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Sindacato Unitario Lavoratori Militari

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SCUOLA MARESCIALLI DI VITERBO: GRAZIE AL SIULM RISPOSTE UFFICIALI E PRIMI INTERVENTI CONCRETI

Il SIULM Aeronautica continua a dimostrare, con i fatti, di essere un presidio attivo di tutela dei diritti, della dignità e del benessere del personale dell’Aeronautica Militare.

A seguito delle segnalazioni inviate dal SIULM il 20 dicembre 2025 sulle criticità alloggiative e organizzative presso la Scuola Marescialli dell’Aeronautica Militare di Viterbo, il Comando Aeronautica Militare Roma ha trasmesso una formale nota di riscontro, confermando che le problematiche sollevate dal Sindacato sono state prese in seria considerazione e approfondite con il Comando della Scuola.
In merito al grave episodio del ritrovamento di un roditore, il Comandante della Scuola concorda con quanto segnalato dal SIULM, riconoscendo che:
   •   il controllo ordinario è stato programmato ed eseguito il 2 dicembre, con supervisione del personale sanitario;
   •   il ritrovamento della carcassa è avvenuto il 4 dicembre;
   •   nello stesso giorno è stato effettuato il sopralluogo del RSPP.

Un passaggio che conferma come la segnalazione sindacale fosse fondata e necessaria. Il SIULM ribadisce che la salubrità degli ambienti di vita e di lavoro non può essere messa in discussione e che la prevenzione deve essere costante, non emergenziale.

Licenze e rientri:
Sul tema delle variazioni nelle date di licenza e di rientro, il Comando ammette le difficoltà organizzative legate alla riprogrammazione dell’attività didattica e al coordinamento con Università e Reparti della Forza Armata.

Pur assicurando l’impegno a ridurre i disagi, il SIULM sottolinea come la certezza della programmazione sia un elemento essenziale per la serenità degli allievi e delle loro famiglie, e continuerà a vigilare affinché tali situazioni non diventino sistemiche.

Alloggi:
Per quanto riguarda la disponibilità dei posti letto, il Comando comunica che:
   •   le Palazzine Albatros sono state oggetto di un massiccio intervento di derattizzazione;
   •   dal 5 gennaio risultano nuovamente fruibili;
   •   attualmente tutti gli allievi dispongono di una sistemazione alloggiativa adeguata.

Viene inoltre annunciato un importante piano di investimenti che prevede:
   •   la realizzazione di una nuova palazzina alloggi da 350 posti;
   •   la creazione di un nuovo polo didattico.

Il SIULM accoglie positivamente tali prospettive, ricordando però che gli investimenti futuri non possono giustificare criticità presenti, che devono essere risolte tempestivamente.

Il Comando riconosce apertamente che l’aumento del numero dei corsisti sta mettendo sotto stress le infrastrutture della Scuola e individua, nel breve periodo, soluzioni come la formazione a distanza e l’utilizzo delle nuove tecnologie didattiche.

Anche questo è accolto favorevolmente dal Siulm.

Il ruolo del SIULM: ascolto, azione, risultati.
Nella parte conclusiva della nota, il Comandante della Scuola Marescialli A.M. ribadisce la volontà di mantenere un rapporto di massima collaborazione con il SiULM e di valutare con attenzione le indicazioni ricevute e per questo lo ringraziamo pubblicamente.

Questo passaggio rappresenta la serietà dell’azione sindacale che mira sempre a due scopi, il benessere dei militari e la funzionalità dalla FF.AA. 
Il SIULM continuerà a:
   •   raccogliere le segnalazioni del personale;
   •   intervenire con determinazione presso i Comandi;
   •   Reclamare risposte, trasparenza e soluzioni concrete.

Siulm Aeronautica 
La Divisa ci unisce

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INDENNITÀ DI MANUTENTORE: IL SIULM AERONAUTICA NON MOLLA. I DIRITTI VANNO RICONOSCIUTI SUBITO

Il SIULM Aeronautica prende atto della risposta formale dello Stato Maggiore dell’Aeronautica in merito ai ritardi nel riconoscimento dell’indennità di manutentore, prevista dall’articolo 20 del DPR 24 marzo 2025 n. 52, a seguito della segnalazione inoltrata dal Sindacato con PEC in data 17 gennaio 2025 .

Dal riscontro ufficiale emerge che è tuttora in corso il “popolamento delle variazioni stipendiali” da parte degli Enti competenti della Forza Armata e che l’attività sarebbe oggetto di monitoraggio e di un intervento sollecito per il completamento.

Tuttavia, il SIULM Aeronautica non può ritenersi soddisfatto.

Parliamo di diritti economici contrattualmente previsti, non di concessioni discrezionali. I manutentori e tutti i militari che svolgono servizi di guardia, garantendo quotidianamente operatività, sicurezza e continuità istituzionale, devono percepire quanto pattuito dal contratto nei tempi corretti.

I ritardi accumulati nel riconoscimento delle indennità:
   •   incidono direttamente sullo stipendio dei colleghi;
   •   creano disparità di trattamento;
   •   minano la credibilità degli impegni assunti dall’Amministrazione.

Il SIULM Aeronautica ribadisce con forza che non intende mollare su questo fronte. Continueremo a:
   •   monitorare costantemente l’evoluzione della pratica;
   •   sollecitare gli organi competenti fino al completo pagamento delle indennità dovute;
   •   tutelare, in ogni sede, i militari penalizzati da ritardi amministrativi non imputabili a loro.

Chi lavora in hangar, sulle linee di volo, nei reparti manutentivi o nei servizi di guardia non può essere lasciato ad aspettare mesi per ciò che è già suo per legge e per contratto.

Il SIULM Aeronautica continuerà a vigilare e ad agire con determinazione, perché i diritti dei militari non si rinviano.

La divisa ci unisce.

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RIFORMA DELLA SANITÀ MILITARE E DELLO STRUMENTO MILITARE

Il SIULM Interforze (Aeronautica e Marina) comunica che, a seguito dell’invito ricevuto dal Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, On. Minardo, ha partecipato a un significativo momento di confronto istituzionale sui temi della riforma della sanità militare e dello strumento militare, al quale si è poi aggiunto il Senatore Maurizio Gasparri, erano presenti per il Siulm il Segretario Generale Interforze Tesone Luigi, il coordinatore Aeronautica Rega Francesco, il Segretario di Area e dirigente nazionale Marina Andrea Manzi, e come dipartimento Sanitario Aeronautica Antonio di Fabrizio.

Con sorpresa e apprezzamento, nel corso dell’incontro è stata riscontrata anche la presenza del Presidente Maurizio Gasparri, la cui partecipazione ha ulteriormente qualificato il livello del dialogo politico-istituzionale.

Nel corso del confronto, il SIULM Interforze ha rappresentato in modo puntuale le criticità e le possibili ricadute operative, organizzative e funzionali che riforme non adeguatamente ponderate potrebbero determinare sul personale militare e sull’efficienza complessiva delle Forze Armate, con particolare riferimento ai settori della sanità militare e dell’impiego dello strumento militare.

Grazie all’azione determinata e responsabile del SIULM Aeronautica e SIULM Marina, è stato possibile ottenere da parte degli autorevoli parlamentari presenti una chiara apertura politica, con l’impegno a riconoscere la necessità di riflessioni più approfondite su riforme di tale portata e delicatezza.

Il SIULM Interforze auspica ora che tali dichiarazioni possano tradursi in atti concreti, attraverso l’attivazione di audizioni formali presso le Commissioni parlamentari competenti, affinché le rappresentanze sindacali militari possano essere ascoltate e contribuire in modo costruttivo al processo riformatore.

Il SIULM continuerà a vigilare e a operare affinché ogni riforma sia realmente orientata alla tutela del personale militare, al rafforzamento dell’efficienza operativa e al rispetto delle specificità di ciascuna Forza Armata.

SIULM Interforze – Aeronautica e Marina
La divisa ci unisce

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CONGEDO PARENTALE: UN DIRITTO DEI MILITARI, CHIAREZZA FATTA. PRESTO ESTENSIONE FINO AI 14 ANNI

Negli ultimi mesi il SIULM Aeronautica è intervenuto con decisione per fare piena chiarezza su un tema che ha generato dubbi, interpretazioni difformi e, in alcuni casi, ingiuste limitazioni: il diritto al congedo parentale per i militari con figli di età inferiore ai 12 anni.

È bene ribadirlo con forza:
tutti i militari che hanno figli di età inferiore ai 12 anni hanno pieno diritto a fruire dei giorni di congedo parentale, senza alcuna distinzione o interpretazione restrittiva.

Grazie all’azione incisiva del SIULM, è stato definitivamente chiarito che l’innalzamento del limite anagrafico non va letto come un diritto riservato solo a chi aveva figli piccoli al momento dell’entrata in vigore della norma, ma come un ampliamento dell’arco temporale entro cui il diritto può essere esercitato.
Questo significa che il beneficio spetta a tutto il personale militare con figli sotto i 12 anni, anche se questi avevano già superato i precedenti limiti di età.

Ma non è tutto.

Verso l’equiparazione completa con gli altri dipendenti pubblici

Il SIULM non si è fermato al chiarimento dell’esistente.
L’azione sindacale portata avanti in questi mesi sta già producendo ulteriori risultati concreti: a breve è previsto l’innalzamento del limite di età dei figli da 12 a 14 anni, allineando finalmente i militari a tutti gli altri dipendenti pubblici.

Un obiettivo fondamentale, che risponde a un principio semplice ma non negoziabile:
pari diritti, pari tutele, pari dignità.

Il SIULM al fianco dei militari e delle loro famiglie

Il tema del congedo parentale non riguarda solo un istituto giuridico, ma tocca direttamente la vita familiare, la genitorialità e il benessere dei militari.
Per questo il SIULM Aeronautica continuerà a vigilare affinché ogni diritto venga riconosciuto e applicato in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, senza arbitrii o interpretazioni penalizzanti.

Invitiamo tutti i colleghi che dovessero riscontrare difficoltà o dinieghi ingiustificati a segnalare tempestivamente la situazione al SIULM.

La divisa ci unisce. I diritti non si discutono, si applicano.
SIULM Aeronautica, sempre dalla parte dei militari.

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COMUNICATO: SANITÀ MILITARE

Riferimento: Atto n. 366 del Governo sottoposto a parere Parlamentare (Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di revisione della struttura organizzativa e ordinativa della sanità militare).
Preso atto delle preoccupanti inesattezze riportate nell’Atto di Governo in riferimento, le associazioni sindacali militari (APCSM), in rappresentanza del personale sanitario delle Forze Armate, intendono ribadire con fermezza la competenza esclusiva riconosciuta dalla legge n. 121/2014 (istitutiva dei sindacati militari) e successive modifiche, nonché dall’art. 9 della legge n. 201/2023 (delega per la revisione dello strumento militare), nella tutela del personale militare delle Forze Armate, compreso il personale militare esercente le professioni sanitarie.
Tale azione muove dalla necessità di superare l'anacronistica divergenza organizzativa tra il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e la Sanità Militare (SSMN). Mentre il primo, in forza delle Leggi 42/1999 e 251/2000, ha pienamente recepito il paradigma dell'autonomia professionale e della pariteticità d'équipe, la Sanità Militare conserva strutture gerarchiche che non riflettono l'attuale profilo di responsabilità e dignità accademica delle professioni sanitarie.
A tal riguardo, esprimono profonda preoccupazione per l’omessa trasmissione al Parlamento delle osservazioni già formulate e trasmesse dalle Federazioni nazionali degli ordini professionali sanitari (FNOMCeO, FNOPI, FNOI, FOFI, CNOP, FNOB, FTSRM-PSTRP, ecc.), che evidenziano gravi criticità e disparità di inquadramento, progressione di carriera e formazione del personale sanitario militare rispetto al SSN.
Tale omissione, oltre a inficiare potenzialmente la procedura di esame parlamentare, potrebbe configurare, altresì, quale grave violazione del principio di trasparenza e di leale collaborazione istituzionale, esponendo lo schema di decreto a rilevante compromissione in termini di efficacia della riforma della sanità militare, oltre che a rilievi di illegittimità costituzionale.
Oltre a quanto già segnalato, l’esame dello schema di decreto (Atto 366) e il confronto tra le sigle sindacali hanno fatto emergere ulteriori e gravi criticità che mettono a rischio l’efficacia della riforma:

  • Rischio di "Sanitari di Serie B" e carenza formativa: Si rileva l'assenza di percorsi formativi sanitari dedicati alle specificità delle singole Forze Armate con il rischio di dequalificare il personale che opera in contesti operativi unici.
  • Carenza di integrazione strategica - distanza dalla visione One Health: l’attuale schema appare disallineato rispetto alla visione "One Health", ormai standard inderogabile per gli organismi internazionali (OMS, UE). Questo approccio presuppone un'integrazione paritetica tra le diverse competenze — medico chirurgiche, odontoiatriche e veterinarie, dei professionisti psicologi e biologici, nonché le competenze infermieristiche e tecnico sanitarie — quali componenti di un unico ecosistema di sicurezza. La mancata equiparazione professionale rappresenta un vulnus alla capacità di risposta biosicura del Paese, poiché le minacce moderne (zoonosi, rischi CBRN) esigono modelli organizzativi orizzontali e transdisciplinari.
  • Emergenza legata a rischi psicosociali, Disturbo da Stress Post-Traumatico (DSPT) e gesti suicidari: La persistenza di modelli gerarchici rigidi a discapito di una moderna gestione clinica delle risorse umane aggrava l'esposizione ai rischi psicosociali. La prevenzione del Disturbo da Stress Post-Traumatico (DSPT) e il contrasto all'allarmante fenomeno dei suicidi tra il personale in uniforme richiedono una rete sanitaria che operi secondo i medesimi standard di eccellenza del SSN, basata su un'équipe multidisciplinare paritetica. La salute mentale non è di serie B né può esserlo chi se ne occupa. Un sistema sanitario percepito come “non equo” "distante" o "inadeguato" dal personale non solo favorisce l'esodo verso il civile, ma fallisce nella sua missione primaria: la tutela della salute mentale e dell'integrità psicofisica di chi serve lo Stato.
  • Esodo verso il Servizio Sanitario Nazionale (SSN): La mancanza di competitività nel trattamento economico e nella qualità della vita rispetto al settore civile, unita alla crescente richiesta di medici nelle strutture territoriali, rischia di innescare un esodo massiccio di ufficiali medici, attratti da condizioni professionali migliori.
  • Saturazione degli organici e incertezza nelle carriere: Non emerge chiarezza sulla gestione delle dotazioni organiche nel transito al CUSM, con il concreto rischio di saturazione dei ruoli che impedirebbe una corretta progressione di carriera per il personale sanitario.
  • Frammentazione previdenziale: La creazione di un Corpo Unico che mantiene Casse di previdenza separate tra i vari componenti crea disparità di diritti tra professionisti che svolgono le medesime funzioni.
  • Dignità professionale del personale non direttivo: Si contesta fermamente la scelta di ricondurre personale esperto (come Appuntati e Appuntati Scelti) allo status di "volontari" e del personale Sottufficiale “abilitati all'esercizio delle Professioni Sanitari a sensi della Legge 251/00”, bloccati nell'area degli “assistenti, ex II area”, il mancato transito nell'area dei Funzionari con un recupero della carriera durante il transito, sarà percepita come una svalutazione del merito e dell'esperienza maturata.
  • Criticità sulle modalità di reclutamento e inquadramento nel CUSM: Un’altra questione riguarda le future modalità di reclutamento e inquadramento degli ufficiali sanitari. Nel nuovo CUSM confluiranno infatti categorie professionali oggi inquadrate in ruoli differenti (Ruoli Speciali e Ruoli Normali). Resta forte l'incertezza su come verranno banditi i concorsi futuri per queste figure. È fondamentale definire se il reclutamento sarà armonizzato e su quali basi. L'assenza di una visione chiara su questo punto rischia di creare ingiustificate disparità di trattamento economico e giuridico tra professionisti sanitari della stessa specialità, minando alla base il principio di integrazione interforze.

Le scriventi APCSM intendono denunciare con forza l'inconsistenza della posizione espressa dall'Amministrazione in merito alla presunta mancanza di copertura finanziaria per le proposte sindacali. Risulta, infatti, del tutto inverosimile la tesi secondo cui la riforma in esame non comporti oneri aggiuntivi, quando lo stesso Atto di Governo n. 366 introduce meccanismi che generano costi strutturali certi e immediati.

  1. L’incongruenza dei percorsi di carriera: Si rileva un’evidente discrasia nelle tabelle di avanzamento. A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, si osservi il transito degli ufficiali dal Ruolo Tecnico dell’Arma dei Carabinieri al nascente Ruolo Unico della Sanità Militare (Tabella B – Tabella 5 – Quadro I). Per tali ufficiali, la permanenza nel grado di Maggiore viene ridotta da 6 a 5 anni. Questa accelerazione forzata dei tempi di promozione comporta un incremento degli oneri per il trattamento economico del personale che non trova riscontro nelle clausole di invarianza finanziaria dichiarate. È paradossale che il Governo neghi il reinquadramento richiesto dai sindacati degli Ufficiali del Ruolo Speciale per "mancanza di fondi", mentre contestualmente finanzia — di fatto — un’accelerazione di carriera per determinate categorie attraverso la riforma dei ruoli.
  2. Oneri logistici e di immagine del CUSM: La costituzione del Comando Unico della Sanità Militare e del SSMN non è un’operazione a costo zero. L'adozione di nuovi gradi, fregi, distintivi e la necessaria riconfigurazione della segnaletica, della modulistica e dei sistemi informatici di gestione interforze e della logistica della neo costituenda Scuola di Sanità Militare rappresentano una spesa pubblica ingente e ineludibile. Omettere la quantificazione di tali costi nel provvedimento significa ignorare i princìpi di trasparenza contabile.
  3. Il rischio di disparità e contenziosi: L'unificazione nel Ruolo Unico, in assenza di un contestuale stanziamento per l'armonizzazione dei trattamenti economici e delle indennità professionali, creerà professionisti sanitari con medesimi obblighi e impieghi ma con retribuzioni differenti basate sulla Forza Armata di provenienza. Tale disparità non solo mina l’integrazione interforze, ma esporrà l'Amministrazione a una stagione di gravosi contenziosi seriali dinanzi alla giustizia amministrativa, i cui costi ricadranno inevitabilmente sulla collettività.

Per quanto sopra, le scriventi APCSM chiedono:

  • Che il Parlamento impegni il Governo a una revisione della Relazione Tecnica che accompagna il decreto, affinché vengano stanziate le risorse necessarie non solo per coprire i costi intrinseci della riforma, ma anche per garantire un equo reinquadramento del personale, senza il quale la "Sanità Militare del futuro" rimarrà una scatola vuota e priva di dignità professionale per chi vi opera. Tale inquadramento deve armonizzare e creare corrispondenza fra la gerarchia militare e la “gerarchia delle competenze”, garantendo a tutti i professionisti sanitari le medesime possibilità di accesso a posizioni di responsabilità, per governare e indirizzare i processi di salute in modo integrato e unitario, ciascuno per gli aspetti di precipua competenza
  • La trasmissione immediata ed integrale al Parlamento delle osservazioni già formulate dalle Federazioni nazionali degli ordini professionali sanitari;
  • Un confronto tecnico urgente con Ministero Difesa, Ministero Salute, Federazioni nazionali degli Ordini professionali, Commissioni riunite IV (Difesa) e XII (Affari sociali).

Le APCSM confermano massima disponibilità a un dialogo costruttivo per una riforma sostenibile, nell’interesse del personale e della collettività. 

Si attende riscontro formale.

 

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