Roma, 30 agosto 2026 - L'allarme può arrivare in qualsiasi momento.
Una persona dispersa in montagna, un escursionista ferito in una zona difficile da raggiungere, un'emergenza in mare o un paziente da trasferire con urgenza.
Si conosce la destinazione. Si conosce la missione. Quello che non si può sapere fino in fondo è cosa troverà l'equipaggio una volta arrivato sul posto.
Il terreno, il vento, la visibilità, le condizioni della persona da soccorrere trasformano ogni intervento in una storia diversa.
È questa la quotidianità del Search and Rescue, il SAR dell'Aeronautica Militare. Un servizio operativo garantito 24 ore su 24, 365 giorni all'anno, nel quale addestramento, tecnologia e capacità umana devono essere pronti prima ancora che arrivi la chiamata.
Dietro ogni missione SAR ci sono uomini e donne dell’Aeronautica Militare che lavorano perché tutto sia pronto quando arriva una richiesta di soccorso. SIULM Aeronautica ha voluto raccontare il loro lavoro anche per questo: farlo conoscere e dire grazie a chi, ogni giorno, mette professionalità ed esperienza al servizio degli altri.
Una rete SAR che copre l'Italia
Il cuore di questa capacità è il 15° Stormo dell'Aeronautica Militare, con sede a Cervia, in provincia di Ravenna.
La sua missione primaria è assicurare la ricerca e il soccorso degli equipaggi di aeromobili militari in difficoltà. Ma le capacità del Reparto vengono messe anche a disposizione della collettività per la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il soccorso di traumatizzati gravi, i trasporti sanitari urgenti e gli interventi in caso di calamità.
Il dispositivo è distribuito sull'intero territorio nazionale. A Cervia opera l'83° Gruppo SAR. Dal 15° Stormo dipendono inoltre l'80° Centro SAR di Decimomannu, l'82° Centro SAR di Trapani, l'84° Centro SAR di Gioia del Colle e l'85° Centro SAR di Pratica di Mare.
Una rete che garantisce la prontezza operativa 24 ore su 24, 365 giorni all'anno.
A coordinare le operazioni c'è il Rescue Coordination Centre del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, il centro nevralgico della Forza Armata per la gestione delle attività di ricerca e soccorso aereo in Italia.
Nel corso della sua storia, il 15° Stormo, con tutte le sue componenti operative e di supporto, ha contribuito a soccorrere migliaia di persone in pericolo di vita, intervenendo negli scenari più diversi.
Numeri che continuano a crescere e che raccontano, meglio di molte parole, il valore di una capacità operativa sempre pronta a intervenire.
Mare o montagna non fa differenza: quando serve, il SAR dell’Aeronautica Militare c’è
Per capire cosa significhi realmente tutto questo bastano alcuni interventi.
Nella notte tra il 21 e il 22 febbraio 2026 un HH-139B dell'85° Centro SAR di Pratica di Mare è decollato per raggiungere quattro giovani escursionisti rimasti bloccati a circa 2.000 metri sul Monte Amaro, nel massiccio della Maiella. Le temperature molto basse e i sintomi di ipotermia avevano reso necessario il recupero.
Nelle stesse ore un altro equipaggio del 15° Stormo, questa volta dell'83° Gruppo SAR di Cervia, interveniva in Emilia-Romagna per soccorrere un uomo ferito in una zona impervia.
Due missioni nella stessa notte, in luoghi diversi d'Italia.
Ma c'è un'immagine che più di altre racconta cosa possa significare questa capacità per un'intera comunità. È quella degli HH-139B in volo sopra la Romagna durante l'alluvione del maggio 2023, con gli aerosoccorritori calati con il verricello per raggiungere persone isolate dall'acqua. In quei giorni il 15° Stormo effettuò 93 interventi, soccorse 332 persone e volò per oltre 153 ore. Per quelle operazioni alla Bandiera di Guerra del Reparto sarebbe stata poi conferita la Medaglia d'Oro al Valore Aeronautico.
Nel giugno 2025 un HH-139B di Cervia è invece intervenuto per recuperare due alpinisti bloccati su una parete rocciosa del Monte Bove, nelle Marche. Anche in quel caso l'intervento è stato condotto insieme agli uomini del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
Il SAR, però, non significa soltanto montagna.
Nel settembre 2024 un HH-139B dell'80° Centro SAR di Decimomannu ha raggiunto la nave da crociera Marella Voyager, in navigazione a circa 50 miglia al largo di Cagliari. A bordo un passeggero di 74 anni, colto da malore, aveva bisogno di cure urgenti. L'uomo è stato recuperato dall'elicottero con il verricello e trasportato all'ospedale Brotzu di Cagliari.
E non si è trattato di un caso isolato. Negli anni gli equipaggi del 15° Stormo sono intervenuti più volte su navi in navigazione per soccorrere persone in pericolo di vita.
Montagna, mare, calamità. Scenari completamente diversi, ma con lo stesso obiettivo: arrivare dove è necessario arrivare quando il tempo può fare la differenza.
In estate c'è anche la lotta agli incendi
Durante i mesi estivi all'attività SAR dell’Aeronautica Militare si aggiunge un altro impegno.
Dal 2018 il 15° Stormo ha acquisito anche la capacità AIB, Antincendio Boschivo, concorrendo con i propri HH-139 al dispositivo nazionale per la lotta contro gli incendi.
In particolare, gli assetti di Decimomannu e Trapani vengono impiegati durante le campagne estive per intervenire sui roghi, cooperando con la Protezione Civile e con le altre organizzazioni dello Stato.
È una missione diversa dalla ricerca di un disperso o dal recupero di un ferito, ma la logica di fondo non cambia: mettere capacità, mezzi e professionalità militari a disposizione del Paese quando servono.
La parte che non si vede
Quando un intervento SAR viene raccontato, le immagini mostrano quasi sempre la parte più spettacolare.
L'elicottero in volo, il verricello e l'aerosoccorritore che scende. La barella che viene sollevata e il rientro verso l'ospedale. Ma quella è soltanto la parte visibile.
Prima ci sono ore di addestramento, ci sono gli specialisti che mantengono efficienti gli elicotteri, gli equipaggi in prontezza, la pianificazione, il coordinamento delle operazioni e tutto il personale che permette a quel mezzo di essere pronto quando arriva l'ordine di decollare.
Il SAR dell’Aeronautica Militare funziona proprio perché qualcuno si prepara quando ancora non c'è nessuno da salvare.
È il lavoro che non finisce nei TG o sui giornali, ma che permette al SAR di essere sempre pronto quando arriva una chiamata.
Grazie di vero cuore dal SIULM Aeronautica
Il nostro Sindacato dedica queste righe agli uomini e alle donne del SAR. Agli equipaggi, agli aerosoccorritori, agli specialisti e a tutto il personale che ogni giorno lavora perché, quando arriva una richiesta di aiuto, uomini e mezzi siano pronti a partire.
Raccontare quello che fanno è anche un modo per dire grazie. Perché dietro ogni persona riportata a casa, ogni ferito recuperato, ogni intervento in mare o in montagna ci sono preparazione, competenza e un lavoro di squadra che spesso resta lontano dalle immagini e dai giornali.
Per chi appartiene all’Aeronautica Militare, sapere che esiste una realtà capace di mettere tutto questo al servizio della vita e della collettività è motivo di orgoglio.
Il motto dell’83° Gruppo SAR lo dice meglio di tante parole: “Affinché altri possano vivere”.
A tutti gli uomini e le donne del Search and Rescue dell’Aeronautica Militare, grazie di vero cuore per quello che fate.
SIULM Aeronautica – La divisa ci unisce



