Roma, 14 ottobre 2026 – «Sono passati 90 giorni. Avete mantenuto l'impegno?». È con questa domanda che Luigi Tesone, Segretario Generale Nazionale del SIULM Aeronautica, ha aperto il proprio intervento del 13 ottobre presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, durante il confronto sulla previdenza del personale del comparto Difesa e Sicurezza.
Il riferimento è all'impegno assunto il 15 luglio, in occasione della firma dell'accordo contrattuale 2025–2027. Il Governo ha rispettato il termine per l'apertura del confronto. Tuttavia, per il SIULM Aeronautica, convocare un tavolo non significa aver risolto il problema.
Il danno previdenziale: più di trent'anni senza fondo
«I militari hanno subito un danno immane dal '95 ad oggi», ha dichiarato Tesone, denunciando la mancata istituzione della previdenza complementare contrattuale.
Il Segretario Generale ha spiegato che il problema non riguarda soltanto l'assenza del fondo, ma anche i contributi che avrebbero potuto alimentarlo: quelli del lavoratore, quelli del datore di lavoro ed eventuali versamenti volontari.
A queste somme si sarebbero aggiunti i rendimenti maturati nel tempo, compresi quelli derivanti dall'interesse composto.
Un'opportunità previdenziale mai concretizzata, le cui conseguenze economiche, secondo il SIULM, non possono essere ignorate.
Tesone ha inoltre respinto l'idea che il pensionamento dei militari a 60 anni rappresenti automaticamente un privilegio, ricordando che molti iniziano a lavorare molto giovani e che i limiti ordinamentali rispondono anche alle esigenze operative delle Forze Armate.
Previdenza dedicata e complementare: servono risultati
Il SIULM Aeronautica chiede interventi su entrambi i fronti: una previdenza dedicata che riconosca la specificità militare e l'attivazione della previdenza complementare.
Tesone ha inoltre ribadito la necessità di considerare, per la previdenza dedicata, anche il personale interessato dai pensionamenti a partire dal 2022.
Sul piano delle risorse, ha richiamato la possibilità di utilizzare eventuali finanziamenti europei destinati alla Difesa, anche per affrontare il riordino delle carriere e il riconoscimento della specificità. Una prospettiva che richiede precise decisioni politiche e finanziarie.
Il Segretario Generale ha ricordato anche la scelta del SIULM Aeronautica di non sottoscrivere il contratto 2025–2027, ritenuto insufficiente rispetto alle esigenze del personale.
«Dove devo firmare se chiudiamo al 180° giorno?»
È questa la domanda con cui Tesone ha sintetizzato la propria posizione:
«Bella l'apertura al 90° giorno, dove devo firmare se chiudiamo al 180° giorno con la previdenza dedicata e complementare chiusa? Fatta».
Una disponibilità al confronto accompagnata, però, da forti perplessità sulla possibilità di raggiungere rapidamente risultati concreti.
Per il SIULM Aeronautica, infatti, la previdenza non può restare una promessa da rinviare a ogni nuovo tavolo istituzionale.
Servono risorse, provvedimenti e tempi certi. Soprattutto, servono risposte per chi ha già concluso la propria carriera e per i colleghi che oggi stanno costruendo il proprio futuro pensionistico.
Dopo 90 giorni, il confronto è iniziato. Ora gli impegni devono diventare fatti.
SIULM Aeronautica – La divisa ci unisce



