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Sindacato Unitario Lavoratori Militari

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TAR VENETO CANCELLA LA DETRAZIONE DI ANZIANITÀ

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto – Sezione IV ha riconosciuto anch’Esso un principio di straordinaria importanza per il personale militare: la sospensione dal servizio per inadempimento dell’obbligo vaccinale non può comportare ulteriori penalizzazioni oltre a quelle espressamente previste dalla legge, dichiarando quindi illegittima la detrazione dell’anzianità di servizio e di grado.

Si tratta di un risultato rilevante, ottenuto grazie all’azione sindacale del SIULM Aeronautica e reso possibile anche dalla magistrale, rigorosa e determinante attività difensiva dell’avvocato Giulia Liliana Monte, che ha sostenuto con competenza tecnica e visione giuridica le ragioni dei militari ricorrenti.

Il TAR Veneto ha chiarito che l’art. 4-ter del D.L. 44/2021, come modificato dal D.L. 172/2021, è una norma speciale e di stretta interpretazione.

Quindi, ogni ulteriore conseguenza, come la decurtazione dell’anzianità di servizio o di grado, degli scatti, delle licenze o di altri effetti permanenti è priva di base normativa e pertanto illegittima.

Il Tribunale ha accertato il diritto dei militari a non subire conseguenze ulteriori, sancendo di fatto la cancellazione della detrazione di anzianità.

Questo esito non è casuale, ma è il frutto di un lavoro sinergico tra il SIULM Aeronautica e la difesa legale, condotta dall’avvocato Giulia Liliana Monte, la cui azione è stata decisiva nel far emergere:
   •   il principio di tassatività delle conseguenze giuridiche;
   •   il divieto di sanzioni indirette o permanenti non previste dalla legge.

Il SIULM Aeronautica ribadisce che i diritti dei militari vanno tutelati nel rispetto della legge, senza interpretazioni punitive o estensive delle norme emergenziali.

Questa sentenza rappresenta un ulteriore precedente di grande valore e i militari ora potranno chiedere il ripristino della propria anzianità.

Il SIULM continuerà a vigilare e ad agire affinché nessun militare subisca trattamenti non previsti dall’ordinamento.

La divisa ci unisce


 

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AL VIA IL RICORSO PER IL RISCATTO GRATUITO DEGLI ANNI DI LAUREA

Al via il Ricorso per il Riscatto Gratuito degli Anni di Laurea per i Marescialli a nomina diretta.
Per anni, una disparità di trattamento ha segnato il percorso previdenziale del personale in divisa. Mentre agli Ufficiali è riconosciuto il diritto al riscatto gratuito degli anni di studio universitario (ai sensi del DPR 1092/73), i Marescialli a nomina diretta – pur essendo stati arruolati proprio in virtù di quel titolo accademico – si sono visti negare lo stesso beneficio.
Oggi, grazie all'iniziativa del sindacato SIULM AM in collaborazione con i nostri studi legali, è il momento di invertire la rotta e far valere i propri anni di studio.
In cosa consiste il ricorso?


L'obiettivo dell'azione legale collettiva è quello di estendere l'applicazione del riscatto gratuito dei contributi pensionistici legati alla laurea anche ai Marescialli reclutati tramite concorso a nomina diretta.
Si tratta di una battaglia di equità e riconoscimento professionale: se la laurea è il requisito d'accesso al ruolo, essa deve essere valorizzata anche ai fini previdenziali, esattamente come accade per le categorie degli Ufficiali.
 

I vantaggi concreti in caso di vittoria
Partecipare a questa azione legale significa puntare a due risultati fondamentali per la propria carriera e il proprio futuro:
•    Contributi pensionistici a titolo gratuito: Ottenere il riconoscimento degli anni di università senza dover sborsare le ingenti somme solitamente richieste per il riscatto oneroso.
•    Fine della disparità: Equiparare finalmente i diritti dei Marescialli a quelli degli Ufficiali, eliminando una discriminazione normativa ormai anacronistica.
Un'opportunità accessibile grazie al SIULM AM
Per abbattere le barriere d'ingresso e permettere a quanti più colleghi possibile di aderire, il sindacato ha strutturato una proposta estremamente vantaggiosa. 
Grazie alla forza del gruppo, i costi legali sono stati ridotti al minimo:
Per gli iscritti (o i nuovi iscritti) al sindacato SIULM AM, il costo del ricorso è di soli 50 € (quota unica). Questa cifra copre l'intero iter legale, rendendo la tutela dei propri diritti un investimento accessibile e sostenibile.


Come partecipare e ricevere informazioni
Non lasciare che i tuoi anni di studio vadano perduti a fini pensionistici. È il momento di unirsi per dare forza a una richiesta legittima.
Per ricevere dettagli sulle modalità di adesione, sulla documentazione necessaria e sulle tempistiche del ricorso, è possibile unirsi direttamente al gruppo di coordinamento:
Clicca qui per unirti al Gruppo WhatsApp Informativo
Il tuo titolo di studio è un valore, non un costo. Rivendica oggi ciò che ti spetta.


 

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DETRAZIONI ANZIANITÀ: UN RISULTATO CONCRETO PER I MILITARI

Annullata la detrazione di anzianità per i militari sospesi per mancata vaccinazione Covid-19

Il SIULM – Sindacato Unitario Lavoratori Militari comunica con soddisfazione l’importante esito della sentenza del TAR Lazio – Sezione Prima Bis (sentenza n. 23831/2025, RG 1378/2022), che ha parzialmente accolto il ricorso promosso e organizzato dal SIULM, patrocinato dall’avvocato di riferimento del Sindacato, dott.ssa Giulia Liliana Monte.
Il ricorso riguardava numerosi militari sospesi dal servizio nel periodo emergenziale Covid-19 per mancata adesione alla vaccinazione obbligatoria, ai quali l’Amministrazione della Difesa aveva applicato, oltre alla sospensione dal servizio e dalla retribuzione, anche la detrazione dell’anzianità di servizio, con gravi ripercussioni sulla carriera, sui parametri stipendiali e sui futuri avanzamenti di grado.

Il TAR Lazio ha stabilito un principio di grande rilievo:
la detrazione dell’anzianità di servizio NON era prevista dalla normativa emergenziale (art. 4-ter del D.L. 44/2021)
e non poteva essere introdotta da circolari o provvedimenti amministrativi.
In particolare, il Tribunale ha affermato che:
la sospensione per mancata vaccinazione è una misura speciale, temporanea e non disciplinare;
le uniche conseguenze legittime sono la sospensione dall’attività lavorativa e dalla retribuzione (Come SIULM non condividiamo questo assunto, ma le sentenze vanno comunque applicate);
qualsiasi ulteriore effetto afflittivo, come la detrazione dell’anzianità di grado, è illegittimo.
Di conseguenza, il TAR ha annullato tutti i provvedimenti nella parte in cui disponevano la decurtazione dell’anzianità, accogliendo uno dei punti qualificanti del ricorso promosso dal SIULM.

COSA CAMBIA ORA PER I MILITARI COINVOLTI
Grazie a questa sentenza:
i militari riacquisiranno integralmente l’anzianità precedentemente maturata;
per alcuni iscritti SIULM ciò comporterà:
il recupero del grado che era stato ritardato dalla detrazione;
il riallineamento dei parametri stipendiali;
la ricostruzione corretta della progressione di carriera.
Si tratta di un risultato concreto, misurabile e immediatamente spendibile, che incide direttamente sulla vita professionale dei militari coinvolti.

Il SIULM rivendica con forza questo risultato, frutto di:
una scelta sindacale coraggiosa, in un contesto complesso e delicato;
una azione legale strutturata e coerente, affidata all’avv. Giulia Liliana Monte, che ha sostenuto con determinazione la tesi dell’illegittimità della decurtazione di anzianità;
una visione chiara: difendere i diritti dei militari senza strumentalizzazioni ideologiche, ma con argomentazioni giuridiche solide e rispettose dell’ordinamento.
Questa sentenza rafforza la posizione dei militari che hanno subito analoghe penalizzazioni;
rappresenta un precedente fondamentale anche per eventuali azioni di ricostruzione di carriera.
Il SIULM continuerà a vigilare affinché l’Amministrazione:
dia piena esecuzione alla sentenza;
proceda tempestivamente alla correzione delle posizioni matricolari e stipendiali degli interessati.
Il SIULM c’è.
Difende i militari, tutela i diritti, costruisce risultati.

Segreteria Generale SIULM
Luigi Tesone


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51° STORMO DI ISTRANA: IL SIULM EVIDENZIA GRAVI CRITICITÀ NEL SERVIZIO MENSA

Il SIULM, Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Militari, interviene per evidenziare una situazione ormai insostenibile relativa al servizio mensa presso il 51° Stormo di Istrana, a seguito delle numerose segnalazioni pervenute negli ultimi mesi da parte dei propri iscritti e del personale militare.
Da tempo i colleghi segnalano, anche attraverso il registro delle lamentele, un progressivo peggioramento della qualità dei cibi confezionati, accompagnato da una riduzione sempre più evidente delle quantità somministrate. Segnalazioni ripetute, circostanziate e puntuali che, ad oggi, non hanno trovato risposte concrete né interventi risolutivi.
La situazione ha raggiunto un punto di non ritorno nella giornata del 28 dicembre, quando, come chiaramente documentato dalle fotografie disponibili, i contenitori di distribuzione contenevano solo qualche pietanza e a detta dei colleghi anche non proprio commestibili. Alcuni colleghi hanno deciso di non consumare le portate e quindi hanno dovuto svolgere il proprio servizio senza mangiare, una condizione inaccettabile sotto ogni profilo e che lede la dignità del personale.

A questo episodio si aggiungono ulteriori disservizi già più volte segnalati al SIULM e, secondo quanto riferito dai colleghi, anche formalmente annotati sul registro delle lamentele: code lunghissime per accedere alla mensa, con tempi di attesa che arrivano fino a 45 minuti, oltre ad altre criticità organizzative che incidono negativamente sul benessere e sull’efficienza del personale.

Il SIULM ribadisce con forza che il servizio mensa non è un beneficio accessorio, ma un servizio essenziale di supporto logistico. Garantire pasti adeguati, sufficienti e dignitosi è un dovere preciso dell’Amministrazione, soprattutto in un contesto operativo e professionale come quello del 51° Stormo.

Per tali ragioni, il SIULM ha formalmente interessato gli organi superiori, chiedendo:
l’immediata attivazione dei controlli previsti;
che le commissioni preposte svolgano con serietà e responsabilità il proprio ruolo di vigilanza;
che sia posta in essere ogni necessaria azione affinché a tutti i militari del 51° Stormo di Istrana sia garantito un servizio mensa decoroso e conforme agli standard dovuti.

Il SIULM continuerà a monitorare attentamente la situazione a tutela dei diritti, della salute e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori in uniforme.

Se anche presso il tuo Reparto il servizio mensa non è adeguato contattaci.                                                                                                             

La dignità del personale militare non è negoziabile.
SIULM, Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Militari


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PENSIONI: TRA INNALZAMENTO DELLA PERMANENZA IN SERVIZIO E INCERTEZZE SULLA PENSIONE PEREQUATIVA

Il SIULM Interforze Sindacato Unitario Lavoratori Militari ritiene doveroso intervenire pubblicamente sul tema delle pensioni del personale militare, alla luce delle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio e delle modifiche emerse nei diversi passaggi parlamentari.

Negli ultimi mesi si è consolidata una preoccupazione crescente tra le donne e gli uomini delle Forze Armate: da un lato l’innalzamento della permanenza in servizio, dall’altro l’incertezza sulle risorse destinate alla pensione perequativa, istituto atteso dal personale militare da quasi trent’anni.

Una permanenza in servizio sempre più lunga

L’ipotesi di prolungare la permanenza in servizio del personale militare, soprattutto in prossimità della quiescenza, incide in modo significativo su una categoria già sottoposta a particolari condizioni di impiego, caratterizzate da:
   •   elevata usura fisica e psicologica;
   •   limitazioni nei diritti sindacali e contrattuali;
   •   obblighi di disponibilità permanente e mobilità.

Il SIULM Interforze evidenzia come l’intervento sull’età pensionabile NON riguarda il limite ordinamentale, ma il requisito d’accesso alla pensione anticipata.

Pensione perequativa: un’attesa lunga trent’anni

Il personale militare è passato al sistema contributivo nel 1995, senza però poter beneficiare di una vera previdenza complementare di comparto, a differenza di altri settori del pubblico impiego.

A ciò si aggiungono:
   •   lunghi periodi di blocco stipendiale;
   •   ritardi contrattuali strutturali;
   •   una pensione finale spesso non proporzionata alla carriera svolta.

La pensione perequativa rappresenta quindi non un privilegio, ma uno strumento di riequilibrio, più volte annunciato e mai pienamente realizzato. Le recenti discrepanze tra i testi approvati alla Camera e quelli successivamente esaminati al Senato, che sembrerebbero indicare una riduzione delle risorse dedicate, destano forte allarme.

Una contraddizione che va chiarita

Il SIULM Interforze ritiene contraddittorio chiedere ai militari di lavorare più a lungo, senza fornire certezze sul trattamento pensionistico finale.
Questo approccio rischia di minare:
   •   il principio di affidamento dello Stato verso i propri servitori;
   •   la motivazione del personale in servizio;
   •   l’attrattività delle carriere militari per le nuove generazioni.

Il SIULM Interforze chiede con forza:
    1.    Chiarezza immediata sulle reali intenzioni del Governo in materia di pensione perequativa;
    2.    Conferma e rafforzamento delle risorse destinate al riequilibrio pensionistico del personale militare;
    3.    Coerenza normativa tra innalzamento della permanenza in servizio e le tutele previdenziali;
    4.    Un confronto strutturato con le i sindacati, affinché le riforme non siano calate dall’alto ma condivise.
Il personale militare ha sempre dimostrato senso dello Stato, disciplina e spirito di sacrificio.
Ora è lo Stato che deve dimostrare responsabilità, coerenza e rispetto, garantendo certezze previdenziali a chi ha servito e continua a servire il Paese.

Il SIULM Interforze continuerà a vigilare, intervenire e proporre soluzioni concrete, nella convinzione che difendere i diritti dei militari significhi rafforzare le Forze Armate e la democrazia.


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