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Sindacato Unitario Lavoratori Militari

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RIFORMA DELLA SANITÀ MILITARE E DELLO STRUMENTO MILITARE

Il SIULM Interforze (Aeronautica e Marina) comunica che, a seguito dell’invito ricevuto dal Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, On. Minardo, ha partecipato a un significativo momento di confronto istituzionale sui temi della riforma della sanità militare e dello strumento militare, al quale si è poi aggiunto il Senatore Maurizio Gasparri, erano presenti per il Siulm il Segretario Generale Interforze Tesone Luigi, il coordinatore Aeronautica Rega Francesco, il Segretario di Area e dirigente nazionale Marina Andrea Manzi, e come dipartimento Sanitario Aeronautica Antonio di Fabrizio.

Con sorpresa e apprezzamento, nel corso dell’incontro è stata riscontrata anche la presenza del Presidente Maurizio Gasparri, la cui partecipazione ha ulteriormente qualificato il livello del dialogo politico-istituzionale.

Nel corso del confronto, il SIULM Interforze ha rappresentato in modo puntuale le criticità e le possibili ricadute operative, organizzative e funzionali che riforme non adeguatamente ponderate potrebbero determinare sul personale militare e sull’efficienza complessiva delle Forze Armate, con particolare riferimento ai settori della sanità militare e dell’impiego dello strumento militare.

Grazie all’azione determinata e responsabile del SIULM Aeronautica e SIULM Marina, è stato possibile ottenere da parte degli autorevoli parlamentari presenti una chiara apertura politica, con l’impegno a riconoscere la necessità di riflessioni più approfondite su riforme di tale portata e delicatezza.

Il SIULM Interforze auspica ora che tali dichiarazioni possano tradursi in atti concreti, attraverso l’attivazione di audizioni formali presso le Commissioni parlamentari competenti, affinché le rappresentanze sindacali militari possano essere ascoltate e contribuire in modo costruttivo al processo riformatore.

Il SIULM continuerà a vigilare e a operare affinché ogni riforma sia realmente orientata alla tutela del personale militare, al rafforzamento dell’efficienza operativa e al rispetto delle specificità di ciascuna Forza Armata.

SIULM Interforze – Aeronautica e Marina
La divisa ci unisce

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CONGEDO PARENTALE: UN DIRITTO DEI MILITARI, CHIAREZZA FATTA. PRESTO ESTENSIONE FINO AI 14 ANNI

Negli ultimi mesi il SIULM Aeronautica è intervenuto con decisione per fare piena chiarezza su un tema che ha generato dubbi, interpretazioni difformi e, in alcuni casi, ingiuste limitazioni: il diritto al congedo parentale per i militari con figli di età inferiore ai 12 anni.

È bene ribadirlo con forza:
tutti i militari che hanno figli di età inferiore ai 12 anni hanno pieno diritto a fruire dei giorni di congedo parentale, senza alcuna distinzione o interpretazione restrittiva.

Grazie all’azione incisiva del SIULM, è stato definitivamente chiarito che l’innalzamento del limite anagrafico non va letto come un diritto riservato solo a chi aveva figli piccoli al momento dell’entrata in vigore della norma, ma come un ampliamento dell’arco temporale entro cui il diritto può essere esercitato.
Questo significa che il beneficio spetta a tutto il personale militare con figli sotto i 12 anni, anche se questi avevano già superato i precedenti limiti di età.

Ma non è tutto.

Verso l’equiparazione completa con gli altri dipendenti pubblici

Il SIULM non si è fermato al chiarimento dell’esistente.
L’azione sindacale portata avanti in questi mesi sta già producendo ulteriori risultati concreti: a breve è previsto l’innalzamento del limite di età dei figli da 12 a 14 anni, allineando finalmente i militari a tutti gli altri dipendenti pubblici.

Un obiettivo fondamentale, che risponde a un principio semplice ma non negoziabile:
pari diritti, pari tutele, pari dignità.

Il SIULM al fianco dei militari e delle loro famiglie

Il tema del congedo parentale non riguarda solo un istituto giuridico, ma tocca direttamente la vita familiare, la genitorialità e il benessere dei militari.
Per questo il SIULM Aeronautica continuerà a vigilare affinché ogni diritto venga riconosciuto e applicato in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, senza arbitrii o interpretazioni penalizzanti.

Invitiamo tutti i colleghi che dovessero riscontrare difficoltà o dinieghi ingiustificati a segnalare tempestivamente la situazione al SIULM.

La divisa ci unisce. I diritti non si discutono, si applicano.
SIULM Aeronautica, sempre dalla parte dei militari.

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COMUNICATO: SANITÀ MILITARE

Riferimento: Atto n. 366 del Governo sottoposto a parere Parlamentare (Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di revisione della struttura organizzativa e ordinativa della sanità militare).
Preso atto delle preoccupanti inesattezze riportate nell’Atto di Governo in riferimento, le associazioni sindacali militari (APCSM), in rappresentanza del personale sanitario delle Forze Armate, intendono ribadire con fermezza la competenza esclusiva riconosciuta dalla legge n. 121/2014 (istitutiva dei sindacati militari) e successive modifiche, nonché dall’art. 9 della legge n. 201/2023 (delega per la revisione dello strumento militare), nella tutela del personale militare delle Forze Armate, compreso il personale militare esercente le professioni sanitarie.
Tale azione muove dalla necessità di superare l'anacronistica divergenza organizzativa tra il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e la Sanità Militare (SSMN). Mentre il primo, in forza delle Leggi 42/1999 e 251/2000, ha pienamente recepito il paradigma dell'autonomia professionale e della pariteticità d'équipe, la Sanità Militare conserva strutture gerarchiche che non riflettono l'attuale profilo di responsabilità e dignità accademica delle professioni sanitarie.
A tal riguardo, esprimono profonda preoccupazione per l’omessa trasmissione al Parlamento delle osservazioni già formulate e trasmesse dalle Federazioni nazionali degli ordini professionali sanitari (FNOMCeO, FNOPI, FNOI, FOFI, CNOP, FNOB, FTSRM-PSTRP, ecc.), che evidenziano gravi criticità e disparità di inquadramento, progressione di carriera e formazione del personale sanitario militare rispetto al SSN.
Tale omissione, oltre a inficiare potenzialmente la procedura di esame parlamentare, potrebbe configurare, altresì, quale grave violazione del principio di trasparenza e di leale collaborazione istituzionale, esponendo lo schema di decreto a rilevante compromissione in termini di efficacia della riforma della sanità militare, oltre che a rilievi di illegittimità costituzionale.
Oltre a quanto già segnalato, l’esame dello schema di decreto (Atto 366) e il confronto tra le sigle sindacali hanno fatto emergere ulteriori e gravi criticità che mettono a rischio l’efficacia della riforma:

  • Rischio di "Sanitari di Serie B" e carenza formativa: Si rileva l'assenza di percorsi formativi sanitari dedicati alle specificità delle singole Forze Armate con il rischio di dequalificare il personale che opera in contesti operativi unici.
  • Carenza di integrazione strategica - distanza dalla visione One Health: l’attuale schema appare disallineato rispetto alla visione "One Health", ormai standard inderogabile per gli organismi internazionali (OMS, UE). Questo approccio presuppone un'integrazione paritetica tra le diverse competenze — medico chirurgiche, odontoiatriche e veterinarie, dei professionisti psicologi e biologici, nonché le competenze infermieristiche e tecnico sanitarie — quali componenti di un unico ecosistema di sicurezza. La mancata equiparazione professionale rappresenta un vulnus alla capacità di risposta biosicura del Paese, poiché le minacce moderne (zoonosi, rischi CBRN) esigono modelli organizzativi orizzontali e transdisciplinari.
  • Emergenza legata a rischi psicosociali, Disturbo da Stress Post-Traumatico (DSPT) e gesti suicidari: La persistenza di modelli gerarchici rigidi a discapito di una moderna gestione clinica delle risorse umane aggrava l'esposizione ai rischi psicosociali. La prevenzione del Disturbo da Stress Post-Traumatico (DSPT) e il contrasto all'allarmante fenomeno dei suicidi tra il personale in uniforme richiedono una rete sanitaria che operi secondo i medesimi standard di eccellenza del SSN, basata su un'équipe multidisciplinare paritetica. La salute mentale non è di serie B né può esserlo chi se ne occupa. Un sistema sanitario percepito come “non equo” "distante" o "inadeguato" dal personale non solo favorisce l'esodo verso il civile, ma fallisce nella sua missione primaria: la tutela della salute mentale e dell'integrità psicofisica di chi serve lo Stato.
  • Esodo verso il Servizio Sanitario Nazionale (SSN): La mancanza di competitività nel trattamento economico e nella qualità della vita rispetto al settore civile, unita alla crescente richiesta di medici nelle strutture territoriali, rischia di innescare un esodo massiccio di ufficiali medici, attratti da condizioni professionali migliori.
  • Saturazione degli organici e incertezza nelle carriere: Non emerge chiarezza sulla gestione delle dotazioni organiche nel transito al CUSM, con il concreto rischio di saturazione dei ruoli che impedirebbe una corretta progressione di carriera per il personale sanitario.
  • Frammentazione previdenziale: La creazione di un Corpo Unico che mantiene Casse di previdenza separate tra i vari componenti crea disparità di diritti tra professionisti che svolgono le medesime funzioni.
  • Dignità professionale del personale non direttivo: Si contesta fermamente la scelta di ricondurre personale esperto (come Appuntati e Appuntati Scelti) allo status di "volontari" e del personale Sottufficiale “abilitati all'esercizio delle Professioni Sanitari a sensi della Legge 251/00”, bloccati nell'area degli “assistenti, ex II area”, il mancato transito nell'area dei Funzionari con un recupero della carriera durante il transito, sarà percepita come una svalutazione del merito e dell'esperienza maturata.
  • Criticità sulle modalità di reclutamento e inquadramento nel CUSM: Un’altra questione riguarda le future modalità di reclutamento e inquadramento degli ufficiali sanitari. Nel nuovo CUSM confluiranno infatti categorie professionali oggi inquadrate in ruoli differenti (Ruoli Speciali e Ruoli Normali). Resta forte l'incertezza su come verranno banditi i concorsi futuri per queste figure. È fondamentale definire se il reclutamento sarà armonizzato e su quali basi. L'assenza di una visione chiara su questo punto rischia di creare ingiustificate disparità di trattamento economico e giuridico tra professionisti sanitari della stessa specialità, minando alla base il principio di integrazione interforze.

Le scriventi APCSM intendono denunciare con forza l'inconsistenza della posizione espressa dall'Amministrazione in merito alla presunta mancanza di copertura finanziaria per le proposte sindacali. Risulta, infatti, del tutto inverosimile la tesi secondo cui la riforma in esame non comporti oneri aggiuntivi, quando lo stesso Atto di Governo n. 366 introduce meccanismi che generano costi strutturali certi e immediati.

  1. L’incongruenza dei percorsi di carriera: Si rileva un’evidente discrasia nelle tabelle di avanzamento. A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, si osservi il transito degli ufficiali dal Ruolo Tecnico dell’Arma dei Carabinieri al nascente Ruolo Unico della Sanità Militare (Tabella B – Tabella 5 – Quadro I). Per tali ufficiali, la permanenza nel grado di Maggiore viene ridotta da 6 a 5 anni. Questa accelerazione forzata dei tempi di promozione comporta un incremento degli oneri per il trattamento economico del personale che non trova riscontro nelle clausole di invarianza finanziaria dichiarate. È paradossale che il Governo neghi il reinquadramento richiesto dai sindacati degli Ufficiali del Ruolo Speciale per "mancanza di fondi", mentre contestualmente finanzia — di fatto — un’accelerazione di carriera per determinate categorie attraverso la riforma dei ruoli.
  2. Oneri logistici e di immagine del CUSM: La costituzione del Comando Unico della Sanità Militare e del SSMN non è un’operazione a costo zero. L'adozione di nuovi gradi, fregi, distintivi e la necessaria riconfigurazione della segnaletica, della modulistica e dei sistemi informatici di gestione interforze e della logistica della neo costituenda Scuola di Sanità Militare rappresentano una spesa pubblica ingente e ineludibile. Omettere la quantificazione di tali costi nel provvedimento significa ignorare i princìpi di trasparenza contabile.
  3. Il rischio di disparità e contenziosi: L'unificazione nel Ruolo Unico, in assenza di un contestuale stanziamento per l'armonizzazione dei trattamenti economici e delle indennità professionali, creerà professionisti sanitari con medesimi obblighi e impieghi ma con retribuzioni differenti basate sulla Forza Armata di provenienza. Tale disparità non solo mina l’integrazione interforze, ma esporrà l'Amministrazione a una stagione di gravosi contenziosi seriali dinanzi alla giustizia amministrativa, i cui costi ricadranno inevitabilmente sulla collettività.

Per quanto sopra, le scriventi APCSM chiedono:

  • Che il Parlamento impegni il Governo a una revisione della Relazione Tecnica che accompagna il decreto, affinché vengano stanziate le risorse necessarie non solo per coprire i costi intrinseci della riforma, ma anche per garantire un equo reinquadramento del personale, senza il quale la "Sanità Militare del futuro" rimarrà una scatola vuota e priva di dignità professionale per chi vi opera. Tale inquadramento deve armonizzare e creare corrispondenza fra la gerarchia militare e la “gerarchia delle competenze”, garantendo a tutti i professionisti sanitari le medesime possibilità di accesso a posizioni di responsabilità, per governare e indirizzare i processi di salute in modo integrato e unitario, ciascuno per gli aspetti di precipua competenza
  • La trasmissione immediata ed integrale al Parlamento delle osservazioni già formulate dalle Federazioni nazionali degli ordini professionali sanitari;
  • Un confronto tecnico urgente con Ministero Difesa, Ministero Salute, Federazioni nazionali degli Ordini professionali, Commissioni riunite IV (Difesa) e XII (Affari sociali).

Le APCSM confermano massima disponibilità a un dialogo costruttivo per una riforma sostenibile, nell’interesse del personale e della collettività. 

Si attende riscontro formale.

 

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RIPRENDE IL CONFRONTO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DEI MILITARI

Nella giornata odierna riprende, presso Palazzo Vidoni, il confronto istituzionale per il rinnovo del contratto del personale militare, un passaggio fondamentale per il riconoscimento dei diritti economici e professionali delle donne e degli uomini in uniforme.

Il SIULM Aeronautica è presente al tavolo negoziale con il proprio Segretario Generale interforze e Segretario Generale Aeronautica Tesone Luigi e con il Segretario Generale Marina Malcangio Antonio per rappresentare con determinazione e responsabilità le esigenze di tutto il personale militare e, in particolare, dei propri iscritti, portando avanti una linea sindacale improntata alla concretezza, all’equità e alla valorizzazione del lavoro svolto quotidianamente.

Sin d’ora, il SIULM assume un impegno chiaro e preciso: orientare una parte significativa delle risorse disponibili verso il rafforzamento delle indennità fisse e continuative, nella consapevolezza che solo attraverso un incremento stabile della retribuzione sia possibile garantire maggiore certezza economica, tutela del potere d’acquisto e reale valorizzazione professionale del personale militare.

Il rinnovo contrattuale rappresenta un’occasione decisiva per correggere squilibri e criticità accumulati nel tempo e per costruire un sistema retributivo più giusto e coerente con le responsabilità, le competenze e i sacrifici richiesti al personale delle Forze Armate.

Il SIULM continuerà a informare con trasparenza il personale sugli sviluppi del confronto e a sostenere con fermezza le istanze dei militari, affinché il nuovo contratto risponda concretamente alle reali esigenze della categoria.

SIULM Aeronautica – “La divisa ci unisce”

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FLESSIBILITÀ ORARIA NELL’AERONAUTICA MILITARE: TRA INNOVAZIONE NORMATIVA E DISPARITÀ APPLICATIVE

L’introduzione della nuova variante della direttiva SMA ORD 011 rappresenta un passo significativo verso una modernizzazione dell’organizzazione del lavoro nell’Aeronautica Militare. L’ampliamento della flessibilità oraria, che consente al personale di anticipare o posticipare l’inizio e la fine del servizio entro un’ora rispetto all’orario ordinario, costituisce una misura importante orientata al benessere del personale e alla conciliazione tra vita professionale e vita familiare.

Il SIULM Aeronautica ha accolto con favore questa innovazione normativa, riconoscendone il valore strategico e sociale. Tuttavia, l’esperienza applicativa sta evidenziando una criticità che rischia di vanificare lo spirito della direttiva: la sua applicazione disomogenea sul territorio nazionale.

Una flessibilità “a due velocità”

Nei reparti e negli Enti centrali, la flessibilità oraria viene generalmente riconosciuta in modo diretto, consentendo al personale di usufruire concretamente delle nuove possibilità organizzative. Ciò permette alle famiglie dei militari di pianificare con maggiore autonomia la propria vita quotidiana, migliorando l’equilibrio tra esigenze professionali e personali.

Negli Enti periferici, invece, la stessa flessibilità è spesso subordinata a un iter autorizzativo complesso, che in alcuni casi conduce a dinieghi privi di una motivazione chiara e trasparente. Una situazione già riscontrata in passato, che oggi rischia di riproporsi sotto nuove forme.

Il risultato è una disparità evidente: a parità di normativa, non tutti i militari possono beneficiare degli stessi diritti. Si crea così un sistema che, di fatto, distingue tra personale che può accedere alla flessibilità e personale che ne resta escluso, non per reali esigenze operative, ma per modalità applicative difformi.

Il principio di equità come criterio guida

Una direttiva pensata per migliorare il benessere del personale deve essere applicata in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Il principio di equità non può essere subordinato a interpretazioni locali o a prassi amministrative non omogenee.

Il SIULM Aeronautica ritiene che la flessibilità oraria non debba restare un beneficio teorico o discrezionale, ma debba tradursi in un diritto effettivo per tutto il personale, nel rispetto delle esigenze operative ma senza discriminazioni legate all’Ente di appartenenza.

La richiesta del SIULM Aeronautica

Per queste ragioni, il SIULM Aeronautica ha formalmente richiesto un intervento del Vertice dell’Aeronautica Militare volto a:
   •   garantire chiarezza interpretativa della direttiva SMA ORD 011;
   •   assicurare uniformità applicativa su tutto il territorio nazionale;
   •   tutelare il principio di pari diritti per tutto il personale.

Solo attraverso un’applicazione coerente e omogenea della normativa sarà possibile trasformare la flessibilità oraria in una reale opportunità per i militari e per le loro famiglie, rafforzando il rapporto di fiducia tra istituzione e personale.

Il SIULM Aeronautica continuerà a vigilare e a intervenire affinché le innovazioni normative non restino sulla carta, ma diventino strumenti concreti di tutela e valorizzazione del personale dell’Aeronautica Militare.


 

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MEDAGLIA DI LUNGA NAVIGAZIONE AEREA: IL SIULM SOLLECITA IL MINISTERO DELLA DIFESA

Attesa da oltre vent’anni, nessuna risposta concreta per il personale Equipaggi Fissi di Volo
Il Sindacato Unitario Lavoratori Militari (SiULM) – comparto Aeronautica – ha formalmente sollecitato il Ministero della Difesa e, per conoscenza, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, affinché venga finalmente definita la pratica relativa all’istituzione della Medaglia di Lunga Navigazione Aerea destinata al personale Equipaggi Fissi di Volo (EFV).
Con una nota inviata tramite PEC in data 21 gennaio 2026, firmata dal Segretario Generale Nazionale SiULM Aeronautica Luigi Tesone, il Sindacato richiama l’attenzione dell’Autorità politica e militare su una vicenda che si trascina ormai da oltre vent’anni, nonostante valutazioni favorevoli già espresse in passato.
Nella comunicazione si fa riferimento alla corrispondenza ufficiale del Gabinetto del Ministro della Difesa (07 gennaio 2025), che recepiva una precedente istanza del SiULM del 2 gennaio 2025, nella quale veniva rappresentata la possibilità di istituire il riconoscimento in oggetto. In tale occasione, veniva inoltre assicurato che l’elemento competente dell’Organizzazione avrebbe nuovamente veicolato la proposta di modifica normativa necessaria.
 Il Sindacato sottolinea come l’istituzione della Medaglia di Lunga Navigazione Aerea non comporterebbe alcun onere economico per l’Amministrazione, ma rappresenterebbe un segno tangibile di riconoscimento morale e istituzionale verso donne e uomini che hanno dedicato anni di servizio alla Difesa del Paese.
«Un’onorificenza attesa da oltre vent’anni, evidenzia il SiULM, che costituirebbe motivo di legittimo orgoglio per il personale che avrà l’onore di fregiarsene e un segnale concreto di attenzione da parte dello Stato verso una categoria troppo spesso dimenticata».
Il SiULM confida ora in un sollecito e favorevole riscontro, ribadendo la necessità di porre fine a un’attesa ingiustificatamente lunga e di riconoscere, anche sul piano simbolico, il valore e la dedizione del personale Equipaggi Fissi di Volo delle Forze Armate.


 

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RISCATTO DELLA LAUREA GRATUITO: FACCIAMO CHIAREZZA

Nei giorni scorsi stanno circolando, anche attraverso canali sindacali, notizie non corrette secondo le quali i marescialli e il personale dei ruoli direttivi ed esecutivi potrebbero oggi procedere al riscatto della laurea a titolo gratuito.

Il SIULM Aeronautica ritiene doveroso fare chiarezza, nell’interesse di tutto il personale.

Ad oggi, il riscatto gratuito della laurea NON è previsto né per i ruoli direttivi né per quelli esecutivi.

Le attuali disposizioni normative limitano tale beneficio esclusivamente ad altre categorie e non esiste alcuna estensione automatica o generalizzata ai ruoli non dirigenziali.

Diffondere informazioni diverse rischia di creare false aspettative, di indurre in errore il personale e di esporre i colleghi a decisioni basate su presupposti non veritieri.

Un approccio che non tutela davvero il personale.
È lecito ritenere che lo scopo di questo modo di agire non sia la reale tutela dei militari, ma piuttosto quello di fare tessere attraverso annunci sensazionalistici, privi di un fondamento normativo concreto.

Questo tipo di comunicazione, oltre a non produrre risultati reali, sta minando alla base anche il lavoro serio, strutturato e responsabile che il SIULM Aeronautica sta portando avanti su questo tema, con studio, atti formali e iniziative giuridiche.

Il SIULM Aeronautica, a differenza di chi si limita ai proclami, ha attivato un ricorso collettivo, le cui adesioni sono ancora aperte, affinché il riscatto della laurea diventi gratuito anche per i non dirigenti, riconoscendo il valore formativo e professionale dei titoli di studio acquisiti dal personale militare.

In particolare:
   •   sono state presentate diverse istanze formali agli organi competenti;
   •   è stato costituito un team di colleghi con competenze giuridiche e amministrative;
   •   ha attivato un ricorso collettivo, le cui adesioni sono ancora aperte, finalizzato a ottenere questo importante riconoscimento.

Si tratta di un percorso complesso, che richiede serietà, competenza e basi normative solide, non annunci utili solo alla visibilità.

Nonostante le difficoltà e nonostante chi, con comunicazioni fuorvianti, rischia di ostacolare un lavoro serio, il SIULM Aeronautica continuerà con determinazione fino a raggiungere questo importante risultato per il personale.

Chiunque desideri ulteriori approfondimenti o chiarimenti può contattare il SIULM Aeronautica: forniremo informazioni corrette, aggiornate e supporto concreto su una materia di grande rilievo previdenziale e professionale.

La divisa ci unisce.


 

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INDENNITÀ MANUTENTORI AEROMOBILI: UNA TELENOVELA INFINITA

Indennità manutentori aeromobili: una telenovela infinita che mortifica professionalità e dignità del personale

Il Sindacato Unitario Lavoratori Militari – SIULM Aeronautica interviene nuovamente sulla vicenda della corresponsione dell’indennità di manutentore aeromobili, che sta assumendo contorni sempre più paradossali, trasformandosi di fatto in una telenovela infinita a danno esclusivo del personale militare altamente specializzato dell’Aeronautica Militare.

Come noto, il contratto sottoscritto il 18 dicembre 2024, recepito dal DPR 24 marzo 2025, n. 52 (GU Serie Generale n. 91 – Supplemento Ordinario n. 12), prevede espressamente, all’art. 20, la corresponsione di una indennità pari a 30,00 euro per il personale impiegato nei servizi di manutenzione aeromobili in possesso della MAML (Licenza di Manutentore Aeromobili).

Eppure, ad oggi – 15 gennaio 2026 – a oltre un anno dalla firma del contratto, il personale interessato non ha ancora percepito un solo euro di quanto dovuto.
Una vicenda che si è trasformata in una sequenza continua di rinvii e giustificazioni:
inizialmente la mancanza dei codici amministrativi necessari per l’inserimento delle indennità nei sistemi stipendiali;
successivamente, dopo ben 11 mesi dalla firma del contratto, la creazione dei codici stessi;
oggi, l’ennesimo ostacolo: la presunta non prontezza della Forza Armata, motivata dal fatto che i reparti non avrebbero ancora trasmesso i dati necessari per le competenze amministrative.

Un rimpallo di responsabilità che il SIULM giudica inaccettabile, perché a pagare il prezzo di queste inefficienze organizzative è esclusivamente il personale operativo.
Parliamo di militari altamente specializzati, con un percorso formativo complesso e selettivo che prevede un iter di istruzione teorico-pratico di almeno 5 anni, chiamati quotidianamente a garantire:
la sicurezza del volo, l’efficienza degli aeromobili, la tutela della vita degli equipaggi, la prontezza operativa della Forza Armata.
Eppure, proprio questo personale non viene oggi valorizzato, tutelato né rispettato nei suoi diritti contrattuali.
La mancata corresponsione dell’indennità: mina gravemente la fiducia verso l’Amministrazione, genera disillusione e demotivazione, compromette la serenità del servizio, rischia di incidere negativamente sull’efficienza complessiva del sistema manutentivo.

Il SIULM Aeronautica ritiene non più procrastinabile un intervento immediato e risolutivo da parte dello Stato Maggiore per lo sblocco immediato dei pagamenti dell’indennità manutentore, con il riconoscimento integrale delle somme arretrate spettanti al personale avente diritto.
Una comunicazione chiara, ufficiale e trasparente sullo stato reale della procedura amministrativa.
Tempi certi di erogazione, non più generiche rassicurazioni prive di riscontri concreti.
L’individuazione delle responsabilità organizzative che hanno determinato ritardi così gravi e ingiustificabili.
Non è più accettabile che un diritto contrattuale venga trasformato in una concessione discrezionale o subordinato a inefficienze burocratiche interne.
Il rispetto dei contratti, la dignità del lavoro militare e la tutela delle professionalità non possono essere slogan, ma devono tradursi in atti concreti, pagamenti reali e tempi certi.

Il SIULM Aeronautica continuerà a vigilare e agire in ogni sede opportuna affinché questa vicenda trovi finalmente una soluzione definitiva, ponendo fine a una gestione che sta danneggiando gravemente il personale e l’immagine stessa dell’Amministrazione.

SIULM AERONAUTICA
Il Segretario Generale Nazionale
Luigi Tesone


 

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CONCORSI SERGENTI A.M.: ACCOLTA LA PROPOSTA DEL SIULM

Superata la preclusione per i graduati in corso di riqualificazione
Grazie all’azione determinata del SIULM Aeronautica, si apre finalmente una prospettiva concreta di equità e tutela dei diritti per il personale graduato che intende partecipare ai concorsi per Sergenti dell’Aeronautica Militare.
Con nota ufficiale dello Stato Maggiore dell’Aeronautica è stato infatti riconosciuto il fondamento della proposta avanzata dal SIULM in merito alla preclusione prevista dall’art. 2, comma 3 del bando del 20 marzo 2025, che aveva escluso dal concorso il personale che, pur avendo già conseguito il cambio di categoria, non aveva ancora ultimato il corso di riqualificazione.
Un risultato concreto per i graduati di Caserta
Il risultato è di particolare rilievo per i graduati attualmente in formazione presso Caserta, i quali, grazie all’intervento sindacale, non saranno più penalizzati da una preclusione meramente formale.
In particolare, come evidenziato nella risposta ufficiale dello Stato Maggiore Aeronautica, pur restando fermo il principio della correttezza e trasparenza delle procedure concorsuali, sarà promosso un intervento volto a estendere il termine entro il quale il candidato dovrà dimostrare il possesso del requisito di categoria.
Ciò significa che:

i graduati che desiderano partecipare al concorso per Sergenti;

che sono ancora impegnati nel corso di riqualificazione;

non saranno esclusi a priori;
Una vittoria di buon senso, diritto e merito
Il SIULM aveva denunciato con forza come la precedente clausola introducesse una disparità di trattamento irragionevole, colpendo personale già selezionato, già assegnato alla nuova categoria e distante dalla conclusione del corso solo per pochi giorni o settimane.
L’apertura dello Stato Maggiore Aeronautica rappresenta quindi:

una tutela concreta del principio di uguaglianza;

una valorizzazione del merito reale, non di formalismi burocratici;

un ritorno a una gestione concorsuale coerente con i bandi precedenti.

Il ruolo centrale del SIULM
Questo risultato conferma, ancora una volta, che il SIULM è un sindacato che incide, capace di portare istanze fondate, giuridicamente solide e orientate esclusivamente alla tutela del personale militare.
L’accoglimento della proposta presso lo Stato Maggiore Aeronautica dimostra che il confronto istituzionale, quando sostenuto da argomentazioni serie e da una rappresentanza credibile, può produrre risultati tangibili.
Il SIULM continuerà a vigilare affinché tale orientamento venga recepito nei prossimi bandi di concorso, garantendo pari opportunità a tutti i militari che, con sacrificio e impegno, investono nel proprio percorso professionale.
Il merito non si ferma a una data su un calendario.


 

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INDETTO IL CONCORSO PER GRADUATI LAUREATI NELLE PROFESSIONI SANITARIE

Il SIULM Aeronautica – Sindacato Unitario Lavoratori Militari continua a dimostrare, con i fatti, di essere una certezza per la tutela dei diritti e delle prospettive professionali del personale militare.

Un altro importante risultato è stato portato a casa: come da tempo richiesto e sostenuto dal SIULM, è stato ufficialmente indetto il concorso interno per l’accesso al ruolo di Marescialli dell’Aeronautica Militare riservato anche ai graduati in possesso di laurea nelle professioni sanitarie.

Si tratta di un passaggio di grande rilievo, perché riconosce e valorizza le competenze professionali e accademiche del personale già in servizio, superando una storica mancanza di opportunità per chi ha investito nella formazione universitaria in ambito sanitario.

Il SIULM aveva più volte evidenziato la necessità di:
   •   garantire pari opportunità di carriera ai graduati laureati;
   •   valorizzare le professionalità sanitarie interne alle Forze Armate;
   •   creare percorsi di avanzamento coerenti con le competenze possedute.

L’indizione di questo concorso rappresenta quindi una risposta concreta alle istanze sindacali avanzate dal SIULM, a dimostrazione che l’azione sindacale seria, competente e costante produce risultati reali per il personale.

Il SIULM Aeronautica continuerà a lavorare per valorizzare tutti i suoi iscritti.

Questo è il sindacato che serve ai militari.
Questo è il SIULM.

La divisa ci unisce.


 

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