Marco ormai lo conosciamo. Ha 35 anni di servizio, appartiene a una generazione cresciuta con la Rappresentanza Militare e ha visto nascere il sindacalismo nelle Forze Armate quando buona parte della sua carriera era già alle spalle.
Qualche tempo fa si era chiesto perché avrebbe dovuto iscriversi se molti risultati ottenuti da un sindacato possono produrre effetti anche per chi non possiede una tessera. Alla fine una risposta l'aveva trovata e aveva scelto di aderire al SIULM Aeronautica.
Oggi, però, per Marco è una giornata come tante. Nessuna pratica bloccata, nessun provvedimento da contestare, nessuna urgenza particolare. Ed è proprio questa normalità a suggerirgli una domanda: il valore di un sindacato si misura soltanto quando qualcosa va storto?
Il valore di arrivare prima
In 35 anni Marco ha imparato una cosa: chi vive ogni giorno un'organizzazione spesso ne conosce i problemi prima che diventino problemi. Una disposizione che sulla carta funziona può produrre effetti diversi nella realtà, una procedura può mostrare limiti che nessuna norma aveva previsto e la difficoltà di un singolo può essere il primo segnale di qualcosa che riguarda molti.
È qui che entra in gioco la rappresentanza. Raccoglie quei segnali, li mette insieme e porta l'esperienza dei reparti nei luoghi in cui si decide. L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico la definisce workers’ voice, la voce dei lavoratori: la conoscenza di chi vive ogni giorno il lavoro entra nei processi che ne determinano condizioni e organizzazione. Il SIULM Aeronautica raccoglie le singole esperienze e le trasforma in una voce collettiva capace di arrivare ai tavoli dove si decide.
Riparare è necessario, costruire è meglio
L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico considera la contrattazione collettiva e la voce dei lavoratori strumenti attraverso i quali affrontare e governare i cambiamenti del lavoro. Rappresentare non significa soltanto intervenire su ciò che è già accaduto, ma avere voce anche su ciò che deve ancora accadere.
È soprattutto una questione di metodo. Un sindacato può contestare una regola quando viene applicata male oppure interrogarsi sulla sua adeguatezza prima che produca effetti. Può intervenire quando una determinata organizzazione del lavoro crea un problema oppure portare proposte mentre quella stessa organizzazione viene definita. Può occuparsi della previdenza quando il militare è ormai vicino al congedo oppure sollevare la questione quando esiste ancora il tempo per costruire soluzioni.
Entrambi gli approcci sono necessari. A cambiare è il momento in cui il sindacato entra in campo. Nel primo caso una decisione è già stata presa e bisogna affrontarne gli effetti. Nel secondo quella decisione è ancora sul tavolo e c'è spazio per discuterla, migliorarla o proporre un'alternativa.
È su questo secondo terreno che il SIULM Aeronautica cerca sempre più spesso di portare la propria azione: non rinunciare alla tutela quando serve, ma provare a essere presente anche quando le decisioni possono ancora essere cambiate.
Il problema che Marco non avrà
Marco, dopo 35 anni di servizio, sa che i risultati più facili da raccontare sono quelli che si possono vedere. Un ricorso vinto ha una sentenza, un'indennità recuperata ha una cifra, una pratica sbloccata ha un nome e una data.
Molto più difficile è raccontare ciò che non è accaduto. Se una procedura viene corretta prima di produrre cento contestazioni, quei cento fascicoli non esisteranno mai. Nessuno potrà contarli e difficilmente qualcuno rivendicherà quel risultato.
Eppure, a volte, il risultato migliore di un sindacato è proprio un problema che nessuno dovrà affrontare.
Quelli che verranno dopo
Marco oggi guarda diversamente alla scelta che ha fatto quando si è iscritto al SIULM Aeronautica. Ha capito che un sindacato non serve soltanto quando qualcosa va storto, ma soprattutto quando c'è ancora tempo per provare a farlo andare diversamente.
Dopo 35 anni di servizio sa anche che non tutte le battaglie che vale la pena combattere daranno i loro frutti durante la sua carriera. Quando era giovane ha trovato diritti e tutele costruiti da militari venuti prima di lui. Oggi, quasi senza accorgersene, è diventato uno di loro.
Per questo vorrebbe vedere più giovani avvicinarsi al sindacato. Non per consegnare loro le battaglie della sua generazione, ma perché ogni generazione riceve qualcosa da quella precedente e decide cosa lasciare alla successiva.
È anche questa l'idea di sindacato del SIULM Aeronautica: difendere ciò che abbiamo e provare a costruire ciò che ancora manca.
Prima o poi ciascuno di noi toglierà l'uniforme. Quello che avremo contribuito a costruire potrà restare.
SIULM Aeronautica – La divisa ci unisce



