Il SIULM Aeronautica ha richiesto un incontro urgente al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare per affrontare le gravi criticità contenute nella Circolare M.I.M. 2026.
Non si tratta di semplici aspetti tecnici, ma di problematiche concrete che stanno già producendo effetti penalizzanti sul personale, minando principi fondamentali come equità, trasparenza e valorizzazione della professionalità.
L’attuale sistema di calcolo dei requisiti temporali sta generando situazioni paradossali: militari appartenenti allo stesso corso vengono trattati in modo diverso per differenze di pochi giorni, spesso legate a dinamiche organizzative e non a responsabilità individuali.
Una rigidità burocratica che si traduce in esclusioni ingiuste e che il SIULM Aeronautica considera inaccettabile.
È necessario un correttivo immediato: il requisito deve essere considerato maturato entro il 31 dicembre 2026. Ogni altra impostazione continuerà a produrre disparità evidenti.
Ancora più grave è la situazione del personale trasferito d’autorità. Oggi chi subisce un provvedimento non volontario rischia di vedersi azzerare l’anzianità utile, perdendo di fatto la possibilità di partecipare alla M.I.M.
Un meccanismo profondamente ingiusto, che finisce per penalizzare chi ha già subito una decisione imposta dall’Amministrazione.
Il SIULM Aeronautica chiede con forza che questa distorsione venga eliminata.
Specializzazione trasformata in vincolo
L’attuale sistema di reimpiego rischia di bloccare proprio il personale più qualificato. La rigidità nel rapporto tra qualifica e specialità limita la mobilità e trasforma l’investimento professionale in un ostacolo.
Non è accettabile che chi si forma e si specializza venga, nei fatti, penalizzato.
Mancanza di trasparenza: il personale decide al buio.
Uno degli aspetti più critici riguarda la totale assenza di trasparenza. I militari sono chiamati a esprimere preferenze senza conoscere le reali disponibilità dei posti e senza poter verificare i criteri di valutazione.
In queste condizioni, non si può parlare di scelta consapevole, né di procedura pienamente equa.
Serve un cambio di rotta immediato: le regole devono essere chiare, accessibili e verificabili.
Sedi insulari: disagio reale ignorato,
Il criterio attuale di calcolo della distanza chilometrica non tiene conto delle reali difficoltà logistiche delle sedi insulari, sottostimando il disagio vissuto dal personale.
Anche su questo punto è necessario intervenire per ristabilire condizioni di equità.
Il SIULM Aeronautica ha formalmente chiesto un confronto urgente con lo Stato Maggiore per correggere una circolare che, così com’è, rischia di generare ingiustizie diffuse e malcontento nel personale.
La posizione è chiara: non si può costruire un sistema di movimentazione efficace sacrificando equità e trasparenza.
Il SIULM Aeronautica continuerà a vigilare e ad agire con determinazione affinché vengano introdotti correttivi concreti e venga restituita dignità a una procedura che deve essere al servizio del personale, non penalizzarlo.



