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RIFIUTI SPECIALI: SERVONO TUTELE E RICONOSCIMENTI PER IL PERSONALE INCARICATO

Roma, 07 maggio 2026 - Il SIULM Aeronautica ha formalmente richiamato l’attenzione dello Stato Maggiore dell’Aeronautica sulla condizione del personale incaricato della gestione e dello smaltimento dei rifiuti speciali presso gli Enti della Forza Armata. 

Si tratta di un’attività delicata, complessa e carica di responsabilità. Chi viene individuato per tale funzione non gestisce un compito ordinario, ma opera dentro un settore regolato da una normativa ambientale articolata, con possibili conseguenze amministrative e penali in caso di irregolarità nella gestione documentale, nel deposito temporaneo, nel trasporto o nello smaltimento dei rifiuti speciali.

Eppure, a fronte di queste responsabilità, il personale interessato non percepisce alcuna specifica indennità economica correlata all’incarico svolto.

 

 

Responsabilità elevate, nessun riconoscimento adeguato

Il SIULM Aeronautica ritiene non più rinviabile una riflessione seria su questa figura professionale.

Oggi, infatti, in molti Enti dell’Aeronautica Militare la gestione dei rifiuti speciali grava su una sola unità di personale. Questo accade anche in realtà operative complesse, dove dimensioni, attività e quantità di materiali trattati rendono l’incarico particolarmente gravoso.

A ciò si aggiunge un’ulteriore criticità: nella maggior parte dei casi, i nuclei risultano formalmente composti da una sola persona. Per questo motivo, il personale non viene posto neppure nelle condizioni di poter accedere all’indennità di Capo Nucleo.

Il risultato è evidente: responsabilità alte, carichi amministrativi rilevanti, esposizione personale significativa e nessun riconoscimento economico coerente.

 

 

Disparità tra Enti e carichi non uniformi

Il SIULM Aeronautica segnala anche una forte disomogeneità organizzativa tra i diversi Enti della Forza Armata.

In alcune installazioni di grandi dimensioni l’intera incombenza ricade su una sola persona. In Enti più piccoli, invece, risultano talvolta impiegate due o tre unità dedicate alla medesima funzione.

Questa situazione determina disparità di trattamento, squilibri operativi e un sovraccarico non giustificabile per il personale impiegato nelle realtà più complesse.

 

 

Le richieste del SIULM Aeronautica

Per queste ragioni, il SIULM Aeronautica chiede l’avvio di una revisione organica della materia, con particolare attenzione a quattro aspetti: riconoscimento economico specifico per il personale incaricato, revisione dell’organizzazione dei nuclei addetti ai rifiuti speciali, criteri uniformi di assegnazione del personale, proporzionati alla dimensione e all’operatività degli Enti, confronto con il settore civile, dove le figure responsabili nella gestione dei rifiuti ricevono compensi adeguati alle responsabilità assunte.

 

 

 

«Questa professionalità va finalmente valorizzata»

Il SIULM Aeronautica ritiene indispensabile che il personale incaricato della gestione dei rifiuti speciali venga finalmente tutelato e valorizzato.

Non si può continuare ad affidare a singoli militari un incarico così delicato senza prevedere strumenti organizzativi adeguati, formazione, coperture, criteri uniformi e un riconoscimento economico proporzionato.

La tutela del personale passa anche dal riconoscere il peso reale degli incarichi svolti e dal dare dignità concreta a chi, ogni giorno, assume responsabilità che non possono restare invisibili.

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INDENNITÀ MANUTENTORI AERONAUTICA, “SOLO DOPO LA NOSTRA SEGNALAZIONE QUALCOSA SI È MOSSO”

  

Roma, 07 maggio 2026 - Accogliamo con favore il fatto che, soltanto dopo la nostra segnalazione formale, si sia finalmente registrata un’accelerazione nell’attività di verifica relativa al personale avente diritto all’indennità di manutentore presso il 51° Stormo.

Dalla risposta trasmessa dal Comando Squadra Aerea – 1ª Regione Aerea emerge infatti l’avvio di una “articolata attività di ricognizione tecnico-amministrativa” finalizzata alla ricostruzione delle posizioni economiche del personale interessato.

 

La realtà vissuta dal personale è diversa”

Riteniamo però doveroso chiarire un punto fondamentale: quanto rappresentato ufficialmente non sembrerebbe coincidere pienamente con la realtà concreta vissuta dal personale.

Dalle informazioni raccolte dal SiULM Aeronautica, infatti, alla data della nostra segnalazione non risultava ancora avviata alcuna reale attività amministrativa finalizzata alla liquidazione delle spettanze economiche. Vi sarebbero stati esclusivamente contatti interni e interlocuzioni tra articolazioni dello Stormo, senza però alcun effettivo avanzamento operativo.

Un elemento che pesa soprattutto sul piano umano e professionale.

 

Diciotto mesi di attesa per un diritto già riconosciuto

L’indennità di manutentore trae origine dall’accordo contrattuale sottoscritto il 18 dicembre 2024. Eppure oggi, a circa diciotto mesi di distanza, molti militari continuano a sentirsi rispondere che tutto sarebbe ancora “in fase di ricognizione”.

Una formula burocratica che, col passare del tempo, rischia di trasformarsi in un simbolo di immobilismo amministrativo.

 

Non parliamo di premi, ma di somme dovute

Il malcontento tra il personale interessato cresce perché non si parla di concessioni straordinarie o premi discrezionali, ma di somme economicamente e professionalmente dovute a militari che svolgono attività tecniche essenziali per l’operatività della Forza Armata.

 

Senza il nostro intervento tutto sarebbe rimasto fermo

Comprendiamo perfettamente la necessità di effettuare verifiche accurate nel rispetto delle procedure amministrativo-contabili previste dalla normativa vigente. Tuttavia evidenziamo anche un altro aspetto: senza il nostro intervento formale, con ogni probabilità la situazione sarebbe rimasta ancora bloccata senza sviluppi concreti.

Ed è proprio questo il punto che rende la vicenda particolarmente delicata per il 51° Stormo. Perché il problema non sembra essere soltanto tecnico-amministrativo, ma anche legato ai tempi di risposta e alla capacità di trasformare gli atti formali in risultati reali per il personale.

Continueremo a vigilare

Continueremo quindi a monitorare attentamente l’evolversi della situazione affinché alle rassicurazioni ufficiali seguano finalmente atti concreti e la tempestiva liquidazione delle indennità spettanti ai manutentori aventi diritto.

Il nostro obiettivo resta chiaro: impedire che i diritti economici del personale dell’Aeronautica Militare restino soltanto riconosciuti sulla carta, senza tradursi in tempi certi e tutele effettive per i militari interessati.

  

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INSULARITÀ, IL SIULM AERONAUTICA: “SERVONO MISURE URGENTI PER IL PERSONALE”

Roma, 05 maggio 2026 - Il personale militare in servizio nelle isole continua a sostenere un costo aggiuntivo, spesso invisibile: quello della distanza.

Per questo il SiULM Aeronautica ha inviato una lettera ai vertici della Difesa chiedendo interventi concreti per compensare gli svantaggi legati all’insularità.

Al centro della richiesta, le condizioni di chi opera nelle basi di Sardegna, Sicilia e delle isole minori, dove i tempi di spostamento, i costi dei trasporti e il prezzo dei beni incidono in modo più marcato rispetto alla terraferma.


 

Un divario che si è ampliato negli ultimi anni

 

Le difficoltà non sono nuove. Ma negli ultimi anni si sono aggravate.

La crisi internazionale ha avuto effetti diretti sul costo dell’energia e dei carburanti. Di conseguenza, nelle isole, l’aumento dei prezzi si è tradotto in un aggravio ulteriore per il personale.

Il tema dell’insularità, intanto, è entrato anche nel dibattito istituzionale.

La modifica dell’articolo 119 della Costituzione ha sancito il principio secondo cui la Repubblica deve rimuovere gli svantaggi derivanti dalla condizione insulare.

A questo si affiancano le proposte di legge attualmente in discussione, finalizzate all’introduzione di indennità specifiche per i dipendenti pubblici.

Il SiULM Aeronautica si inserisce in questo percorso, chiedendo che tali principi trovino applicazione concreta anche per il personale militare.

 

 

Le proposte del SiULM Aeronautica

 

Tre le linee di intervento indicate nella lettera inviata al Ministero della Difesa e agli Stati Maggiori.

La prima riguarda l’introduzione di un’indennità supplementare di “sede insulare”.

Si tratterebbe di una misura temporanea, ad esempio per i primi dieci anni dall’assegnazione, destinata in via prioritaria al personale contrattualizzato. L’indennità proposta è pari al 5% dell’indennità operativa per chi presta servizio in Sardegna e Sicilia e al 10% per il personale impiegato nelle isole minori.

Il secondo intervento riguarda la semplificazione dei trasferimenti in missione.

Il SiULM Aeronautica chiede il superamento di alcune rigidità burocratiche, come l’obbligo di preventivi plurimi per i biglietti aerei, che in diversi reparti delle isole condiziona l’emissione dei certificati di viaggio.

Parallelamente, viene proposta una maggiore flessibilità nell’utilizzo del mezzo proprio o di servizi alternativi, soprattutto per missioni di lunga durata o che comportano il trasporto di equipaggiamenti.

In alcuni casi, infatti, i militari sono costretti ad anticipare spese di tasca propria per ridurre i disagi logistici: una situazione che il sindacato ritiene non più sostenibile.

Il terzo punto riguarda la mobilità.

Il SiULM Aeronautica propone l’introduzione di un “coefficiente di insularità” nel calcolo dei punteggi per i trasferimenti, nell’ambito della Manifestazione di Interesse alla Movimentazione (MIM).

L’attuale sistema, basato principalmente sulla distanza chilometrica, non riflette la reale complessità degli spostamenti da e verso le isole.


 

Un primo passo verso maggiore equità

 

Le misure proposte dal SiULM Aeronautica rappresentano un primo segnale concreto di attenzione verso il personale che opera in contesti più complessi dal punto di vista logistico ed economico.

Un intervento che, oltre a migliorare le condizioni di servizio, riconoscerebbe in modo più equo il contributo di chi garantisce ogni giorno il funzionamento di presidi strategici del sistema Paese.

 

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L’ITALIA RISCHIA DI RIMANERE SENZA DIFESA

Gli equilibri della sicurezza internazionale stanno cambiando, e lo fanno più velocemente del previsto. Il ritiro annunciato di migliaia di militari statunitensi dalla Germania non è solo una scelta operativa: è un segnale politico preciso. Indica una ridefinizione delle priorità strategiche e, quindi, degli assetti su cui l’Europa ha costruito per decenni la propria sicurezza. In questo scenario, l’Italia rischia di trovarsi esposta.
 
Una difesa senza persone
 
Il dibattito nazionale, però, resta incompleto. Si concentra su sistemi d’arma, piattaforme e investimenti tecnologici. Intanto trascura il fattore decisivo: il personale. La Difesa non è solo capacità industriale o dotazione militare. È, prima di tutto, capitale umano.
E proprio sugli uomini della Difesa emerge la frattura. I militari restano ai margini del confronto pubblico, spesso ridotti a presenza simbolica o, peggio, oggetto di narrazioni distorte. I dati interni descrivono una tendenza netta: il reclutamento cala, mentre la permanenza si accorcia. Una quota rilevante di chi entra nelle Forze Armate lascia entro il primo anno. È il segnale di un sistema che fatica a trattenere.
 
 
Il rischio operativo
 
Non è una criticità congiunturale. È una crisi strutturale, e quindi richiede risposte sistemiche. Tuttavia, la politica continua a privilegiare un’interlocuzione verticale con gli Stati Maggiori, lasciando in secondo piano il contributo delle rappresentanze sindacali militari, che da tempo segnalano le condizioni reali del personale.
Il SIULM Aeronautica indica tre direttrici: adeguamento delle retribuzioni, riordino delle carriere, costruzione di un sistema previdenziale dedicato. Non rivendicazioni di categoria, ma condizioni minime di sostenibilità.
Senza questi interventi, il rischio è molto concreto. Un progressivo svuotamento delle Forze Armate comprometterebbe la capacità di risposta del Paese, proprio mentre lo scenario internazionale si fa più instabile.
Il punto non è prevedere il futuro. È leggere il presente e decidere se intervenire ora o subirne le conseguenze.
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OBBLIGO ASSICURATIVO MILITARI SOSPESO: INTERVENTO SIULM AERONAUTICA

Roma, 28 aprile 2026 – È stato rinviato al 1° gennaio 2027 l’obbligo assicurativo previsto per il personale del comparto Difesa che assume incarichi connessi alla gestione di risorse pubbliche, con conseguente sottoposizione alla giurisdizione della Corte dei Conti.

La misura incide direttamente su una platea ampia di incarichi operativi, ben oltre i soli ruoli apicali.

La comunicazione dello Stato Maggiore della Difesa conferma il differimento dell’entrata in vigore e l’avvio di ulteriori approfondimenti in ambito interministeriale .

Un risultato ottenuto grazie all’intervento del SIULM Aeronautica. Già il 28 gennaio scorso avevamo segnalato le criticità della norma, trasmettendo una comunicazione allo Stato Maggiore dell’Aeronautica e allo Stato Maggiore della Difesa e portando all’attenzione delle autorità competenti i principali nodi applicativi.

 

Una criticità segnalata dal SIULM

Il SIULM Aeronautica era intervenuto con tempestività, evidenziando una serie di nodi irrisolti legati alla norma. In particolare, l’ampiezza dell’ambito applicativo, che rischiava di coinvolgere un numero elevatissimo di militari, l’assenza di indicazioni operative su modalità e tempi di adempimento, l’incertezza sui contenuti delle polizze assicurative e il possibile conflitto con norme precedenti che vietano la copertura assicurativa a carico dell’amministrazione.

Elementi che avrebbero potuto generare disparità, contenziosi e un aggravio ingiustificato a carico del personale .

 

 

Il risultato del nostro intervento: sospensione e approfondimenti

Il rinvio rappresenta un primo risultato concreto. Da un lato, consente di evitare un’applicazione immediata di una norma ancora poco chiara. Dall’altro, apre uno spazio istituzionale per definire criteri più equi e sostenibili.

Non si tratta di una cancellazione della misura, ma di una sospensione che permette di affrontare nel merito questioni complesse, che riguardano responsabilità, coperture assicurative e tutela del personale.

 

La posizione del SIULM Aeronautica

Accogliamo con favore il provvedimento, ma ribadiamo la necessità di arrivare a una soluzione definitiva che chiarisca in modo puntuale gli incarichi coinvolti, definisca standard uniformi per le polizze e garantisca la tutela economica e professionale dei militari.

Confermiamo la nostra disponibilità a collaborare con le Istituzioni, mantenendo alta l’attenzione su una materia che incide direttamente sulle condizioni di servizio.

 

Una questione ancora aperta

La partita non è chiusa. Il rinvio al 2027 segna una pausa, ma anche l’inizio di un confronto più ampio.

Ora si apre una fase decisiva: chiarire definitivamente chi è soggetto all’obbligo, come deve essere applicato e con quali tutele per il personale.

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