Roma, 15 ottobre 2026 – L’indennità manutentori aeromobili deve valorizzare le professionalità per le quali è stata introdotta. Per questo il SIULM Aeronautica contesta l’interpretazione restrittiva contenuta nei chiarimenti dello Stato Maggiore Aeronautica del 6 agosto 2026 e chiede di riportare la questione al confronto con le parti negoziali.
Al centro della contestazione c’è il significato dell’espressione “attività manutentiva e/o istituzionale”, prevista dall’articolo 20 del D.P.R. 24 marzo 2025, n. 52. Secondo il sindacato, circoscrivere l’attività istituzionale alla manutenzione diretta e alla formazione di settore non rispecchia la finalità perseguita al tavolo contrattuale.
Inoltre, alle esclusioni contestate si aggiungono le segnalazioni di personale che svolge effettivamente manutenzione e che non avrebbe ancora ricevuto l’indennità. Tra queste, il SIULM Aeronautica richiama quelle relative a Grosseto, chiedendo una verifica tempestiva delle posizioni e delle somme spettanti.
Il contratto e il valore delle licenze
L’indennità è stata introdotta dal contratto 2022–2024, sottoscritto anche dal SIULM e recepito nel D.P.R. n. 52/2025. La disposizione prevede 30 euro mensili dal 1° gennaio 2024 e richiama le licenze Military Aircraft Maintenance License (MAML) di categoria B1, B2 e C, insieme all’impiego presso gli Enti indicati e all’effettivo svolgimento di attività manutentiva e/o istituzionale.
Per il SIULM Aeronautica, la volontà negoziale era quella di riconoscere il patrimonio professionale dei titolari di queste licenze, senza limitare il beneficio a chi opera materialmente sull’aeromobile.
Pertanto, il riferimento all’attività istituzionale deve comprendere, nella lettura sostenuta dal sindacato, anche le funzioni tecniche, logistiche e amministrative connesse all’esercizio e alla valorizzazione della professionalità certificata.
La contestazione riguarda quindi una lettura che restringe la platea dei beneficiari rispetto alle finalità dell’accordo.
L’impiego lo decide l’Amministrazione
Il personale militare non sceglie autonomamente il proprio incarico. È infatti l’Amministrazione a disporne l’impiego, sulla base delle esigenze organizzative.
Per questo il nostro sindacato ritiene inaccettabile che un manutentore qualificato venga destinato ad altre funzioni e subisca poi una penalizzazione economica proprio in conseguenza di quella scelta.
Siamo a conoscenza anche di titolari di licenza assegnati a mansioni diverse dalla manutenzione contro la propria volontà. In questi casi, quindi, occorre esaminare la coerenza dell’impiego con le competenze possedute, anziché trasferire sul militare le conseguenze delle decisioni organizzative.
Si pone inoltre un problema di tutela della professionalità: eventuali situazioni di svuotamento delle funzioni o di possibile demansionamento devono essere valutate nei singoli casi, sulla base degli incarichi e delle attività effettivamente assegnate.
Una competenza acquisita e certificata non può perdere valore perché l’Amministrazione decide di impiegarla diversamente.
Pagare chi attende, affrontare le esclusioni
La vertenza presenta dunque due aspetti che richiedono risposte distinte.
Da un lato, occorre accertare e risolvere i mancati pagamenti segnalati da personale direttamente impegnato nella manutenzione, compresi i casi riferiti a Grosseto. Dall’altro, bisogna affrontare le esclusioni derivanti dall’interpretazione contestata.
La stessa nota SMA del 6 agosto sollecita gli aggiornamenti amministrativi necessari al pagamento. Il SIULM Aeronautica chiede quindi che queste indicazioni trovino concreta attuazione e che siano verificate anche le spettanze arretrate.
Allo stesso tempo, il sindacato ribadisce che l’applicazione amministrativa non deve tradursi in una ridefinizione unilaterale del contenuto negoziale.
Riportare la questione in Funzione Pubblica
Per il SIULM Aeronautica, il contrasto interpretativo deve essere affrontato nella sede competente, con il coinvolgimento delle parti che hanno concorso alla definizione dell’accordo.
Chiediamo, pertanto, di attivare il confronto in Funzione Pubblica attraverso gli strumenti previsti per la composizione dei conflitti interpretativi, coinvolgendo i vertici politici e militari della Difesa e gli uffici competenti.
L’obiettivo è chiarire la portata dell’attività istituzionale, tutelare i titolari delle licenze e garantire un’applicazione coerente con la finalità del riconoscimento contrattuale.
Il riferimento normativo è consultabile nel testo ufficiale del D.P.R. n. 52/2025. Gli aggiornamenti sindacali saranno disponibili nella sezione comunicati e notizie SIULM.
Il SIULM Aeronautica difende il valore delle competenze: le scelte d’impiego dell’Amministrazione non devono diventare una penalizzazione per chi quelle competenze le ha acquisite e messe al servizio della Forza Armata.
SIULM Aeronautica – La divisa ci unisce



