Roma, 06 agosto 2026 - La riforma degli ordinamenti professionali rappresenta un'occasione che non può essere sprecata. È questo il messaggio contenuto nel documento che il SIULM Aeronautica ha trasmesso ai Ministri competenti, alle Commissioni parlamentari e ai Vertici della Difesa, chiedendo che il Disegno di Legge A.S. 1663 diventi anche lo strumento per riconoscere pienamente il ruolo delle professioni sanitarie non mediche delle Forze Armate, a partire dagli infermieri militari.
Il provvedimento, già approvato in prima lettura dal Senato, entrerà ora nella fase di esame alla Camera dei Deputati. Per il nostro Sindacato si tratta di un passaggio decisivo, perché offre la possibilità di colmare un divario normativo che, da anni, penalizza professionisti chiamati ogni giorno a svolgere funzioni sempre più qualificate e complesse.
Una professione profondamente cambiata
Negli ultimi decenni la professione infermieristica ha conosciuto un'evoluzione profonda. Oggi l'infermiere è un professionista sanitario autonomo, con responsabilità proprie, competenze specialistiche e capacità decisionali riconosciute dall'ordinamento nazionale.
Secondo il SIULM Aeronautica, questa trasformazione non ha però trovato un adeguato riscontro nell'ordinamento militare, dove gli infermieri continuano spesso a essere inseriti in percorsi professionali che non riflettono il livello di responsabilità e le competenze realmente esercitate.
Ne deriva una disparità che appare sempre più difficile da giustificare: lo stesso professionista che nel Servizio Sanitario Nazionale vede riconosciuta la propria autonomia continua, una volta indossata l'uniforme, a confrontarsi con un sistema che non valorizza pienamente il suo ruolo.
Cinque proposte per modernizzare la Sanità Militare
Nel documento il SIULM Aeronautica individua cinque direttrici di intervento che potrebbero trovare spazio durante l'iter parlamentare e nella successiva attuazione della delega.
La prima riguarda la necessità di prevedere reali percorsi di sviluppo direttivo e dirigenziale per le professioni sanitarie non mediche, affinché carriera, responsabilità e specializzazione possano finalmente procedere di pari passo.
Il Sindacato chiede inoltre di superare ogni forma di demansionamento professionale, consentendo agli infermieri militari di esercitare pienamente le competenze riconosciute dall'ordinamento sanitario, nel rispetto delle esigenze operative e della catena gerarchica.
Un ulteriore obiettivo è quello di armonizzare maggiormente il sistema militare con l'evoluzione delle professioni sanitarie civili, evitando che la specificità dello status militare diventi un fattore di penalizzazione permanente.
Tra le proposte figura anche l'avvio di una riflessione sulla possibilità di disciplinare forme di libera professione compatibili con il servizio militare e con il principio di esclusività, senza compromettere le esigenze operative delle Forze Armate.
Infine, il SIULM Aeronautica evidenzia la necessità di rafforzare il ruolo strategico delle professioni sanitarie nella Sanità Militare, considerandole una componente essenziale della capacità operativa dello strumento militare, soprattutto nelle missioni internazionali, nelle attività addestrative e nelle emergenze nazionali.
Una richiesta che guarda all'efficienza del sistema
Per il SIULM Aeronautica, la valorizzazione degli infermieri militari non rappresenta una rivendicazione corporativa né la richiesta di trattamenti privilegiati.
L'obiettivo è costruire un sistema moderno nel quale responsabilità, competenze, formazione e progressione di carriera trovino un adeguato riconoscimento anche all'interno delle Forze Armate, rafforzando al tempo stesso l'efficienza della Sanità Militare.
Per questo il nostro Sindacato ha chiesto alle Autorità politiche e parlamentari di tenere conto delle osservazioni formulate durante l'iter del DDL A.S. 1663, manifestando sin d'ora la propria disponibilità a partecipare a un tavolo tecnico di confronto per contribuire all'elaborazione di soluzioni normative concrete e coerenti con l'evoluzione delle professioni sanitarie e con le esigenze della Difesa.
Il SIULM Aeronautica: "Non chiediamo privilegi, ma il riconoscimento della professionalità"
Il documento si conclude con un messaggio chiaro: il personale sanitario militare non chiede privilegi, ma che alla professionalità, alle responsabilità e alle competenze corrispondano dignità, autonomia e percorsi di carriera adeguati.
Per il SIULM Aeronautica, una riforma degli ordinamenti professionali realmente orientata alla modernizzazione non può lasciare indietro centinaia di professionisti che operano quotidianamente al servizio delle Forze Armate e della collettività. Riconoscerne pienamente il ruolo significa investire non solo nei lavoratori, ma anche nell'efficienza della Sanità Militare e, più in generale, nella capacità operativa del Paese.
SIULM Aeronautica – La divisa ci unisce



