente giustificabile all’interno della stessa area funzionale dello Stato.

Perché questa richiesta è urgente:

1. Equità tra lavoratori dello Stato

I militari garantiscono sicurezza, stabilità e continuità operativa, affrontando turnazioni, reperibilità, esercitazioni e impieghi ad alto rischio.
Eppure, proprio loro risultano esclusi da un beneficio fiscale già esteso ad altri lavoratori pubblici.

Per il SIULM, questa è una contraddizione evidente: non possono esistere dipendenti statali di “serie A” e di “serie B”.

2. Valorizzazione delle professionalità militari

Le indennità accessorie rappresentano il riconoscimento economico delle responsabilità e dei sacrifici del personale.
Applicare su questi compensi una tassazione più alta rispetto ad altre categorie significa penalizzare chi svolge funzioni essenziali per il Paese.

3. Impatto del costo della vita

L’inflazione e l’aumento del costo della vita continuano a erodere il potere d’acquisto dei lavoratori.
Nelle zone ad alta concentrazione militare – spesso città con costi più elevati – l’agevolazione fiscale renderebbe tangibile il sostegno dello Stato verso chi serve con disciplina e dedizione.

4. Il vincolo di esclusività dei militari

A differenza di altri dipendenti, i militari non possono svolgere attività lavorative extra per integrare il reddito.
Un limite imposto dalla legge che, secondo il sindacato, deve essere compensato anche attraverso politiche fiscali più eque.

La richiesta del SIULM Aeronautica al Governo

Il sindacato chiede l’adozione di un provvedimento normativo che:
   •   estenda la tassazione agevolata al 15% sugli emolumenti accessori;
   •   la riconosca a tutti i militari con reddito fino a 50.000 euro;
   •   garantisca un allineamento alle norme già applicate a categorie affini del pubblico impiego.

Una proposta che punta a ristabilire equità e a valorizzare un personale che, pur vincolato da doveri unici nel panorama lavorativo italiano, non sempre vede riconosciuto il proprio contributo.

La posizione del SIULM Aeronautica


«Chiediamo allo Stato di intervenire con equità e buon senso», afferma il SIULM Aeronautica. «I militari rappresentano un pilastro del Paese, e meritano lo stesso trattamento fiscale già garantito ad altri lavoratori pubblici. Siamo pronti a collaborare con Governo e Ministeri per un confronto tecnico che porti a una soluzione equilibrata e immediatamente applicabile».


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UNA PROPOSTA CONCRETA PER RISOLVERE LA CARENZA DI VESTIARIO

Negli ultimi anni, la carenza cronica di capi di vestiario nei reparti dell’Aeronautica Militare è diventata uno dei problemi più sentiti dal personale, con ripercussioni evidenti sul decoro, sulla funzionalità e, in alcuni casi, anche sull’efficienza dei servizi operativi.

Il SIULM Aeronautica, raccogliendo le segnalazioni provenienti da tutta Italia, ha deciso di intervenire in modo strutturato e propositivo, presentando allo Stato Maggiore una proposta di riorganizzazione complessiva del sistema di distribuzione del vestiario.

Una proposta innovativa e sistemica

Con la PEC del 1° settembre 2025, il SIULM Aeronautica ha presentato un modello moderno, in linea con le esigenze operative di una Forza Armata dinamica, articolato in quattro punti cardine:
   •   Razionalizzazione dei magazzini locali, con riduzione di costi e inefficienze.
   •   Creazione di un deposito centrale unico, per una gestione uniformata e trasparente.
   •   Attivazione di una piattaforma digitale su Aeronet, che consenta agli utenti di verificare e richiedere i capi realmente necessari.
   •   Adozione di un budget annuale pro capite, per garantire equità e maggiore autonomia di scelta a ogni militare.

Un progetto che guarda alla digitalizzazione, alla trasparenza e all’efficienza, con l’obiettivo di passare da un sistema frammentato e lento a un modello moderno, semplice e realmente funzionale.

La risposta dello Stato Maggiore: un confronto finalmente aperto

Con nota ufficiale del 24 novembre 2025, lo Stato Maggiore dell’Aeronautica ha risposto nel merito, entrando punto per punto nelle proposte del SIULM Aeronautica.

Pur non accogliendo integralmente tutte le soluzioni suggerite, la risposta conferma tre aspetti fondamentali:
    1.    La problematica esiste ed è riconosciuta.
Lo SMA prende atto della “cronica carenza dei capi di vestiario”, confermando ciò che il personale lamenta da anni.
    2.    È già allo studio un modello più avanzato e automatizzato.
L’Aeronautica sta lavorando all’introduzione di un magazzino virtuale “Amazon Like”, con consegna diretta agli utenti da parte dell’operatore economico. Si tratta di un cambiamento significativo che va proprio nella direzione proposta dal SIULM Aeronautica.
    3.    La centralizzazione del sistema è realtà e sarà potenziata.
Lo SMA conferma che la gestione è già orientata verso un modello centralizzato e che ulteriori ottimizzazioni sono in corso.

Inoltre, pur richiamando i limiti normativi legati alle “spettanze” e alle modalità di distribuzione dei beni, l’Aeronautica riconosce l’importanza di un sistema che garantisca standard qualitativi adeguati e una gestione controllata.

Un risultato importante: il SIULM Aeronautica ottiene attenzione e avvia un processo di rinnovamento.

La risposta dello Stato Maggiore non rappresenta un semplice riscontro formale: è un segnale chiaro che le proposte avanzate dal SIULM Aeronautica sono considerate rilevanti, attuali e tecnicamente fondate.

Il modello di distribuzione “Amazon Like”, già in fase di realizzazione, conferma che la direzione indicata dal Sindacato è quella giusta: digitalizzazione, tracciabilità, rapidità, minori costi e maggiore efficienza.

Questo passaggio dimostra che:
   •   il SIULM Aeronautica ascolta i problemi reali del personale,
   •   li trasforma in proposte concrete,
   •   e ottiene attenzione e riscontri dalle massime autorità della Forza Armata.

È questa la funzione di un sindacato moderno e responsabile: non limitarsi alla denuncia, ma costruire soluzioni e aprire tavoli di confronto.

Il nostro impegno continua

La riforma del sistema vestiario è solo uno dei tanti dossier aperti dal SIULM Aeronautica, ma rappresenta un esempio concreto del nostro modo di operare: ascolto, analisi, proposte realizzabili e interlocuzione diretta con la catena di comando.

Continueremo a vigilare affinché:
   •   le nuove procedure vengano realmente implementate;
   •   il personale riceva in tempi adeguati tutti i capi necessari;
   •   il passaggio al nuovo sistema avvenga senza criticità;
   •   si arrivi finalmente a una gestione trasparente, efficiente e degna dell’Aeronautica Militare.

La divisa ci unisce. Il SIULM Aeronautica è al fianco di chi la indossa, ogni giorno.


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RIFORMA DELLA SANITÀ MILITARE: IL SIULM ESAMINA LA BOZZA DEL DECRETO

"Il Corpo Unico sia l'opportunità, non un compromesso."

Scadenza tassativa fissata al 1° dicembre, assenza di tavoli tecnici di confronto e rischio di stalli operativi.

Il SiULM non è stato colto di sorpresa dall’arrivo, in data 21 novembre 2025, dello schema di decreto legislativo per la revisione della Sanità Militare (con l’istituzione del "Corpo Unico" dal 2027 e l'accentramento sotto SMD). La nostra azione è stata anticipatoria:

  • 21 giugno 2025: Avevamo inviato una prima nota ai vertici, segnalando le criticità e l’ottima occasione per l’implementazione dello strumento, al fine di evitare il ripetersi degli errori del passato con la creazione del Servizio Sanitario Militare Nazionale (SSMN).

  • 22 luglio 2025: Con una missiva indirizzata al Ministro della Difesa, Onorevole Crosetto, avevamo fornito tre proposte nevralgiche (Formazione specialistica, miglioramenti sullo sviluppo di carriera ed estensione della deroga al vincolo di esclusività) ritenute irrinunciabili per rendere la riforma un successo.

 

3. Coinvolgimento e Mancata Inclusione delle APCSM

Le nostre sollecitazioni non hanno trovato riscontro nella fase preliminare.

Nonostante l'azione di SiULM A.M. (unico tra i sindacati dell’Aeronautica Militare) e di altri pochi sindacati delle FF.AA., la risposta dello Stato Maggiore della Difesa (arrivata solo il 12 agosto 2025) fu che i contenuti erano stati "portati a conoscenza degli organi competenti dell’Organizzazione per le possibili valutazioni".

Questo approccio puramente interno ci ha esclusi dalla fase di gestazione e ci costringe ora ad analizzare una bozza quasi definitiva con tempi compressi e non negoziabili.

 

4. L'Impegno Specifico del SiULM Aeronautica: Correttivi e Confronto

A dimostrazione della nostra attenzione verso tale importante riforma, l'azione del SiULM non si era fermata al livello SMD.

Il SiULM Aeronautica è stata l'unica APCSM a richiedere un confronto aggiuntivo e diretto con lo Stato Maggiore Aeronautica (SMA). In data 27 agosto 2025, la riforma della Sanità militare è stata posta come primo punto di analisi al Capo di SMA, presentando una serie di possibili correttivi volti a tutelare le peculiarità del personale e delle strutture AM.

 

5. Punti Critici e Scadenza: Rischio di Stalli Operativi

Nonostante l'impegno documentato del SiULM, l'Amministrazione ha ristretto la fase di partecipazione al minimo, non risolvendo una serie di criticità che il Sindacato solleva con la massima fermezza:

1. Scadenza Irricevibile e Assenza di Confronto

Il termine per presentare le osservazioni è fissato tassativamente al 1° dicembre 2025. Questa tempistica è irricevibile. Si palesa inoltre la totale assenza di tavoli tecnici di confronto attivo sulla questione, il che dimostra la mancata volontà ad una seria concertazione.

2. Coinvolgimento Istituzionale Incompleto

Manca un vero confronto e coinvolgimento di attori fondamentali come gli Ordini Professionali, i Ministeri competenti e le Commissioni Parlamentari Difesa di Camera e Senato competenti per materia, rischiando di generare norme disallineate e poco aderenti alla realtà professionale.

3. Rischio di Stalli Operativi

Il Segretario Nazionale Interforze SiULM mette in guardia: "qualsiasi riforma, benché orientata al miglioramento, potrà causare inevitabilmente degli stalli operativi nella fase di transizione. È imperativo che tali rischi vengano valutati e considerati preventivamente prima di promulgare norme che potrebbero compromettere la prontezza delle Forze Armate, soprattutto nell’attuale scenario geopolitico."

 

Conclusioni e Impegno

Nonostante i tempi compressi e la mancata inclusione preliminare, il Dipartimento Sanitario del SiULM Aeronautica sta analizzando in maniera approfondita ed organica quanto ricevuto. L'obiettivo è duplice: sottolineare gli eventuali correttivi che riterrà opportuno e garantire che la costituzione del Corpo Unico sia l’occasione per elevare realmente lo status professionale del personale sanitario militare, non per mascherare riorganizzazioni al ribasso.

Unisciti al SiULM.

Siamo l’unica APCSM dell’Aeronautica Militare che ha fattivamente lavorato e contribuito sullo sviluppo della Sanità Militare, con istanze e richieste circostanziate. Diffidate da altri che vendono vuoti comunicati.

Il Dipartimento Sanitario del SiULM AM.



Allegati:

Lettere avente oggetto: “Istituzione del Servizio Sanitario Militare Nazionale”


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PENSIONI MILITARI: GRANDE FERMENTO PER L’EMENDAMENTO GASPARRI

Il SIULM: “È un punto di partenza, ora servono fatti e non promesse”

Negli ultimi giorni si è riacceso un forte fermento tra il personale militare riguardo all’emendamento presentato dal Senatore Gasparri in materia di previdenza dedicata agli uomini e alle donne in divisa. Il tema è particolarmente sentito perché tocca direttamente la dignità economica di chi ha servito lo Stato per decenni in condizioni di rischio, turnazioni pesanti, usura fisica e responsabilità crescenti.

Non va però dimenticato che lo stesso emendamento o versioni molto simili era già stato presentato in passato, suscitando speranze e aspettative, ma non è mai stato inserito nella legge di bilancio, venendo di fatto accantonato nelle ultime fasi dell’iter legislativo. Una storia che molti militari ricordano bene e che oggi, inevitabilmente, alimenta prudenza e diffidenza.

Per il SIULM Aeronautica, questa nuova proposta rappresenta comunque un punto di partenza utile: un testo su cui costruire una riforma più ampia e strutturata, capace di assicurare finalmente una pensione dignitosa agli appartenenti alle Forze Armate, Forze di Polizia e al Soccorso Pubblico.
Comparti che, nonostante la retorica della “specificità”, sono stati dimenticati per anni e oggi rischiano di ritrovarsi con pensioni insufficienti, lontane dalla realtà delle responsabilità e dei sacrifici quotidiani.

Il rischio reale, e il SIULM lo denuncia con forza, è che migliaia di militari possano ritrovarsi poveri al momento dell’uscita dal servizio, dopo una vita trascorsa al servizio dello Stato. Questo non può e non deve accadere.

Il SIULM Aeronautica chiede quindi con fermezza che la maggioranza dia un segnale vero, concreto e credibile, smettendo di alimentare aspettative che poi vengono puntualmente deluse nelle ultime ore della manovra.
Servono fatti, risorse dedicate e un impegno politico chiaro: basta prendere in giro i militari.

Il SIULM Aeronautica continuerà a monitorare ogni passaggio parlamentare, pronto a sostenere qualunque intervento che vada nella direzione di una previdenza equa e sostenibile per tutti gli uomini e le donne in uniforme. Perché la dignità economica di chi serve il Paese non può essere oggetto di slogan, ma di atti concreti.


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SIULM AERONAUTICA SEGNALA POSSIBILI CRITICITÀ NELLA DISTRIBUZIONE DEL C.F.I.

Il SIULM Aeronautica ha trasmesso una comunicazione formale al Comando della 1ª Regione Aerea, con copia allo Stato Maggiore dell’Aeronautica e al Comando del 51° Stormo, per rappresentare una serie di elementi che sembrerebbero indicare alcune criticità nella gestione del Compenso Forfettario di Impiego (C.F.I.) presso il Servizio Rifornimenti del 51° Stormo di Istrana.

Negli ultimi giorni, infatti, sono pervenute al Sindacato diverse segnalazioni da parte del personale, dalle quali risulterebbe una distribuzione del C.F.I. particolarmente esigua e, soprattutto, non uniforme rispetto a quella riconosciuta ad altri enti dello stesso Stormo nello stesso periodo dell’anno.

Secondo quanto riferito dai militari, sembrerebbe emergere:
   •   una ripartizione del C.F.I. significativamente più bassa presso il Servizio Rifornimenti;
   •   una disomogeneità con altri reparti che, stando alle testimonianze, avrebbero ricevuto assegnazioni più consistenti;
   •   una percezione crescente di mancata valorizzazione del lavoro quotidiano svolto dal personale dell’articolazione.

Si tratterebbe, dunque, di una situazione che andrebbe verificata con attenzione, poiché potrebbe risultare non in linea con i principi di equità distributiva e imparzialità, che dovrebbero orientare la gestione delle risorse economiche accessorie e la ripartizione dei carichi di lavoro.

In particolare, alcuni militari avrebbero segnalato come in altre aree dello Stormo la distribuzione del C.F.I. risulterebbe “copiosa”, mentre presso il Servizio Rifornimenti verrebbe percepito l’esatto opposto. Tale differenza alimenterebbe un clima di demotivazione e di sensazione di trattamento non uniforme.

Con spirito costruttivo e istituzionale, il SIULM Aeronautica ha ritenuto opportuno evidenziare quanto segue:
    1.    Andrebbe effettuata una verifica interna, utile ad accertare se sussistano reali squilibri nella distribuzione del C.F.I. tra i vari enti.
    2.    Sarebbe auspicabile l’adozione di criteri trasparenti e omogenei nella ripartizione delle risorse economiche legate all’impiego, così da evitare possibili disparità.
    3.    Andrebbe assicurato un riconoscimento uniforme dell’impegno del personale, prevedendo un trattamento equo tra reparti che svolgono funzioni parimenti rilevanti per la piena operatività del Reparto.

Il SIULM Aeronautica ribadisce la propria disponibilità a un confronto istituzionale volto a chiarire la situazione e a individuare eventuali correttivi, qualora necessari. Il nostro obiettivo rimane quello di garantire equità, trasparenza e valorizzazione effettiva del personale che opera quotidianamente con dedizione e professionalità.

Solo attraverso una gestione chiara e coerente delle risorse economiche e organizzative si può assicurare un clima di serenità e motivazione, indispensabile al buon funzionamento dell’Aeronautica Militare.
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PENSIONI: ENNESIMA DISCRIMINAZIONE VERSO I MILITARI

Pensioni: nessun trionfalismo. Il SIULM Aeronautica denuncia l’ennesima discriminazione verso i militari
“La divisa ci unisce”

Negli ultimi giorni si è diffuso un clima di entusiasmo per la probabile cancellazione dell’aumento dell’età pensionabile per il personale delle Forze Armate e di Polizia.
Il SIULM Aeronautica, invece, ritiene che non ci sia alcun motivo per festeggiare: questa vicenda evidenzia ancora una volta come la specificità del servizio militare continui a non essere riconosciuta.

Mentre per molti lavoratori civili si discute di categorie “usuranti”, di tutele previdenziali e di correttivi legati alla gravosità delle mansioni, i militari — che vivono quotidianamente turni, rischi, operatività e stress unici nel loro genere restano esclusi proprio da quelle tutele che dovrebbero spettare loro di diritto.

La possibilità che venga eliminato l’innalzamento dell’età pensionabile, annunciata come una grande conquista, nei fatti non contiene alcun riferimento alla specificità militare, né introduce misure che riconoscano la reale usura fisica e mentale derivante dal servizio in uniforme.
Semplicemente, si evita un peggioramento rispetto ai lavoratori civili. E non c’è nulla di trionfale nel mantenere lo status quo di una categoria già penalizzata.

Per il SIULM Aeronautica, al contrario, questa situazione conferma una discriminazione che si ripete da anni:
   •   i lavoratori senza divisa vengono riconosciuti come usuranti,
   •   i militari, nonostante il rischio operativo, ne restano esclusi.

È un paradosso inaccettabile che lo Stato riconosca l’usura per attività civili ordinarie ma non per chi opera giorno e notte in condizioni operative, in addestramento, in missioni, in prontezza, in allerta continua per la sicurezza nazionale.

Il SIULM Aeronautica non si unisce quindi ai cori di soddisfazione:
non c’è nessuna vittoria se non si mette al centro la dignità professionale e previdenziale del personale in divisa.
Fingere che sia tutto risolto serve solo ad allontanare il vero problema: il mancato riconoscimento della specificità militare.

Il nostro Sindacato chiede con forza:
    1.    L’inclusione dei militari tra le categorie usuranti, o in alternativa una disciplina autonoma che tenga conto dei reali carichi psicofisici;
    2.    Una previdenza dedicata, che non applichi al personale in uniforme le stesse logiche del pubblico impiego civile;
    3.    Un tavolo urgente con Governo e Ministero della Difesa per definire un modello previdenziale che rispecchi la realtà della vita militare.

Il SIULM Aeronautica continuerà a denunciare ogni forma di discriminazione e a difendere i diritti dei lavoratori in divisa, chiedendo rispetto, equità e riconoscimento della loro specificità.


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