Roma, 27 settembre 2026 – Marco, il nostro collega immaginario, ha trascorso una vita in uniforme. Ora che si avvicina alla pensione, comincia a fare i conti con il futuro. Lo stipendio che non ci sarà più, le spese di casa e qualche progetto rimasto nel cassetto.
Poi sente parlare del Bonus Giorgetti. Gli spiegano che, se decide di rimanere in servizio, potrebbe ricevere circa 330 euro in più al mese, senza pagare l'IRPEF su quella somma.
Marco prende la calcolatrice. Sono quasi 4.000 euro all'anno. In cinque anni diventerebbero quasi 20.000 euro.
Non sono pochi. Ma mentre immagina come potrebbe utilizzare quei soldi, gli viene un dubbio: «E sulla mia pensione, domani, che cosa cambia?» . È proprio da questa domanda che parte la riflessione del SIULM Aeronautica.
Come funziona il Bonus Giorgetti
Il principio è abbastanza semplice. Il lavoratore che ha maturato i requisiti previsti e decide di rimanere in servizio può rinunciare all’accredito della propria quota di contribuzione previdenziale.
Quella somma, anziché essere versata all'INPS, viene corrisposta direttamente in busta paga e non è soggetta a IRPEF. Continua invece a essere versata la contribuzione a carico dell'Amministrazione.
In sostanza, si riceve più denaro oggi, ma si rinuncia ad accumulare una parte dei contributi destinati alla pensione.
Quanto vale realmente? Un esempio concreto
Consideriamo un militare con una retribuzione imponibile previdenziale di 45.000 euro annui.
Applicando l'aliquota contributiva personale dell'8,80%, il beneficio teorico sarebbe di 3.960 euro all'anno, pari a 330 euro mensili su dodici mensilità.
Se l'imponibile rimanesse invariato, il militare potrebbe ricevere 11.880 euro in tre anni oppure 19.800 euro in cinque anni.
Sono cifre importanti, soprattutto per chi deve sostenere le spese quotidiane della famiglia. Tuttavia, gli stessi importi non verrebbero accreditati come contribuzione personale.
Ed è proprio su questo punto che occorre guardare oltre la busta paga.
Cosa cambia sulla pensione futura?
Torniamo a Marco. Se decidesse di utilizzare il Bonus Giorgetti per cinque anni, riceverebbe complessivamente 19.800 euro in più in busta paga.
Ma c'è un rovescio della medaglia: quegli stessi 19.800 euro non verrebbero versati nella sua posizione previdenziale e, quindi, non contribuirebbero alla costruzione della pensione futura.
Quanto peserebbe questa scelta?
Facciamo un esempio. Utilizzando un coefficiente di calcolo puramente indicativo, quei contributi avrebbero generato circa 75 euro lordi al mese di pensione, per tredici mensilità.
Significa che Marco perderà 75 euro al mese sulla pensione? Non necessariamente. Durante i cinque anni di permanenza in servizio, infatti, continuerà a percepire lo stipendio e l'Amministrazione continuerà a versare la propria quota di contributi. Inoltre, andando in pensione più tardi, potrebbe beneficiare di un calcolo pensionistico più favorevole.
Di conseguenza, la sua pensione finale potrebbe essere diversa da quella che avrebbe percepito lasciando il servizio cinque anni prima.
Il punto, quindi, non è soltanto capire quanti soldi Marco riceverà oggi, ma confrontare due situazioni: quanto percepirebbe andando subito in pensione e quanto percepirebbe restando in servizio con il Bonus Giorgetti.
Solo conoscendo entrambi gli importi potrà valutare se questa scelta risponde davvero alle sue esigenze e a quelle della sua famiglia.
SIULM Aeronautica: servono risposte chiare per il personale
La questione è stata affrontata il 23 settembre 2026 durante un incontro tecnico presso il Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI), con la partecipazione delle Amministrazioni del Comparto, della Direzione Generale della Previdenza Militare e dei Centri Pensionistici delle Forze Armate.
La legge di Bilancio 2026 ha esteso l'incentivo ai lavoratori dipendenti che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria. Tuttavia, per il personale militare occorre ancora chiarire le concrete modalità applicative.
Per il SIULM Aeronautica, il punto centrale è garantire a ciascun militare la possibilità di effettuare una scelta realmente consapevole.
Non basta conoscere l'importo del Bonus. Occorre poter confrontare la pensione maturata al primo momento utile con quella prevista dopo uno o più anni di permanenza in servizio, considerando anche gli effetti sul trattamento di fine servizio.
Una decisione che riguarda anni di lavoro e il futuro economico della propria famiglia non può essere presa sulla base di una semplice cifra in busta paga.
Il SIULM Aeronautica ritiene quindi indispensabile che al personale vengano fornite indicazioni uniformi, simulazioni previdenziali individuali e informazioni comprensibili, prima dell'esercizio della scelta.
Il Bonus Giorgetti può rappresentare un'opportunità, ma soltanto conoscendone fino in fondo benefici e conseguenze ogni militare potrà valutare ciò che è più adatto alla propria situazione.



