Roma, 13 agosto 2026 – Un problema segnalato dal personale, un’azione avviata dal SIULM Aeronautica e oggi un risultato che riguarda potenzialmente tutti gli aventi diritto. Lo Stato Maggiore dell’Aeronautica è intervenuto sulla procedura per il riconoscimento della Non-Article 5 NATO Vigilance Medal, chiedendo di verificare che le indicazioni per la ricognizione del personale siano state diffuse in maniera capillare a tutti gli Enti della Forza Armata.
È un passaggio importante perché porta verso il risultato che il SIULM Aeronautica aveva chiesto fin dall’inizio: dare a tutto il personale che possiede i requisiti la possibilità di vedere correttamente valutata la propria posizione, senza differenze determinate dall’Ente di appartenenza o dalla maggiore o minore diffusione delle disposizioni.
Una battaglia iniziata dal SIULM Aeronautica
La vicenda nasce dalle segnalazioni raccolte dal SIULM Aeronautica tra il personale impiegato nelle missioni NATO di Air Policing ed Enhanced Vigilance Activity nel periodo compreso tra il 2022 e il 2023.
Il Sindacato aveva portato formalmente la questione all’attenzione dell’Amministrazione chiedendo che anche il personale impiegato prima dell’istituzione della decorazione potesse essere ricompreso nella ricognizione degli aventi titolo. Da quella iniziativa è partito un percorso che il SIULM ha seguito passo dopo passo, senza fermarsi ai primi riscontri.
Il 15 luglio lo Stato Maggiore dell’Aeronautica aveva infatti disposto una rigorosa ricognizione del personale impiegato tra il 2022 e il 2023 a supporto delle operazioni NATO nell’area di operazioni SACEUR, indicando anche le procedure e le tempistiche per la trasmissione degli elenchi degli aventi titolo.
Per il SIULM era un primo risultato concreto, ma non era ancora sufficiente.
Il problema della diffusione delle procedure
Nei giorni successivi era infatti emerso un elemento che avevamo immediatamente evidenziato: non tutti gli Enti sembravano essersi attivati nello stesso modo.
Alcuni Alti Comandi avevano già avviato il censimento del personale mentre in altre realtà le procedure non risultavano ancora partite. Il rischio era evidente: una misura nata per riconoscere il servizio prestato nelle medesime operazioni avrebbe potuto produrre differenze tra militari semplicemente in ragione dell’Ente presso il quale prestavano servizio.
Per questo il SIULM Aeronautica aveva scelto di non considerare conclusa la propria azione con l’avvio delle prime procedure. Avevamo chiesto che la ricognizione raggiungesse realmente tutti e che nessun militare avente titolo rischiasse di rimanere escluso per una mancata o insufficiente diffusione delle disposizioni.
Lo Stato Maggiore interviene per una diffusione capillare
Il nuovo intervento dello Stato Maggiore dell’Aeronautica del 13 agosto 2026 va esattamente in questa direzione.
Nel documento viene richiamata la preoccupazione, rappresentata dal SIULM Aeronautica, che alla ricognizione non fosse stata assicurata un’ampia diffusione presso tutti gli Enti della Forza Armata. Per questo gli Alti Comandi e gli Organi di Vertice sono stati invitati a verificare l’effettiva diffusione a livello capillare delle indicazioni già impartite.
È il passaggio che serviva per superare quelle differenze applicative che avevamo segnalato e per fare in modo che la procedura possa raggiungere tutto il personale potenzialmente interessato.
Dal problema al risultato
Il risultato raggiunto conferma il valore di un’azione sindacale che non si è fermata alla prima risposta, ma ha seguito la questione fino a ottenere un intervento rivolto all’intera Forza Armata.
Il SIULM Aeronautica continuerà ora a vigilare sull’attuazione delle disposizioni affinché tutti gli aventi titolo possano vedere correttamente valutata la propria posizione.
SIULM Aeronautica – La divisa ci unisce



