Roma, 11 agosto 2026 - Temperature interne che raggiungono stabilmente i 33-34 gradi, sistemi di climatizzazione insufficienti o assenti e impianti elettrici che non sempre consentono neppure di ricorrere in sicurezza a sistemi di raffrescamento portatili.
È la situazione che, come SIULM Aeronautica, segnaliamo negli alloggi di servizio del sedime di Ghedi e sulla quale abbiamo chiesto un intervento concreto delle competenti Autorità militari.
Una problematica che si trascina ormai da tempo e che non può più essere considerata un semplice disagio legato alle giornate più calde dell'estate.
Temperature fino a 34 gradi nelle stanze
Il punto centrale riguarda le condizioni nelle quali il personale deve trascorrere le ore destinate al riposo.
In alcune stanze, durante le giornate caratterizzate dalle temperature più elevate, sono stati infatti rilevati valori interni stabilmente nell'ordine dei 33-34 °C.
Condizioni difficilmente compatibili con un adeguato recupero psico-fisico, soprattutto per personale chiamato successivamente a svolgere attività di servizio.
Per il nostro Sindacato la climatizzazione degli alloggi non può essere considerata una questione di semplice comfort. Quando gli ambienti destinati al riposo raggiungono temperature di questa entità, il problema investe direttamente la qualità della vita, il benessere del personale e le condizioni nelle quali viene affrontata la successiva attività lavorativa.
Ventilatori e climatizzatori portatili non bastano
I ventilatori rappresentano soltanto una misura palliativa e non sono in grado di abbassare significativamente temperature interne così elevate.
Ma c'è un ulteriore problema.
In assenza di sistemi strutturali di climatizzazione, alcuni militari sono costretti a ricorrere a climatizzatori portatili. Tuttavia, il loro utilizzo può determinare frequenti distacchi dell'alimentazione elettrica generale, evidenziando criticità anche rispetto alla capacità degli impianti di sostenere determinati carichi.
Di conseguenza, anche quella che potrebbe apparire come una soluzione alternativa diventa, nei fatti, difficilmente praticabile.
SIULM Aeronautica: «Non è più un'emergenza occasionale»
È proprio la ripetitività del problema a preoccupare maggiormente il SIULM Aeronautica.
Abbiamo infatti segnalato come questa situazione non rappresenti più un episodio occasionale, ma una criticità ricorrente e ormai consolidata nel tempo. Non si tratta più, quindi, di affrontare singole ondate di calore, ma di intervenire su un problema che si ripresenta ogni estate senza che, fino ad oggi, siano state individuate soluzioni definitive.
A preoccuparci ulteriormente è oggi la presenza dei circa 150 VFI recentemente assegnati a Ghedi, molti dei quali si trovano a vivere proprio negli alloggi di servizio. Parliamo di giovani militari che hanno appena iniziato il loro percorso nelle Forze Armate e ai quali devono essere garantite, fin dal loro arrivo, condizioni abitative adeguate e dignitose.
La nostra attenzione, naturalmente, riguarda allo stesso modo tutto il personale accasermato. Chi termina il proprio servizio deve poter disporre di ambienti nei quali riposare e recuperare realmente le energie. Temperature interne che raggiungono i 33-34 gradi non possono diventare una condizione con la quale il personale debba semplicemente imparare a convivere.
Quando un problema si ripresenta anno dopo anno non può più essere affrontato come un'emergenza. Occorre intervenire sulle cause e farlo adesso, garantendo a tutto il personale condizioni abitative adeguate e dignitose.
Cinque verifiche richieste dal SIULM Aeronautica
Abbiamo quindi chiesto alle Autorità competenti una verifica complessiva e approfondita della situazione degli alloggi interessati.
In particolare, abbiamo chiesto di accertare la presenza, l'efficienza e l'adeguatezza dei sistemi di climatizzazione; le temperature effettivamente raggiunte negli ambienti durante il periodo estivo; l'idoneità degli impianti elettrici rispetto ai carichi utilizzati; la necessità di eventuali interventi strutturali e, soprattutto, l'individuazione di soluzioni definitive e non emergenziali.
Il riposo del personale è parte della tutela del lavoro
Per il nostro Sindacato il principio è semplice: un alloggio di servizio deve consentire realmente al personale di riposare e recuperare dopo l'attività svolta.
Per questo il problema non può essere ridotto alla presenza o meno di un condizionatore. In gioco ci sono condizioni di vita adeguate, sicurezza degli impianti e tutela del benessere del personale.
Attendiamo ora risposte concrete e, soprattutto, l'indicazione degli interventi che l'Amministrazione intenderà adottare.
Non chiediamo soluzioni di fortuna né interventi destinati a durare una stagione. Chiediamo che una criticità conosciuta e ormai strutturale venga finalmente affrontata e risolta. Garantire condizioni dignitose negli alloggi di servizio significa tutelare le persone e, allo stesso tempo, mettere il personale nelle condizioni migliori per svolgere il proprio servizio.
Il SIULM Aeronautica continuerà a seguire la vicenda, verificando le iniziative che saranno adottate e intervenendo nelle sedi competenti fino a quando non saranno individuate soluzioni concretamente adeguate alle esigenze del personale.
SIULM Aeronautica – La divisa ci unisce



