SIULM – Sindacato Unitario Lavoratori Militari

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AZIONE CONCRETA A TUTELA DEGLI AEROSOCCORRITORI OPERATORI SUBACQUEI

Il SIULM Aeronautica è nuovamente in prima linea per la tutela dei diritti del personale militare, questa volta a favore di una categoria altamente specializzata e quotidianamente esposta a rischi elevatissimi: gli Aerosoccorritori – Operatori Subacquei.

Con una formale richiesta di intervento indirizzata al Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, e al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale S.A. Antonio Conserva, il SIULM ha denunciato una situazione non più tollerabile che sta causando un grave danno economico al personale interessato.  

Una norma chiara, ma disattesa.
Con il D.P.R. 24 marzo 2025, n. 52, è stato finalmente aggiornato il sistema delle indennità di rischio per gli Operatori Subacquei, con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2024. Si tratta di compensi accessori fondamentali, riconosciuti per attività che comportano esposizione a condizioni operative complesse e potenzialmente pericolose, quali immersioni in profondità e utilizzo di miscele respiratorie specifiche.

Nonostante il quadro normativo sia pienamente vigente e definito, la sua concreta applicazione risulta ancora bloccata.

Ritardi inaccettabili e diritti negati
Dalle segnalazioni pervenute e dalle verifiche effettuate, emerge un quadro estremamente critico:
    •    mancato aggiornamento dei codici amministrativi necessari alla liquidazione delle indennità;
    •    assenza di direttive operative chiare per i Servizi Amministrativi dei Reparti;
    •    impossibilità per il personale di vedersi riconosciuti emolumenti già maturati e dovuti per legge.

In sostanza, chi ha già svolto attività operative ad alto rischio non sta ricevendo quanto gli spetta, a causa di ritardi burocratici ingiustificati.

La posizione del SIULM: basta inerzie
Il SIULM Aeronautica ha assunto una posizione netta e determinata: è inaccettabile che, ancora una volta, siano proprio i militari non dirigenti a subire le conseguenze di inefficienze amministrative.

Non si tratta solo di una questione economica, ma di rispetto istituzionale verso professionisti che operano in contesti complessi, garantendo capacità operative fondamentali per il Paese.

Le richieste avanzate
L’azione del SIULM è chiara e incisiva. Sono stati richiesti:
    1.    l’immediato aggiornamento dei codici amministrativi;
    2.    l’emanazione urgente di disposizioni attuative uniformi;
    3.    la rapida corresponsione delle somme dovute, comprensive degli arretrati;
    4.    l’accertamento delle responsabilità per i ritardi accumulati.

Pronti ad andare fino in fondo

Il SIULM Aeronautica ha già annunciato che, in assenza di un riscontro rapido e concreto, intraprenderà ulteriori iniziative a tutela dei propri iscritti, anche nelle sedi competenti.

Questa azione rappresenta l’ennesima dimostrazione di un sindacato che non si limita alla denuncia, ma interviene con determinazione per garantire diritti, dignità e giustizia al personale militare.

Il SIULM Aeronautica c’è, e continua a esserci: al fianco dei militari, sempre.

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TFS: L’INPS IGNORA LA REALTÀ E PENALIZZA I MILITARI

Il SIULM Aeronautica chiede una gestione separata per la Difesa
Ancora una volta, l’INPS dimostra una preoccupante distanza dalla realtà concreta vissuta dal personale in uniforme. Con la recente circolare n. 30 del 27 marzo 2026, l’Istituto ribadisce un sistema di liquidazione del TFS che continua a penalizzare gravemente i dipendenti pubblici e, in modo particolare, il comparto Difesa.

Nonostante le numerose pronunce giurisprudenziali e i richiami anche della Corte Costituzionale, che ha più volte evidenziato la necessità di garantire una liquidazione “tempestiva” delle spettanze di fine servizio, l’INPS prosegue imperterrita nell’applicazione di meccanismi dilatori che arrivano fino a 24 mesi, cui si aggiungono ulteriori 3 mesi, prima ancora di vedere il primo euro spettante.

Una situazione inaccettabile.

Un sistema che scarica sui militari inefficienze strutturali

Il punto centrale non è solo normativo, ma profondamente etico e istituzionale: lo Stato continua a utilizzare il TFS dei propri servitori come strumento di gestione della liquidità pubblica.

In altre parole, i militari che hanno garantito per anni la sicurezza e la funzionalità dello Stato si ritrovano, al termine del servizio, a finanziare indirettamente le inefficienze del sistema.

È un ribaltamento dei principi: chi ha servito lo Stato viene trattato come un creditore secondario.

Riduzioni marginali, problemi strutturali
La stessa novità introdotta dalla legge di bilancio 2026, che riduce da 12 a 9 mesi il termine per alcune categorie a partire dal 2027, appare del tutto insufficiente e quasi simbolica.

Non si tratta di una riforma, ma di un semplice aggiustamento che lascia intatto l’impianto di fondo:
    •    tempi lunghi e ingiustificati
    •    rateizzazioni penalizzanti
    •    disparità rispetto al settore privato

Nel comparto Difesa, inoltre, la situazione è aggravata dalla specificità del servizio militare, che non può essere equiparato a quello civile né nelle condizioni operative né nei diritti conseguenti.

Sentenze ignorate e diritti compressi

Le pronunce della Corte Costituzionale hanno sì dichiarato legittimo il sistema, ma hanno anche chiarito un principio fondamentale: il diritto alla tempestiva corresponsione del TFS è un diritto reale, non teorico.

Eppure, nella prassi applicativa, questo principio resta sistematicamente disatteso.

Il risultato è un cortocircuito istituzionale:
la giurisprudenza richiama, il legislatore interviene marginalmente, ma l’INPS continua ad applicare rigidamente un modello ormai superato e profondamente iniquo.

La proposta del SIULM Aeronautica: gestione separata per il comparto Difesa

Alla luce di questa situazione, il SIULM Aeronautica ritiene non più rinviabile una riflessione strutturale:

il comparto Difesa deve essere sottratto alla gestione ordinaria INPS e dotato di una gestione separata dedicata.

Le ragioni sono evidenti:
    •    specificità dello status militare
    •    peculiarità delle carriere
    •    esigenze operative incompatibili con logiche burocratiche standard
    •    necessità di garantire certezza e tempestività nei trattamenti economici

Non è più accettabile che il personale militare continui a subire gli effetti di una gestione previdenziale pensata per altri contesti.

Il tempo delle giustificazioni è finito.

Il SIULM Aeronautica continuerà a denunciare con forza ogni stortura e a tutelare i diritti del personale, anche attraverso azioni formali e legali, affinché venga finalmente riconosciuto ciò che è dovuto:
Perché chi serve lo Stato non può essere lasciato ad aspettare ciò che gli spetta di diritto.

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SBLOCCA LA TUA INDENNITÀ DA MANUTENTORE

Il SIULM Aeronautica ha avviato un’azione concreta e determinata a tutela del personale, a fronte di una situazione che continua a registrare ritardi ingiustificati e non più tollerabili.

Nonostante i ripetuti solleciti e le interlocuzioni già intraprese, l’indennità spettante ai manutentori aeromobili risulta, ad oggi, ancora priva di riscontro concreto, senza alcuna indicazione certa sui tempi di liquidazione.

Per tali motivi, attraverso il SIULM Aeronautica puoi sbloccare la tua indennità di manutentore e diffidare formalmente lo Stato Maggiore dell’Aeronautica a provvedere senza ulteriore indugio all’adempimento degli obblighi dovuti, richiamando l’Amministrazione alle proprie responsabilità.

Con la medesima azione, chiederemo altresì il riconoscimento degli interessi legali e di ogni ulteriore accessorio previsto dalla normativa vigente, quale conseguenza diretta del ritardo maturato nella corresponsione delle somme spettanti al personale.

Tale iniziativa rappresenta un passaggio necessario e non più rinviabile, volto a garantire non solo la liquidazione delle spettanze, ma anche il pieno ristoro dei diritti lesi.

L’attenzione sulla vicenda resterà massima: il SIULM Aeronautica continuerà a monitorare ogni sviluppo, riservandosi l’adozione di ulteriori azioni, anche in sede giudiziaria, a tutela del personale interessato.

Scarica qui di seguito la diffida e aderisci all’azione per la tutela dei tuoi diritti.

DIFFIDA

Inviate questo documento compilato e firmato, insieme ad una copia del documento di identità e del codice fiscale, all’indirizzo email campania@siulm.it.

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LAVORO AGILE: PIÙ TUTELE PER I MILITARI CAREGIVER

Il SIULM Aeronautica ha formalmente richiesto allo Stato Maggiore della Difesa di estendere il lavoro agile al personale militare impegnato come caregiver familiare di soggetti con disabilità grave, ai sensi della Legge 104/1992. Non si tratta di una novità, ma di una misura già prevista nel pubblico impiego e applicata al personale civile della Difesa, che può usufruire fino a due giornate settimanali di lavoro agile, compatibilmente con le mansioni. Una possibilità concreta che consente una migliore conciliazione tra vita lavorativa e assistenza familiare, ma che ad oggi non è ancora riconosciuta al personale militare.
Una differenza che crea disparità
Il mancato accesso al lavoro agile determina una disparità evidente tra personale civile e militare, soprattutto nei confronti di chi si trova a gestire situazioni familiari complesse e continuative. Si tratta di una differenza che incide direttamente sulla qualità della vita del personale interessato, costretto spesso a bilanciare esigenze operative e responsabilità familiari senza strumenti adeguati. Per il SIULM Aeronautica questa condizione deve essere superata, nel rispetto del principio di pari opportunità e delle tutele previste per i caregiver dall’ordinamento nazionale.
Il lavoro agile non è un limite operativo
L’utilizzo del lavoro agile, se regolato in base alle esigenze dei reparti e alla compatibilità delle mansioni, non incide sull’efficienza operativa né sulla funzionalità dello strumento militare. Al contrario, rappresenta uno strumento organizzativo moderno, già ampiamente sperimentato nel pubblico impiego, che consente di migliorare la gestione del personale, ridurre situazioni di disagio e aumentare il livello complessivo di benessere organizzativo. In questo senso, il lavoro agile può essere visto non come un limite, ma come un’opportunità di equilibrio tra esigenze istituzionali e tutela della persona.
Serve un intervento concreto
Il SIULM Aeronautica ha quindi chiesto un intervento formale e strutturato per estendere anche al personale militare una tutela già consolidata nel pubblico impiego. L’obiettivo è garantire condizioni più eque tra personale civile e militare, assicurando al contempo strumenti adeguati di conciliazione tra lavoro e assistenza familiare, senza compromettere le esigenze operative delle Forze Armate. Il Sindacato resta disponibile al confronto con l’Amministrazione per individuare soluzioni applicabili, sostenibili e coerenti con le specificità del comparto.

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46ª BRIGATA AEREA: SINERGIA CONCRETA A TUTELA DEL PERSONALE

Pisa, 20 marzo 2026 – Un risultato importante, ottenuto grazie a una efficace collaborazione tra il SIULM Aeronautica e il Comando della 46ª Brigata Aerea, testimonia come il dialogo costruttivo possa tradursi in soluzioni concrete per il personale.

La Segreteria Locale del SIULM, guidata dal Segretario Mainolfi Graziano, ha prontamente raccolto e rappresentato una criticità segnalata dal personale turnista del Reparto Logistica GSO, relativa al mancato riconoscimento del recupero delle festività lavorate. In particolare, era emersa una difformità gestionale nell’applicazione delle disposizioni sugli orari di lavoro, connessa anche all’utilizzo del sistema PERSEO e alle previsioni della direttiva SMA-ORD-011.

A seguito della segnalazione verbale, la Segreteria Locale ha svolto un’attenta attività di verifica, acquisendo la documentazione necessaria e chiedendo un incontro formale con il Capo Ufficio Comando della 46ª Brigata Aerea. L’incontro si è svolto in un clima di piena collaborazione e apertura istituzionale.

Il Comando ha dimostrato grande sensibilità e attenzione verso la problematica, assumendo un impegno concreto per la sua risoluzione. È stato infatti disposto l’avvio immediato delle procedure per il riconoscimento dei recuperi festivi maturati, con inserimento dei dati già a partire dai primi mesi del 2026 e il recupero degli arretrati a decorrere da ottobre 2024.

L’intero processo sarà completato entro 30 giorni, a conferma della volontà condivisa di garantire il pieno rispetto dei diritti del personale e delle normative vigenti.

Questo risultato rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione tra rappresentanza sindacale e comando possa portare a soluzioni rapide ed efficaci, valorizzando il ruolo del SIULM Aeronautica come interlocutore credibile e costruttivo.

Un plauso va alla Segreteria Locale della 46ª Brigata Aerea e al Segretario Mainolfi Graziano per la professionalità e la determinazione dimostrate, nonché al Comando per la tempestività e la disponibilità nel risolvere una problematica sentita dal personale.

SIULM Aeronautica – “La divisa ci unisce”

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