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FESI 2025: QUANDO IL RISPETTO PER I MILITARI SI FERMA AL 90%

La comunicazione relativa al FESI 2025 informa che il Decreto Ministeriale ha finalmente completato il proprio iter amministrativo, ma che le risorse aggiuntive previste dalla Legge di Bilancio, pari a circa il 10% dell’importo complessivo, non sono ancora disponibili. Per questo motivo verrà corrisposto soltanto il 90% di quanto spettante al personale, mentre il restante 10% sarà liquidato in una data futura ancora indefinita.

Una situazione che il SIULM Aeronautica e Marina giudicano profondamente deludente e sintomatica di una cronica mancanza di attenzione nei confronti delle donne e degli uomini in uniforme.

Negli ultimi mesi il Segretario Generale del SIULM interforze, nel corso dell’incontro presso il Ministero per la Pubblica Amministrazione, ha definito il trattamento riservato ai militari da parte delle istituzioni come un vero e proprio tradimento. Parole forti, certamente, ma che trovano conferma nei fatti.

I militari continuano a essere chiamati a garantire la sicurezza nazionale, a operare in missioni all’estero, a fronteggiare emergenze sul territorio, a svolgere servizi essenziali senza mai sottrarsi ai propri doveri. Quando però arriva il momento di riconoscere economicamente il loro lavoro, si assiste puntualmente a ritardi, rinvii e giustificazioni burocratiche.

Il FESI avrebbe dovuto rappresentare uno strumento di valorizzazione del personale. Oggi rischia invece di trasformarsi nell’ennesimo simbolo di una gestione approssimativa delle risorse destinate ai militari.

Mentre appartenenti ad altri comparti dello Stato vedono normalmente riconosciuti i propri istituti economici, il personale delle Forze Armate continua a dover attendere mesi per ricevere somme che sono già maturate e che costituiscono parte integrante del proprio trattamento economico.

Non è accettabile che nel 2026 si comunichi ai militari che riceveranno soltanto una parte di quanto dovuto perché le risorse previste dalla stessa Legge di Bilancio non sono ancora disponibili.

Dietro quel 10% mancante non ci sono numeri astratti. Ci sono famiglie che affrontano mutui, affitti, bollette e spese quotidiane sempre più gravose. Ci sono servitori dello Stato che vedono costantemente rinviato il riconoscimento economico del proprio impegno.

Il SIULM ritiene che la misura sia colma.

Negli ultimi anni i militari hanno dimostrato senso dello Stato, professionalità e spirito di sacrificio ben oltre quanto richiesto. Le istituzioni devono dimostrare la stessa serietà e lo stesso rispetto nei confronti del personale.

Il pagamento parziale del FESI rappresenta l’ennesimo segnale di una preoccupante disattenzione verso il comparto Difesa. Una disattenzione che si somma ai ritardi nei pagamenti delle missioni, alle difficoltà legate agli straordinari, alle carenze di organico e alle numerose problematiche che il SIULM continua quotidianamente a segnalare.

I militari non chiedono privilegi.

Chiedono semplicemente rispetto.

E il rispetto passa anche dalla puntualità con cui vengono riconosciuti i compensi loro spettanti.

Perché quando persino il FESI viene erogato a rate, il rischio è che quello che dovrebbe essere un riconoscimento diventi una vera e propria barzelletta amministrativa. Una barzelletta che però non fa ridere nessuno, soprattutto chi ogni giorno indossa l’uniforme e continua a servire il Paese con onore e senso del dovere.

 

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