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INSULARITÀ, IL SIULM AERONAUTICA: “SERVONO MISURE URGENTI PER IL PERSONALE”

Roma, 05 maggio 2026 - Il personale militare in servizio nelle isole continua a sostenere un costo aggiuntivo, spesso invisibile: quello della distanza.

Per questo il SiULM Aeronautica ha inviato una lettera ai vertici della Difesa chiedendo interventi concreti per compensare gli svantaggi legati all’insularità.

Al centro della richiesta, le condizioni di chi opera nelle basi di Sardegna, Sicilia e delle isole minori, dove i tempi di spostamento, i costi dei trasporti e il prezzo dei beni incidono in modo più marcato rispetto alla terraferma.


 

Un divario che si è ampliato negli ultimi anni

 

Le difficoltà non sono nuove. Ma negli ultimi anni si sono aggravate.

La crisi internazionale ha avuto effetti diretti sul costo dell’energia e dei carburanti. Di conseguenza, nelle isole, l’aumento dei prezzi si è tradotto in un aggravio ulteriore per il personale.

Il tema dell’insularità, intanto, è entrato anche nel dibattito istituzionale.

La modifica dell’articolo 119 della Costituzione ha sancito il principio secondo cui la Repubblica deve rimuovere gli svantaggi derivanti dalla condizione insulare.

A questo si affiancano le proposte di legge attualmente in discussione, finalizzate all’introduzione di indennità specifiche per i dipendenti pubblici.

Il SiULM Aeronautica si inserisce in questo percorso, chiedendo che tali principi trovino applicazione concreta anche per il personale militare.

 

 

Le proposte del SiULM Aeronautica

 

Tre le linee di intervento indicate nella lettera inviata al Ministero della Difesa e agli Stati Maggiori.

La prima riguarda l’introduzione di un’indennità supplementare di “sede insulare”.

Si tratterebbe di una misura temporanea, ad esempio per i primi dieci anni dall’assegnazione, destinata in via prioritaria al personale contrattualizzato. L’indennità proposta è pari al 5% dell’indennità operativa per chi presta servizio in Sardegna e Sicilia e al 10% per il personale impiegato nelle isole minori.

Il secondo intervento riguarda la semplificazione dei trasferimenti in missione.

Il SiULM Aeronautica chiede il superamento di alcune rigidità burocratiche, come l’obbligo di preventivi plurimi per i biglietti aerei, che in diversi reparti delle isole condiziona l’emissione dei certificati di viaggio.

Parallelamente, viene proposta una maggiore flessibilità nell’utilizzo del mezzo proprio o di servizi alternativi, soprattutto per missioni di lunga durata o che comportano il trasporto di equipaggiamenti.

In alcuni casi, infatti, i militari sono costretti ad anticipare spese di tasca propria per ridurre i disagi logistici: una situazione che il sindacato ritiene non più sostenibile.

Il terzo punto riguarda la mobilità.

Il SiULM Aeronautica propone l’introduzione di un “coefficiente di insularità” nel calcolo dei punteggi per i trasferimenti, nell’ambito della Manifestazione di Interesse alla Movimentazione (MIM).

L’attuale sistema, basato principalmente sulla distanza chilometrica, non riflette la reale complessità degli spostamenti da e verso le isole.


 

Un primo passo verso maggiore equità

 

Le misure proposte dal SiULM Aeronautica rappresentano un primo segnale concreto di attenzione verso il personale che opera in contesti più complessi dal punto di vista logistico ed economico.

Un intervento che, oltre a migliorare le condizioni di servizio, riconoscerebbe in modo più equo il contributo di chi garantisce ogni giorno il funzionamento di presidi strategici del sistema Paese.

 

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