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POLIZZA OBBLIGATORIA PER LA RESPONSABILITÀ ERARIALE: IL SIULM INTERVIENE A TUTELA DEI MILITARI

La recente entrata in vigore della Legge n. 1 del 7 gennaio 2026, che modifica la legge n. 20/1994 in materia di responsabilità amministrativa e controllo della Corte dei Conti, ha introdotto un obbligo di particolare rilevanza per tutto il personale militare che gestisce risorse pubbliche.
La norma prevede che chiunque assuma un incarico che comporti la gestione di risorse pubbliche e sia quindi sottoposto alla giurisdizione della Corte dei Conti, debba stipulare, prima dell’assunzione dell’incarico, una polizza assicurativa a copertura dei danni patrimoniali cagionati all’amministrazione per colpa grave.
Si tratta di una disposizione dal perimetro estremamente ampio, che sta generando forte preoccupazione tra il personale, in particolare tra gli agenti contabili e tutti coloro che operano nel ciclo delle attività di procurement.
La formulazione normativa parrebbe riferirsi infatti ad una platea molto ampia di militari che, a vari livelli, intervengono nella gestione o nel controllo di risorse pubbliche.

Il SIULM ha immediatamente segnalato alle competenti Autorità una serie di problematiche applicative:

  1. Ambito soggettivo non definito: Non è stato ancora chiarito quali incarichi siano effettivamente soggetti all’obbligo. L’assenza di una delimitazione ufficiale rischia di creare incertezza operativa e blocchi nell’assegnazione degli incarichi;
  2. Modalità di adempimento: La norma impone la stipula della polizza “prima dell’assunzione dell’incarico”, ma non chiarisce: Chi deve verificare l’adempimento
    • se la mancata stipula renda nullo l’incarico,
    • se debbano essere inserite clausole specifiche nei decreti di nomina;
  3. Contenuto minimo della polizza: Non sono indicati: 
    • Massimali minimi
    • Franchigie ammissibili
    • Clausole di esclusione
    • Durata della copertura  Il rischio concreto è che ogni militare debba orientarsi autonomamente sul mercato assicurativo, con costi variabili e potenziali coperture inadeguate.
  4. Il nodo della polizza a carico dell’Amministrazione

Un ulteriore profilo critico riguarda la possibilità che la polizza possa essere stipulata a carico dell’Amministrazione.
L' art. 3 della L. 244/2007 prevede la nullità delle polizze stipulate da enti pubblici a favore dei propri dipendenti per responsabilità erariale.
Non è stato ancora chiarito se la nuova legge abbia implicitamente superato tale divieto.
In mancanza di un coordinamento normativo espresso, il costo ricadrebbe interamente sul singolo militare, introducendo un onere economico personale per l’esercizio di funzioni istituzionali.

A seguito della nota formale del SIULM del 28 gennaio 2026, l’Aeronautica Militare ha comunicato che, trattandosi di materia a carattere interforze, la questione è stata trasmessa allo Stato Maggiore della Difesa per i necessari approfondimenti.
Si tratta di una risposta interlocutoria che non entra ancora nel merito dei quesiti sollevati, ma conferma l’apertura di un approfondimento a livello centrale.

Il SIULM sta operando su più direttrici:
Richiesta di chiarimenti ufficiali sull’ambito di applicazione della norma
Sollecito per l’emanazione di una direttiva interpretativa interforze
Verifica della possibilità di convenzioni assicurative dedicate al personale
Vigilanza affinché non si creino disparità o aggravi economici ingiustificati
Particolare attenzione è rivolta agli agenti contabili, ai RUP e alle altre figure previste dal codice dei contratti, categorie maggiormente esposte sotto il profilo della responsabilità erariale e oggi direttamente coinvolte dall’obbligo assicurativo.


Il SIULM continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della vicenda, mantenendo costantemente informato il personale e intervenendo in tutte le sedi competenti per garantire:

  • certezza normativa
  • equità applicativa
  • tutela economica
  • salvaguardia della dignità professionale dei militari

L’obiettivo è chiaro: assicurare che l’adempimento di funzioni istituzionali non si traduca in un aggravio sproporzionato a carico di chi serve lo Stato con responsabilità e professionalità. Iscriviti al SIULM www.siulm.it La tua tutela

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PREVIDENZA DEDICATA AI MILITARI: PRIMO RICONOSCIMENTO ISTITUZIONALE PER IL SIULM AERONAUTICA

Il SIULM Aeronautica continua a portare avanti, con determinazione e senso di responsabilità, una delle battaglie più importanti per il futuro del personale militare: l’istituzione di una previdenza dedicata che riconosca concretamente la specificità e l’unicità del servizio svolto in uniforme.

Già il 3 settembre 2025, il SIULM aveva formalmente interessato le più alte cariche dello Stato, tra cui il Presidente del Consiglio, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, le Commissioni Difesa parlamentari e i vertici militari, evidenziando con forza la necessità improcrastinabile di una riforma previdenziale strutturale. In quella sede, il Sindacato aveva sottolineato come la professione militare, per vincoli, rischi e carichi operativi, non possa essere assimilata ad alcun altro impiego pubblico.

Successivamente, con una nuova e incisiva comunicazione del 3 ottobre 2025, indirizzata allo stesso Ministro della Difesa e al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale C.A. Luciano Portolano, nonché al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale S.A. Antonio Conserva, il SIULM ha chiesto un segnale immediato e concreto, sollecitando l’avvio della previdenza dedicata già nell’autunno 2025 e ribadendo la necessità di un impegno politico e tecnico non più rinviabile.

A queste iniziative si è affiancata un’ulteriore azione strategica del SIULM, che ha richiesto l’inserimento delle necessarie risorse nella Legge di Bilancio e ha formalmente sollecitato l’apertura di un tavolo tecnico dedicato, ritenuto lo strumento essenziale per trasformare le dichiarazioni di principio in provvedimenti concreti.

La risposta pervenuta dal competente Elemento dello Stato Maggiore della Difesa rappresenta un primo, significativo risultato dell’azione sindacale intrapresa. È stato infatti confermato che la riforma della previdenza dedicata è considerata una priorità per la Difesa e che, anche in occasione della Legge di Bilancio 2026, è stata avanzata una specifica proposta normativa finalizzata a ottenere gli stanziamenti necessari.

Sebbene tale proposta sia stata recepita solo parzialmente, l’Amministrazione ha assicurato che essa sarà reiterata nel primo provvedimento normativo utile, confermando la volontà di proseguire il percorso avviato. È stato inoltre ribadito che la questione continuerà a essere oggetto di attento monitoraggio, anche in raccordo con gli enti previdenziali competenti, tra cui l’INPS.

Questo sviluppo dimostra in modo inequivocabile come l’azione costante, coerente e determinata del SIULM Aeronautica abbia contribuito a riportare la previdenza militare al centro dell’agenda istituzionale. Il lavoro svolto, attraverso interlocuzioni formali, proposte normative e richieste di confronto tecnico, ha prodotto un risultato concreto: il riconoscimento ufficiale della priorità della riforma e l’impegno a proseguire l’iter legislativo.

Il SIULM continuerà a vigilare e ad agire con fermezza affinché si giunga rapidamente all’apertura di un tavolo tecnico e, soprattutto, all’adozione di una riforma definitiva. I militari attendono da troppo tempo un sistema previdenziale che riconosca davvero la loro specificità. Il percorso è avviato, ma la battaglia per la previdenza dedicata continua, con l’obiettivo di garantire finalmente giustizia, dignità e certezze a chi serve il Paese ogni giorno.

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MEDAGLIA DI LUNGA NAVIGAZIONE AEREA: UN RICONOSCIMENTO CHE CONTINUA AD ATTENDERE GIUSTIZIA

Ha dell’incredibile che, ancora oggi, non sia stata istituita la Medaglia di Lunga Navigazione Aerea per il personale appartenente agli Equipaggi Fissi di Volo (EFV), nonostante si tratti di un riconoscimento simbolico, privo di impatto economico, ma di enorme valore morale, identitario e istituzionale.

Parliamo di uomini e donne che dedicano la propria vita operativa al volo, svolgendo un’attività altamente specialistica, gravosa e strategica per la sicurezza nazionale e per l’efficienza dello strumento militare, in particolare nell’ambito dell’Aeronautica Militare. Il loro contributo non è soltanto tecnico, ma rappresenta una componente essenziale della capacità operativa e della credibilità internazionale della Forza Armata.

Eppure, a differenza di altri ambiti operativi nei quali sono previste specifiche onorificenze per valorizzare la lunga e qualificata attività svolta, gli Equipaggi Fissi di Volo continuano a non beneficiare di un analogo riconoscimento istituzionale.

La questione è stata formalmente sollevata dal SIULM e, come recentemente comunicato dallo Stato Maggiore della Difesa, la proposta di modifica normativa per l’istituzione della medaglia è stata già valutata favorevolmente ed è stata trasmessa all’Ufficio Legislativo del Ministero della Difesa per gli ulteriori aspetti di competenza.

Si tratta, dunque, di una proposta riconosciuta come valida e meritevole, ma che resta ancora in attesa della sua definitiva concretizzazione.

Ciò che rende questa situazione ancora più incomprensibile è il fatto che l’istituzione di tale medaglia non comporterebbe alcun onere finanziario significativo per l’Amministrazione. Non si tratta di una richiesta economica, ma di un semplice e doveroso riconoscimento istituzionale, capace di valorizzare una professionalità altamente qualificata e di rafforzare il senso di appartenenza e la motivazione del personale.

Le onorificenze militari non rappresentano meri simboli formali, ma costituiscono strumenti fondamentali per riconoscere il sacrificio, la dedizione e la continuità del servizio prestato. Ignorare questa esigenza significa, di fatto, trascurare una componente essenziale del patrimonio umano della Difesa.

Il SIULM continuerà a sostenere con determinazione questa istanza, affinché venga finalmente colmata una lacuna che non ha alcuna giustificazione né sul piano normativo né su quello istituzionale.

Riconoscere il valore degli Equipaggi Fissi di Volo non è una concessione. È un dovere. E, soprattutto, è una questione di giustizia.

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DISEGNO DI LEGGE “DIFESA” E DICHIARAZIONI DEL MINISTRO CROSETTO

COMUNICATO SIULM INTERFORZE Disegno di legge “Difesa” e dichiarazioni del Ministro Crosetto: Il SIULM INTERFORZE chiede il coinvolgimento immediato e risorse adeguate per il personale. La compagine Aeronautica e Marina del SIULM rappresentative del personale delle Forze Armate, apprendono con attenzione le recenti dichiarazioni del Signor Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, nonché le anticipazioni relative alla presentazione del nuovo disegno di legge denominato “DDL Difesa”, volto alla revisione e al potenziamento dello strumento militare nazionale. Comprendiamo e condividiamo la necessità di adeguare lo strumento militare ai mutati scenari geopolitici internazionali, caratterizzati da crescente instabilità e da nuove esigenze operative. Tuttavia, non può sfuggire come ogni processo di revisione e rafforzamento della Difesa debba necessariamente fondarsi, in primo luogo, sulla valorizzazione concreta del personale militare, che rappresenta la componente essenziale e insostituibile dell’intero sistema. In tale contesto, riteniamo indispensabile che i Sindacati Militari vengano formalmente e tempestivamente coinvolti, non solo nella fase attuativa, ma già nella fase di definizione degli indirizzi strategici e normativi, in coerenza con il ruolo di rappresentanza riconosciuto dall’ordinamento e con l’esigenza di assicurare decisioni equilibrate, sostenibili e condivise. Non possiamo, inoltre, esimerci dal rilevare come, a fronte di ambiziosi progetti di trasformazione e di significativi stanziamenti complessivi per il comparto Difesa, le risorse destinate direttamente al personale continuino a risultare insufficienti. Le misure economiche previste nell’ambito del recente rinnovo contrattuale, pur rappresentando un passo necessario, non appaiono adeguate a compensare il crescente livello di responsabilità, la complessità operativa e i sacrifici richiesti quotidianamente alle donne e agli uomini in uniforme. Il rischio concreto è quello di assistere a un processo di modernizzazione dello strumento militare che investe prevalentemente mezzi, infrastrutture e capacità operative, senza un corrispondente e proporzionato investimento sulla componente umana. Grandi progetti, dunque, ma ancora poche risorse per il personale. Per tali motivi, le scrivente Associazione chiede al Signor Ministro della Difesa la convocazione urgente di un incontro, che consenta di affrontare in modo organico e trasparente: • il coinvolgimento formale delle rappresentanze sindacali nei processi di revisione dello strumento militare; • le ricadute concrete del DDL Difesa sul personale in servizio e su quello prossimo al congedo; • la necessaria revisione delle politiche retributive e delle misure di tutela economica e professionale del personale; • una più ampia riflessione sulla revisione complessiva dello strumento militare, che non può prescindere da una reale valorizzazione della componente umana. Riteniamo che il rafforzamento della Difesa nazionale non possa essere perseguito esclusivamente attraverso investimenti strutturali e tecnologici, ma debba necessariamente passare attraverso il riconoscimento concreto della dignità professionale, economica e sociale del personale militare. Il Siulm conferma la propria piena disponibilità a un confronto serio, leale e costruttivo, nella convinzione che il contributo delle rappresentanze sindacali costituisca un elemento essenziale per garantire l’efficacia, l’equilibrio e la sostenibilità del sistema Difesa nel suo complesso, nell’interesse primario del personale e del Paese.
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LA REGIONE SICILIA ESCLUDE I MILITARI DAL TRASPORTO GRATUITO

Il SIULM Aeronautica esprime profonda indignazione per la deliberazione n. 64 del 10 febbraio 2026 con cui la Regione Siciliana ha approvato il disegno di legge sul “Trasporto pubblico locale – Gratuità Forze dell’Ordine”, escludendo il personale delle Forze Armate Italiane da un beneficio riconosciuto invece alle Forze di Polizia. Una scelta grave, ingiusta e incomprensibile. Di fatto, questa decisione sancisce che i militari – pur indossando la divisa dello Stato, pur garantendo la difesa nazionale, la sicurezza dello spazio aereo, la partecipazione alle missioni internazionali e il soccorso alla popolazione – non siano ritenuti degni dello stesso rispetto e delle stesse tutele riconosciute ad altri servitori dello Stato. È una discriminazione evidente. Il messaggio che emerge è devastante: i militari possono continuare a servire il Paese, possono essere impiegati in operazioni delicate, possono rischiare la propria vita, ma non meritano nemmeno un riconoscimento minimo come l’accesso gratuito al trasporto pubblico regionale, già riconosciuto ad altri appartenenti al comparto sicurezza. Si tratta dell’ennesima dimostrazione di come il personale militare venga sistematicamente trascurato dalle istituzioni. Uomini e donne in uniforme che garantiscono ogni giorno la sicurezza dello Stato vengono ignorati quando si tratta di riconoscerne la dignità professionale e il valore sociale. Servitori dello Stato che vengono esclusi, dimenticati e lasciati liberi di subire l’ennesima offesa, non solo sul piano economico, ma soprattutto su quello morale. Il SIULM Aeronautica ritiene inaccettabile che le istituzioni continuino a operare distinzioni tra chi serve lo Stato in uniforme, creando militari di serie B rispetto ad altri appartenenti al comparto difesa e sicurezza. Non esistono servitori dello Stato più meritevoli e altri meno meritevoli. Esistono solo servitori dello Stato. Il SIULM Aeronautica chiede con fermezza che l’Assemblea Regionale Siciliana ripari prestamente a questa iniqua decisione includendo espressamente il personale delle Forze Armate tra i beneficiari della gratuità del trasporto pubblico locale. Il rispetto per la divisa non può essere selettivo. La divisa ci unisce.
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FREQUENTATORI MARESCIALLI A VITERBO: INTERVENTO DEL SIULM A TUTELA DEL TRATTAMENTO ECONOMICO

Il SIULM Aeronautica, agendo a tutela dei propri iscritti attualmente impegnati nel percorso di formazione da Maresciallo presso la Scuola di Viterbo, ha avviato una specifica azione sindacale a favore dei propri iscritti che, nel passaggio alla fase formativa in costanza di servizio, ha subito un ingiustificato decremento dello stipendio. Dalle verifiche effettuate e dalle segnalazioni pervenute dai nostri iscritti, è emerso che tutti coloro che hanno registrato una riduzione del trattamento economico hanno diritto al riconoscimento di un assegno integrativo/ad personam, finalizzato a compensare quanto percepito nel precedente grado rivestito. Il SIULM ha quindi formalmente attivato le dovute richieste presso le Autorità competenti, affinché venga applicata correttamente la normativa vigente e sia garantita la piena tutela economica evitando penalizzazioni durante il periodo di formazione. Nessun iscritto deve subire una perdita economica per effetto del percorso formativo. La normativa è chiara e va applicata in modo uniforme. Il SIULM Aeronautica continuerà a seguire la vicenda con la massima attenzione, intervenendo con determinazione per assicurare il giusto riconoscimento economico ai propri iscritti. Se anche tu ti trovi in questa condizione Se sei un Allievo Maresciallo a Viterbo e hai riscontrato una riduzione dello stipendio rispetto al trattamento precedente, contattaci. Il SIULM è al tuo fianco Tuteleremo anche te, come già stiamo facendo per i nostri iscritti SIULM Aeronautica La divisa ci unisce
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INDENNITÀ: DOPO L’INTERVENTO DEL SIULM SI SBLOCCANO NODI STORICI

Nel corso dell’apertura dei tavoli contrattuali, l’intervento deciso e puntuale del Segretario Generale del SIULM Aeronautica ha contribuito in modo determinante allo sblocco di questioni economiche rimaste irrisolte per troppo tempo, a partire da:    •   indennità di manutentore;    •   indennità notturna relativa ai servizi armati;    •   separazione tra straordinari del personale dirigente e non dirigente, principio di equità più volte rivendicato dal SIULM e ora finalmente recepito. Risultati che dimostrano come una presenza sindacale competente e determinata ai tavoli negoziali produca effetti concreti per il personale. Tuttavia, accanto a questi passi avanti, permane una criticità rilevante che non può essere ignorata. Per quanto riguarda l’indennità notturna per i servizi armati e non, pari a 18 euro (art. 12 DPR 52/2025), Stato Maggiore della Marina e Stato Maggiore dell’Esercito hanno già emanato le rispettive circolari applicative, fornendo indicazioni chiare ai reparti e consentendo l’avvio delle procedure di riconoscimento economico. Ad oggi, invece, per quanto risulta al SIULM Aeronautica, Stato Maggiore dell’Aeronautica non ha ancora emanato alcuna circolare applicativa, o quantomeno non ne ha dato condivisione alle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari. Questa situazione determina una condizione di netto svantaggio per il personale dell’Aeronautica Militare, che si trova di fatto penalizzato rispetto ai colleghi delle altre Forze Armate, pur in presenza della medesima normativa primaria. Il SIULM Aeronautica ritiene inaccettabile qualsiasi disparità di trattamento interforze e ribadisce che la trasparenza e la condivisione degli atti applicativi con le APCSM non rappresentano una concessione, ma un dovere istituzionale, oltre che uno strumento essenziale di corrette relazioni sindacali. Per tali ragioni, il SIULM Aeronautica chiede un diretto intervento del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, affinché:    •   venga emanata senza ulteriori ritardi la circolare applicativa sull’indennità notturna ex art. 12 DPR 52/2025;    •   tutte le circolari di natura applicativa e con impatto sul trattamento economico del personale siano trasmesse anche alle Associazioni Sindacali, garantendo uniformità, trasparenza e pari diritti. Il SIULM continuerà a vigilare e ad agire con determinazione, perché i diritti conquistati al tavolo contrattuale trovino concreta applicazione nei reparti. La divisa ci unisce.
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DECRETO “SCIVOLO” 2026: NUMERI IRRILEVANTI, DELUSIONE TOTALE DEL SIULM AERONAUTICO

Il SIULM Aeronautica, a nome dei propri iscritti, esprime fortissima delusione per il provvedimento relativo alla cessazione anticipata dal servizio e al collocamento in ausiliaria per l’anno 2026. I numeri previsti dal decreto parlano da soli e certificano, senza possibilità di smentita, l’assoluta inutilità di questo strumento: appena 16 Ufficiali e 38 Marescialli su scala interforze. Numeri mai visti prima, talmente esigui da rendere il provvedimento inefficace, simbolico e scollegato dalla realtà del personale. Di fronte a una platea di migliaia di militari che da anni attendono strumenti seri di gestione delle carriere e di reale ricambio generazionale, questa misura appare come l’ennesima occasione mancata. Uno “scivolo” che, di fatto, non scivola da nessuna parte. Il SIULM Aeronautica ritiene inaccettabile continuare a presentare come soluzione strutturale un provvedimento che coinvolge poche decine di unità, lasciando invariati tutti i problemi di fondo:    •   carriere bloccate,    •   organici compressi,    •   personale logorato da anni di servizio senza prospettive concrete. Questo decreto non risponde ai bisogni del personale, non incide sul sistema e rischia solo di alimentare frustrazione e disillusione. Altro che valorizzazione: siamo di fronte a un arretramento evidente delle politiche sul personale militare. Il SIULM Aeronautica continuerà a denunciare con forza queste scelte miopi e a rivendicare misure serie, numericamente adeguate e realmente utili, perché il personale non ha bisogno di provvedimenti di facciata, ma di risposte concrete. Con questi numeri, purtroppo, il messaggio che arriva è uno solo: sempre peggio.
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FERIE E LICENZE: ATTENZIONE ALLE INTERPRETAZIONI RESTRITTIVE

In alcuni Enti Militari si stanno diffondendo prassi sempre rigide nella gestione delle licenze ordinarie. In particolare, in alcuni Enti, a seguito di una pronuncia giurisdizionale e di una successiva circolare amministrativa, si sta tentando di imporre al personale il consumo delle licenze maturate entro l’anno, esercitando pressioni che destano forte preoccupazione.

Il SIULM Aeronautica ritiene necessario ribadire un principio essenziale:
le ferie sono un diritto del militare, non uno strumento organizzativo da imporre in modo automatico o coercitivo.

La pianificazione delle licenze deve rappresentare un equilibrio tra esigenze operative e tutela del personale, non può trasformarsi in un obbligo generalizzato, né può essere utilizzata per scaricare sul militare responsabilità organizzative o carenze di impiego.

In particolare:
   •   la pianificazione non equivale a imposizione;
   •   il personale deve essere posto nelle condizioni reali di fruire delle licenze;
   •   non è accettabile comprimere un diritto per ragioni meramente formali;

Il SIULM Aeronautica vigilerà affinché nessuna interpretazione restrittiva venga utilizzata per limitare i diritti del personale o per esercitare pressioni indebite.

Se ti stanno obbligando a consumare le ferie, ma ricordiamo che da contratto le ferie sono fruibili entro 24 mesi.

Se anche a te stanno imponendo la fruizione delle licenze entro l’anno,
se ti viene prospettata la perdita delle ferie senza una reale possibilità di scelta,
se ritieni che il tuo diritto venga compresso,

scrivici a segretariogeneraleinterforze@siulm.it

Il SIULM Aeronautica ti tutelerà senz’altro, attivando ogni iniziativa sindacale necessaria.

La divisa ci unisce. I diritti si difendono insieme.

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CONGUAGLI DI FEBBRAIO, FAMIGLIE DISPERATE

La situazione dei conguagli sulle buste paga del personale militare ha ormai superato la soglia della tollerabilità. Non siamo di fronte a un disguido tecnico episodico, ma a una criticità strutturale che si ripresenta puntualmente ogni anno, con effetti pesantissimi sulla vita concreta delle famiglie. È una condizione che non può più essere accettata né minimizzata.

Il conguaglio fiscale di febbraio, così come oggi gestito, si traduce troppo spesso in decurtazioni improvvise e consistenti, che colpiscono lavoratrici e lavoratori già alle prese con un contesto economico complesso. Non si tratta di cifre marginali: in molti casi parliamo di importi che compromettono la capacità di far fronte alle spese ordinarie, dagli affitti ai mutui, dalle utenze ai bisogni quotidiani dei figli.

Particolarmente grave è la condizione di quelle famiglie che vivono con un solo stipendio. Per loro, un conguaglio mal calibrato non è un semplice disagio amministrativo, ma un problema reale di sostenibilità economica: significa dover scegliere cosa pagare e cosa rimandare, significa arrivare a fine mese con difficoltà, significa vivere nell’incertezza.

Ciò che rende questa situazione ancora più incomprensibile è il fatto che in passato esisteva un modello di gestione più efficiente. Quando la gestione delle buste paga era direttamente in capo alla Forza Armata, era stata implementata una tassazione progressiva capace di distribuire il carico fiscale lungo l’anno. Il risultato era evidente: il conguaglio di febbraio risultava sostanzialmente indolore, privo di effetti traumatici sul reddito mensile del personale.

Oggi, invece, si è tornati a un sistema che concentra gli effetti fiscali in un unico momento, scaricandone l’impatto sui militari e sulle loro famiglie. Questo non è accettabile, né sotto il profilo organizzativo né sotto quello sociale.

Non è più il tempo delle giustificazioni tecniche o dei rinvii. Ogni anno si ripete la stessa dinamica: promesse di correttivi, rassicurazioni sulla risoluzione del problema e, puntualmente, il ripresentarsi di conguagli pesanti e mal gestiti. Una spirale che mina la fiducia del personale e che non può essere considerata fisiologica.

È necessario e urgente un cambio di rotta netto. La gestione delle buste paga deve tornare nella sfera della Forza Armata, che ha già dimostrato in passato di saper adottare strumenti più equi e sostenibili, in grado di tutelare il reddito del personale e di prevenire shock economici concentrati in un solo mese.

Non si tratta di una rivendicazione corporativa, ma di una richiesta di buon senso amministrativo e di responsabilità istituzionale. Chi serve lo Stato non può essere messo, ciclicamente, nella condizione di subire errori o rigidità di sistema che incidono direttamente sulla propria serenità economica e familiare.

La dignità del lavoro, la stabilità delle famiglie e l’efficienza dell’amministrazione richiedono una soluzione definitiva. Continuare su questa strada significherebbe accettare come inevitabile un problema che inevitabile non è. Ed è proprio per questo che è arrivato il momento di dire con chiarezza: così non può più andare avanti.

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