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AEROPORTO DI ISTRANA, EROGATORI D’ACQUA FILTRATA E DISTRIBUTORI AUTOMATICI RIMOSSI

SIULM Aeronautica: criticità all’aeroporto di Istrana, richiesta urgente per il ripristino di erogatori d’acqua filtrata e distributori automatici

Il SIULM Aeronautica ha formalmente segnalato una situazione di crescente disagio presso l’aeroporto militare di Istrana, chiedendo un intervento urgente al Comando della Squadra Aerea/1ª Regione Aerea e allo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare.

Al centro della segnalazione vi è la rimozione degli erogatori di acqua filtrata e dei distributori automatici di snack e bevande, secondo quanto riferito da numerosi militari in servizio, sta incidendo concretamente sulla qualità della vita lavorativa all’interno della base.

Acqua potabile ma non percepita come sicura.
Sebbene l’acqua della rete idrica risulti formalmente potabile, il personale ha evidenziato episodi di fuoriuscita con colorazione tendente al ruggine, circostanza che ha generato diffidenza nel consumo diretto. A ciò si aggiunge la persistente sensibilità legata alle problematiche ambientali che negli anni hanno interessato il territorio veneto, in particolare in materia di contaminazione da PFAS.

In questo contesto, gli erogatori di acqua filtrata rappresentavano un presidio fondamentale: un punto di approvvigionamento sicuro, affidabile e facilmente accessibile durante tutto l’arco del servizio. La loro assenza viene oggi percepita come una carenza significativa.

Ulteriore criticità riguarda la totale assenza dei distributori automatici di snack e bevande. Tali servizi, seppur a pagamento, garantivano un supporto essenziale soprattutto durante i turni prolungati e ad alta intensità operativa, come quelli del personale del Nucleo Antincendio, del Corpo di guardia e del GEA.

Attualmente, le alternative risultano inadeguate: il personale turnista riceve dalla mensa un quantitativo limitato di acqua per pasto, insufficiente a coprire l’intero turno, mentre altri operatori non dispongono di alcuna possibilità di approvvigionamento all’interno dell’area aeroportuale.

Nella propria comunicazione, il SIULM Aeronautica richiama espressamente il D.Lgs. 81/2008, in particolare l’articolo 64 e l’Allegato IV, che impongono al datore di lavoro di garantire condizioni di lavoro salubri e adeguate, anche sotto il profilo dell’accesso a risorse essenziali come l’acqua e i servizi di ristoro.

Pur non configurandosi una situazione di non potabilità dell’acqua, il sindacato sottolinea come il disagio percepito incida direttamente sul benessere psicofisico del personale, sulla serenità operativa e, di conseguenza, sull’efficienza complessiva del servizio.

Alla luce delle criticità evidenziate, il SIULM Aeronautica ha chiesto:
    •    il ripristino degli erogatori di acqua filtrata su tutta la base;
    •    la riattivazione urgente dei distributori automatici di snack e bevande, tramite proroga o nuova assegnazione contrattuale;
    •    l’adozione di misure temporanee per limitare i disagi nelle more del ripristino dei servizi.

La segnalazione non riguarda soltanto un servizio accessorio, ma tocca un aspetto essenziale della quotidianità lavorativa del personale militare. Garantire un accesso adeguato all’idratazione e a servizi minimi di ristoro significa tutelare condizioni di lavoro dignitose e sostenere l’efficienza operativa di chi è chiamato a svolgere compiti delicati e spesso gravosi.

Il SIULM Aeronautica resta ora in attesa di un riscontro urgente da parte delle Autorità competenti, confidando in un intervento rapido e risolutivo.

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RIFORMA DELLA SANITÀ MILITARE: GRAVE OCCASIONE PERSA PER IL PERSONALE SANITARIO

Il SIULM Aeronautica esprime profonda insoddisfazione e ferma contrarietà rispetto al provvedimento adottato dal Governo in materia di riorganizzazione della Sanità militare.

Nonostante le numerose e puntuali istanze rappresentate dalle organizzazioni sindacali militari, il testo approvato dimostra in modo evidente che le reali esigenze del personale non sono state ascoltate né recepite. Si tratta di una scelta grave, che mortifica il confronto istituzionale e svilisce il contributo di chi quotidianamente opera al servizio della Difesa e del Paese.

Particolarmente penalizzata risulta la componente infermieristica e, più in generale, il personale delle professioni sanitarie, che ancora una volta viene trattato in modo marginale all’interno di un impianto normativo fortemente sbilanciato.

Il SIULM Aeronautica evidenzia con forza le principali criticità:
    •    assenza di una reale valorizzazione della professione infermieristica, nonostante il ruolo centrale svolto in ambito operativo e sanitario;
    •    mancanza di indennità specifiche, in grado di riconoscere la peculiarità e la gravosità delle funzioni svolte;
    •    assenza di percorsi di carriera distinti e strutturati, che consentano una crescita professionale coerente con le competenze acquisite;
    •    nessun riconoscimento dell’autonomia professionale, ormai consolidata anche in ambito civile;
    •    impostazione che non riflette la reale organizzazione moderna dei sistemi sanitari.

Alla luce di tali evidenze, il SIULM Aeronautica ritiene che il provvedimento rappresenti un’occasione mancata per costruire una Sanità militare realmente moderna, efficiente e valorizzante per tutte le professionalità coinvolte.

Tuttavia, il SIULM Aeronautica intende proseguire con determinazione la propria azione, avanzando proposte concrete finalizzate a:
    •    ottenere il riconoscimento pieno del ruolo infermieristico militare e delle altre professioni sanitarie;
    •    introdurre indennità dedicate, in linea con l’impegno operativo richiesto;
    •    definire percorsi di carriera tecnici e specialistici, distinti e meritocratici;
    •    garantire una reale valorizzazione dell’esperienza operativa maturata;
    •    intervenire sui decreti attuativi e sui regolamenti di settore, affinché possano colmare le evidenti lacune del provvedimento.

Il SIULM Aeronautica ribadisce che non può esistere una Sanità militare efficiente senza il pieno riconoscimento di tutte le professionalità che la compongono.

La divisa ci unisce, ma il rispetto e la dignità professionale devono essere garantiti a tutti.

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6° STORMO GHEDI, RITARDI NEI FOGLI DI VIAGGIO. NECESSARIO INTERVENTO IMMEDIATO

Il SIULM Aeronautica richiama con fermezza l’attenzione delle Autorità competenti su una situazione che non può più essere ignorata: il perdurante ritardo nel pagamento dei fogli di viaggio relativi all’anno 2024, con particolare riferimento al personale in servizio presso il 6° Stormo di Ghedi.

Non si tratta di una semplice disfunzione amministrativa, ma di una criticità che incide concretamente sulla vita del personale. Dietro ogni pratica ancora non evasa vi sono donne e uomini in uniforme che hanno operato con professionalità e senso del dovere, sostenendo spese e assumendo impegni nella legittima aspettativa di una tempestiva corresponsione di quanto spettante.
Il protrarsi di questa situazione sta determinando disagi reali sotto il profilo economico e personale, alimentando incertezza e crescente malcontento tra il personale interessato.

Il Sindacato ribadisce un principio fondamentale: il rispetto del personale passa anche attraverso un’azione amministrativa efficiente, puntuale e affidabile. Non è accettabile che chi serve lo Stato con dedizione debba subire le conseguenze di ritardi che comportano un significativo aggravio per gli stessi e le rispettive famiglie.

Per tali ragioni, il SIULM Aeronautica ha formalmente richiesto un intervento urgente volto a verificare le cause delle criticità riscontrate, accelerare la definizione delle pratiche ancora pendenti e garantire tempistiche certe, trasparenti e uniformi nella corresponsione delle spettanze dovute agli aventi diritto.

Il SIULM Aeronautica continuerà a seguire con la massima attenzione l’evolversi della vicenda, auspicando un intervento rapido e risolutivo. Garantire i diritti del personale non è solo un dovere amministrativo, ma un elemento essenziale di credibilità, serietà istituzionale e rispetto per il servizio prestato.

SIULM Aeronautica
Al fianco del personale, a tutela dei diritti, con serietà e determinazione.

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IL SIULM AERONAUTICA RISTORO ECONOMICO PER CHI HA PERSO TUTTO IN KUWAIT

In data 24 marzo 2026 il Siulm Aeronautica ha formalmente scritto al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, e al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale S.A. Antonio Conserva.
Oggetto della richiesta è il riconoscimento di un ristoro economico per il personale militare impiegato nei teatri operativi esteri che, a seguito di eventi bellici, ha subito la perdita dei propri beni personali.
Il SIULM Aeronautica ha chiesto:
    •    un ristoro economico proporzionato ai danni subiti;
    •    procedure rapide per la liquidazione;
    •    misure preventive future, anche tramite coperture dedicate.
Il Sindacato continuerà a vigilare affinché venga garantita una risposta concreta e tempestiva a tutela del personale impegnato in contesti operativi ad alto rischio.

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RICONGIUNZIONE CONTRIBUTIVA: IL SIULM AERONAUTICA CHIEDE IL RITORNO ALLA GRATUITÀ

Il SIULM Aeronautica torna a farsi portavoce delle esigenze concrete del personale militare, sollevando una questione di assoluta rilevanza sociale ed economica: il costo ormai insostenibile della ricongiunzione dei periodi contributivi.
Negli ultimi mesi, infatti, si sono moltiplicate le segnalazioni da parte del personale, iscritti e non, riguardo alle cifre estremamente elevate richieste dall’INPS per ricongiungere i contributi maturati in ambito civile con quelli derivanti dal servizio militare. Una situazione che sta generando frustrazione.
Ciò che rende questa problematica ancora più grave è il confronto con il passato: la ricongiunzione contributiva era un tempo gratuita, consentendo ai militari una reale continuità previdenziale senza oneri aggiuntivi.
Oggi, invece, le richieste economiche risultano spesso proibitive, trasformando un diritto fondamentale in un’opportunità accessibile solo a pochi. In molti casi, il personale si trova costretto a rinunciare, con conseguenze dirette sulla propria posizione previdenziale e sul futuro pensionistico.
Di fronte a questa situazione, il SIULM Aeronautica ha formalmente richiesto:
    •    all’INPS di valutare con urgenza il ripristino della gratuità della ricongiunzione contributiva oppure, in alternativa, l’introduzione di forme di agevolazione economica significative;
    •    al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, di farsi promotore di un intervento normativo presso le sedi competenti, al fine di risolvere una criticità che incide direttamente sui diritti del personale militare.
Il SIULM Aeronautica ritiene inaccettabile che chi ha scelto di servire lo Stato si trovi oggi a dover sostenere costi così elevati per vedersi riconosciuti contributi già maturati nel corso della propria vita lavorativa.
Non si tratta solo di una questione tecnica o previdenziale, ma di equità, dignità e riconoscimento del lavoro espletato.
L’azione intrapresa rappresenta l’ennesima dimostrazione di un sindacato che opera con determinazione per la tutela concreta dei diritti del personale dell’Aeronautica Militare.

Il SIULM Aeronautica continuerà a monitorare la situazione e a sollecitare risposte rapide e concrete, affinché venga ristabilito un principio fondamentale: i diritti previdenziali non possono diventare un lusso.

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MONTESCURO: UN’ECCELLENZA SPESSO POCO CONOSCIUTA, MA FONDAMENTALE PER LA FORZA ARMATA E PER IL PAESE

Ci sono realtà dell’Aeronautica Militare che, pur operando con professionalità e dedizione quotidiana, restano troppo spesso lontane dai riflettori. Strutture che rappresentano autentici esempi di efficienza, spirito di servizio e valore umano. Il Distaccamento Aeronautico Montescuro è senza dubbio una di queste.
A seguito di una visita conoscitiva, il SIULM Aeronautica ha avuto modo di toccare con mano una realtà di grande pregio, capace di coniugare perfettamente operatività, formazione e attenzione al benessere del personale e delle famiglie.
Montescuro non è soltanto un presidio operativo: è un punto di riferimento concreto per il territorio e per la collettività. La sua mission si sviluppa attraverso attività operative fondamentali, un centro di addestramento efficiente e ben strutturato, nonché un servizio di accoglienza – come l’ostello per le famiglie, che testimonia una sensibilità non comune verso la dimensione umana del militare.
Ciò che colpisce maggiormente è il valore del personale. Donne e uomini in uniforme che non si limitano a svolgere i compiti istituzionali, ma che, con spirito di iniziativa e grande dedizione, mettono a disposizione competenze, manualità ed esperienza, contribuendo a creare un ambiente dinamico, proattivo e profondamente orientato al servizio.
Un ruolo determinante in questo contesto è svolto dal Comandante, il Ten. Col. D’Alessandro, la cui azione di comando si distingue per una particolare attenzione al personale. In linea con l’indirizzo del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, il Comandante ha saputo porre le persone al centro del progetto, ottenendo in cambio un livello di motivazione, disponibilità e dedizione che rappresenta un modello virtuoso per tutta la Forza Armata.
Non è un caso, infatti, che quanto osservato a Montescuro non sia sempre riscontrabile in altri reparti visitati: qui si percepisce chiaramente un equilibrio efficace tra leadership, valorizzazione del personale e spirito di appartenenza.
Il SIULM Aeronautica ritiene che il Distaccamento Aeronautico Montescuro rappresenti una realtà che merita di essere conosciuta, valorizzata e presa ad esempio. Un luogo che ogni donna e ogni uomo in azzurro dovrebbe avere l’opportunità di visitare almeno una volta, per comprendere fino in fondo cosa significhi coniugare professionalità, umanità e senso del dovere.
Montescuro è la dimostrazione concreta che, quando si investe sulle persone, i risultati arrivano. E fanno la differenza.

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AZIONE CONCRETA A TUTELA DEGLI AEROSOCCORRITORI OPERATORI SUBACQUEI

Il SIULM Aeronautica è nuovamente in prima linea per la tutela dei diritti del personale militare, questa volta a favore di una categoria altamente specializzata e quotidianamente esposta a rischi elevatissimi: gli Aerosoccorritori – Operatori Subacquei.

Con una formale richiesta di intervento indirizzata al Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, e al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale S.A. Antonio Conserva, il SIULM ha denunciato una situazione non più tollerabile che sta causando un grave danno economico al personale interessato.  

Una norma chiara, ma disattesa.
Con il D.P.R. 24 marzo 2025, n. 52, è stato finalmente aggiornato il sistema delle indennità di rischio per gli Operatori Subacquei, con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2024. Si tratta di compensi accessori fondamentali, riconosciuti per attività che comportano esposizione a condizioni operative complesse e potenzialmente pericolose, quali immersioni in profondità e utilizzo di miscele respiratorie specifiche.

Nonostante il quadro normativo sia pienamente vigente e definito, la sua concreta applicazione risulta ancora bloccata.

Ritardi inaccettabili e diritti negati
Dalle segnalazioni pervenute e dalle verifiche effettuate, emerge un quadro estremamente critico:
    •    mancato aggiornamento dei codici amministrativi necessari alla liquidazione delle indennità;
    •    assenza di direttive operative chiare per i Servizi Amministrativi dei Reparti;
    •    impossibilità per il personale di vedersi riconosciuti emolumenti già maturati e dovuti per legge.

In sostanza, chi ha già svolto attività operative ad alto rischio non sta ricevendo quanto gli spetta, a causa di ritardi burocratici ingiustificati.

La posizione del SIULM: basta inerzie
Il SIULM Aeronautica ha assunto una posizione netta e determinata: è inaccettabile che, ancora una volta, siano proprio i militari non dirigenti a subire le conseguenze di inefficienze amministrative.

Non si tratta solo di una questione economica, ma di rispetto istituzionale verso professionisti che operano in contesti complessi, garantendo capacità operative fondamentali per il Paese.

Le richieste avanzate
L’azione del SIULM è chiara e incisiva. Sono stati richiesti:
    1.    l’immediato aggiornamento dei codici amministrativi;
    2.    l’emanazione urgente di disposizioni attuative uniformi;
    3.    la rapida corresponsione delle somme dovute, comprensive degli arretrati;
    4.    l’accertamento delle responsabilità per i ritardi accumulati.

Pronti ad andare fino in fondo

Il SIULM Aeronautica ha già annunciato che, in assenza di un riscontro rapido e concreto, intraprenderà ulteriori iniziative a tutela dei propri iscritti, anche nelle sedi competenti.

Questa azione rappresenta l’ennesima dimostrazione di un sindacato che non si limita alla denuncia, ma interviene con determinazione per garantire diritti, dignità e giustizia al personale militare.

Il SIULM Aeronautica c’è, e continua a esserci: al fianco dei militari, sempre.

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TFS: L’INPS IGNORA LA REALTÀ E PENALIZZA I MILITARI

Il SIULM Aeronautica chiede una gestione separata per la Difesa
Ancora una volta, l’INPS dimostra una preoccupante distanza dalla realtà concreta vissuta dal personale in uniforme. Con la recente circolare n. 30 del 27 marzo 2026, l’Istituto ribadisce un sistema di liquidazione del TFS che continua a penalizzare gravemente i dipendenti pubblici e, in modo particolare, il comparto Difesa.

Nonostante le numerose pronunce giurisprudenziali e i richiami anche della Corte Costituzionale, che ha più volte evidenziato la necessità di garantire una liquidazione “tempestiva” delle spettanze di fine servizio, l’INPS prosegue imperterrita nell’applicazione di meccanismi dilatori che arrivano fino a 24 mesi, cui si aggiungono ulteriori 3 mesi, prima ancora di vedere il primo euro spettante.

Una situazione inaccettabile.

Un sistema che scarica sui militari inefficienze strutturali

Il punto centrale non è solo normativo, ma profondamente etico e istituzionale: lo Stato continua a utilizzare il TFS dei propri servitori come strumento di gestione della liquidità pubblica.

In altre parole, i militari che hanno garantito per anni la sicurezza e la funzionalità dello Stato si ritrovano, al termine del servizio, a finanziare indirettamente le inefficienze del sistema.

È un ribaltamento dei principi: chi ha servito lo Stato viene trattato come un creditore secondario.

Riduzioni marginali, problemi strutturali
La stessa novità introdotta dalla legge di bilancio 2026, che riduce da 12 a 9 mesi il termine per alcune categorie a partire dal 2027, appare del tutto insufficiente e quasi simbolica.

Non si tratta di una riforma, ma di un semplice aggiustamento che lascia intatto l’impianto di fondo:
    •    tempi lunghi e ingiustificati
    •    rateizzazioni penalizzanti
    •    disparità rispetto al settore privato

Nel comparto Difesa, inoltre, la situazione è aggravata dalla specificità del servizio militare, che non può essere equiparato a quello civile né nelle condizioni operative né nei diritti conseguenti.

Sentenze ignorate e diritti compressi

Le pronunce della Corte Costituzionale hanno sì dichiarato legittimo il sistema, ma hanno anche chiarito un principio fondamentale: il diritto alla tempestiva corresponsione del TFS è un diritto reale, non teorico.

Eppure, nella prassi applicativa, questo principio resta sistematicamente disatteso.

Il risultato è un cortocircuito istituzionale:
la giurisprudenza richiama, il legislatore interviene marginalmente, ma l’INPS continua ad applicare rigidamente un modello ormai superato e profondamente iniquo.

La proposta del SIULM Aeronautica: gestione separata per il comparto Difesa

Alla luce di questa situazione, il SIULM Aeronautica ritiene non più rinviabile una riflessione strutturale:

il comparto Difesa deve essere sottratto alla gestione ordinaria INPS e dotato di una gestione separata dedicata.

Le ragioni sono evidenti:
    •    specificità dello status militare
    •    peculiarità delle carriere
    •    esigenze operative incompatibili con logiche burocratiche standard
    •    necessità di garantire certezza e tempestività nei trattamenti economici

Non è più accettabile che il personale militare continui a subire gli effetti di una gestione previdenziale pensata per altri contesti.

Il tempo delle giustificazioni è finito.

Il SIULM Aeronautica continuerà a denunciare con forza ogni stortura e a tutelare i diritti del personale, anche attraverso azioni formali e legali, affinché venga finalmente riconosciuto ciò che è dovuto:
Perché chi serve lo Stato non può essere lasciato ad aspettare ciò che gli spetta di diritto.

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SBLOCCA LA TUA INDENNITÀ DA MANUTENTORE

Il SIULM Aeronautica ha avviato un’azione concreta e determinata a tutela del personale, a fronte di una situazione che continua a registrare ritardi ingiustificati e non più tollerabili.

Nonostante i ripetuti solleciti e le interlocuzioni già intraprese, l’indennità spettante ai manutentori aeromobili risulta, ad oggi, ancora priva di riscontro concreto, senza alcuna indicazione certa sui tempi di liquidazione.

Per tali motivi, attraverso il SIULM Aeronautica puoi sbloccare la tua indennità di manutentore e diffidare formalmente lo Stato Maggiore dell’Aeronautica a provvedere senza ulteriore indugio all’adempimento degli obblighi dovuti, richiamando l’Amministrazione alle proprie responsabilità.

Con la medesima azione, chiederemo altresì il riconoscimento degli interessi legali e di ogni ulteriore accessorio previsto dalla normativa vigente, quale conseguenza diretta del ritardo maturato nella corresponsione delle somme spettanti al personale.

Tale iniziativa rappresenta un passaggio necessario e non più rinviabile, volto a garantire non solo la liquidazione delle spettanze, ma anche il pieno ristoro dei diritti lesi.

L’attenzione sulla vicenda resterà massima: il SIULM Aeronautica continuerà a monitorare ogni sviluppo, riservandosi l’adozione di ulteriori azioni, anche in sede giudiziaria, a tutela del personale interessato.

Scarica qui di seguito la diffida e aderisci all’azione per la tutela dei tuoi diritti.

DIFFIDA

Inviate questo documento compilato e firmato, insieme ad una copia del documento di identità e del codice fiscale, all’indirizzo email campania@siulm.it.

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LAVORO AGILE: PIÙ TUTELE PER I MILITARI CAREGIVER

Il SIULM Aeronautica ha formalmente richiesto allo Stato Maggiore della Difesa di estendere il lavoro agile al personale militare impegnato come caregiver familiare di soggetti con disabilità grave, ai sensi della Legge 104/1992. Non si tratta di una novità, ma di una misura già prevista nel pubblico impiego e applicata al personale civile della Difesa, che può usufruire fino a due giornate settimanali di lavoro agile, compatibilmente con le mansioni. Una possibilità concreta che consente una migliore conciliazione tra vita lavorativa e assistenza familiare, ma che ad oggi non è ancora riconosciuta al personale militare.
Una differenza che crea disparità
Il mancato accesso al lavoro agile determina una disparità evidente tra personale civile e militare, soprattutto nei confronti di chi si trova a gestire situazioni familiari complesse e continuative. Si tratta di una differenza che incide direttamente sulla qualità della vita del personale interessato, costretto spesso a bilanciare esigenze operative e responsabilità familiari senza strumenti adeguati. Per il SIULM Aeronautica questa condizione deve essere superata, nel rispetto del principio di pari opportunità e delle tutele previste per i caregiver dall’ordinamento nazionale.
Il lavoro agile non è un limite operativo
L’utilizzo del lavoro agile, se regolato in base alle esigenze dei reparti e alla compatibilità delle mansioni, non incide sull’efficienza operativa né sulla funzionalità dello strumento militare. Al contrario, rappresenta uno strumento organizzativo moderno, già ampiamente sperimentato nel pubblico impiego, che consente di migliorare la gestione del personale, ridurre situazioni di disagio e aumentare il livello complessivo di benessere organizzativo. In questo senso, il lavoro agile può essere visto non come un limite, ma come un’opportunità di equilibrio tra esigenze istituzionali e tutela della persona.
Serve un intervento concreto
Il SIULM Aeronautica ha quindi chiesto un intervento formale e strutturato per estendere anche al personale militare una tutela già consolidata nel pubblico impiego. L’obiettivo è garantire condizioni più eque tra personale civile e militare, assicurando al contempo strumenti adeguati di conciliazione tra lavoro e assistenza familiare, senza compromettere le esigenze operative delle Forze Armate. Il Sindacato resta disponibile al confronto con l’Amministrazione per individuare soluzioni applicabili, sostenibili e coerenti con le specificità del comparto.

SIULM Aeronautica – La divisa ci unisce.

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