Il SIULM torna a denunciare con forza l’ennesima, grave disparità nella distribuzione del Compenso Forfettario di Impiego (C.F.I.) all’interno della Forza Armata Azzurra. Ancora una volta, il caso emblematico è quello del 51° Stormo di Istrana, dove la gestione delle attività operative e la conseguente assegnazione del C.F.I. continuano a evidenziare profonde sperequazioni.
Se in passato l'attenzione si era concentrata principalmente sul Servizio Rifornimenti, oggi nuove segnalazioni confermano che il problema è esteso anche ad altri settori dello stesso Reparto Logistica del 51° Stormo. Lamentele sono infatti giunte anche dal Servizio Impianti e non solo.
Differenze che superano i 50 giorni: un’ingiustizia che si ripete ogni anno
Quanto sta accadendo è difficilmente giustificabile: all’interno dello stesso Stormo, tra reparti diversi, si registrano differenze annuali che superano i 50 giorni di impiego e oltre, con ricadute economiche che diventano insostenibili.
Secondo le stime raccolte dal SIULM, queste disparità possono tradursi in:
3.000/4.000 euro annui di differenza retributiva;
mancati contributi previdenziali, che genereranno un ulteriore danno al momento del pensionamento.
È inaccettabile che militari appartenenti allo stesso Ente, nello stesso contesto operativo, vedano trattamenti tanto diversi solo per scelte organizzative che non trovano alcuna giustificazione oggettiva.
Il SIULM ha già formalmente richiesto al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica di intervenire immediatamente, ponendo fine a una metodologia che, secondo quanto risulta al nostro sindacato, si registra solamente nella Forza Armata Azzurra.
In Esercito e Marina, infatti, il C.F.I. viene distribuito secondo criteri più equi, grazie a una gestione dell’impiego del personale più omogenea e rispettosa della parità di trattamento.
La richiesta del SIULM: equità e trasparenza
Il SIULM chiede che anche in Aeronautica Militare si adottino sistemi analoghi, affinché:
l’impiego del personale sia organizzato in modo da offrire pari opportunità a tutti i militari;
gli ordini di impiego siano distribuiti contestualmente e in maniera omogenea all’interno dello stesso Ente;
venga definitivamente superata una prassi che crea disparità, malumori e un clima di ingiustizia tra i lavoratori in uniforme.
Garantire un’equa distribuzione del C.F.I. non è solo una questione economica, ma di dignità professionale, rispetto del personale e correttezza amministrativa.
Il SIULM continuerà a vigilare e a intervenire, affinché ogni militare dell’Aeronautica Militare possa ricevere ciò che gli spetta di diritto, senza favoritismi, disparità o ingiustizie che durano da troppo tempo.



