Roma, 20 agosto 2026 - Il SIULM Aeronautica ha interessato lo Stato Maggiore della Difesa e il Centro Unico Stipendiale Interforze, informando anche lo Stato Maggiore dell’Aeronautica e il Comando Aeroporto Cameri, sulla necessità di assicurare un’applicazione uniforme delle disposizioni riguardanti la cessione del quinto dello stipendio per il personale vicino al collocamento in congedo.
L'intervento nasce da una vicenda concreta, ma pone una questione che può riguardare molti militari: può il rilascio del benestare dipendere dall'interpretazione adottata dal singolo Servizio Amministrativo oppure deve esistere una linea applicativa unica per tutta la Difesa?
Il caso emerso a Cameri
La problematica segnalata al SIULM riguarda una richiesta di cessione del quinto presentata da un militare in servizio presso il Comando Aeroporto Cameri.
Il finanziamento prevede un piano di ammortamento di 120 rate mensili, mentre il periodo residuo di servizio attivo del militare, alla data della richiesta, è pari a 51 mesi.
Il Servizio Amministrativo ha quindi rilevato dubbi sulla compatibilità dell'operazione con l'articolo 23 del D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, considerando che una parte significativa del finanziamento proseguirebbe dopo il collocamento in congedo.
Il punto, però, non riguarda soltanto questa singola pratica. La questione assume una portata più ampia perché la stessa situazione può interessare numerosi militari che, negli ultimi anni di servizio, intendano accedere alla cessione del quinto.
Il CUSI aveva già affrontato la questione
Proprio su questo tema, il Centro Unico Stipendiale Interforze si era già espresso il 14 luglio 2026, rilevando la possibilità di concedere il benestare anche al personale che si trova a meno di dieci anni dai limiti ordinamentali per il collocamento in congedo. Il CUSI aveva inoltre richiamato la disciplina che consente, al momento del pensionamento, la traslazione del debito residuo della cessione sul trattamento pensionistico.
Si tratta dunque di un pronunciamento contenuto in un documento ufficiale, emanato proprio per fornire indicazioni sui dubbi interpretativi sottoposti dagli Enti periferici.
Un militare non può trovare regole diverse da un Ente all'altro
Per il SIULM Aeronautica questo è il punto centrale.
Non è accettabile che, a parità di condizioni giuridiche e previdenziali, un militare possa ottenere un determinato trattamento presso un Ente e un altro militare, nella medesima situazione, riceva una risposta differente soltanto perché presta servizio altrove.
Le norme devono essere applicate in maniera uniforme. E quando un organo centrale della Difesa interviene proprio per fornire un orientamento su una questione interpretativa, deve essere chiaro anche quale valore abbia quell'indicazione e come debbano comportarsi concretamente i Servizi Amministrativi periferici.
Il personale deve conoscere prima quali siano le regole. Non può scoprirlo soltanto quando presenta una richiesta di finanziamento.
SIULM Aeronautica: serve un chiarimento ufficiale
Per questa ragione il SIULM Aeronautica ha chiesto al CUSI di chiarire formalmente se l'indirizzo espresso il 14 luglio debba essere considerato un criterio applicativo generale per i Servizi Amministrativi della Difesa.
Il nostro Sindacato ha inoltre chiesto di definire in maniera inequivocabile se sia possibile rilasciare il benestare quando il piano di ammortamento supera il periodo residuo di servizio e, in caso affermativo, come debbano essere coordinati gli articoli 23 e 43 del D.P.R. n. 180/1950 con il meccanismo di traslazione del debito sulla pensione.
Ma c'è anche una questione strettamente amministrativa: chi deve assumere la decisione finale quando un Ente periferico ritiene che esistano dubbi sull'interpretazione delle disposizioni?
Anche questo deve essere chiarito, evitando che responsabilità e decisioni vengano lasciate in una zona di incertezza.
Una linea unica per tutta la Difesa
Il SIULM Aeronautica chiede quindi un chiarimento rapido e, se necessario, una specifica direttiva che assicuri una linea applicativa uniforme in tutta la Difesa. Non si chiedono deroghe, ma regole certe: a parità di condizioni, il personale militare deve ricevere lo stesso trattamento indipendentemente dall’Ente presso il quale presta servizio. La certezza delle regole e l’uniformità dell’azione amministrativa sono una tutela concreta, soprattutto quando sono in gioco strumenti di accesso al credito che possono incidere direttamente sulla vita e sulla programmazione economica delle famiglie.
SIULM Aeronautica – La divisa ci unisce



