SIULM – Sindacato Unitario Lavoratori Militari

Sindacato Unitario Lavoratori Militari

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PENSIONI MILITARI: GRANDE FERMENTO PER L’EMENDAMENTO GASPARRI

Il SIULM: “È un punto di partenza, ora servono fatti e non promesse”

Negli ultimi giorni si è riacceso un forte fermento tra il personale militare riguardo all’emendamento presentato dal Senatore Gasparri in materia di previdenza dedicata agli uomini e alle donne in divisa. Il tema è particolarmente sentito perché tocca direttamente la dignità economica di chi ha servito lo Stato per decenni in condizioni di rischio, turnazioni pesanti, usura fisica e responsabilità crescenti.

Non va però dimenticato che lo stesso emendamento o versioni molto simili era già stato presentato in passato, suscitando speranze e aspettative, ma non è mai stato inserito nella legge di bilancio, venendo di fatto accantonato nelle ultime fasi dell’iter legislativo. Una storia che molti militari ricordano bene e che oggi, inevitabilmente, alimenta prudenza e diffidenza.

Per il SIULM Aeronautica, questa nuova proposta rappresenta comunque un punto di partenza utile: un testo su cui costruire una riforma più ampia e strutturata, capace di assicurare finalmente una pensione dignitosa agli appartenenti alle Forze Armate, Forze di Polizia e al Soccorso Pubblico.
Comparti che, nonostante la retorica della “specificità”, sono stati dimenticati per anni e oggi rischiano di ritrovarsi con pensioni insufficienti, lontane dalla realtà delle responsabilità e dei sacrifici quotidiani.

Il rischio reale, e il SIULM lo denuncia con forza, è che migliaia di militari possano ritrovarsi poveri al momento dell’uscita dal servizio, dopo una vita trascorsa al servizio dello Stato. Questo non può e non deve accadere.

Il SIULM Aeronautica chiede quindi con fermezza che la maggioranza dia un segnale vero, concreto e credibile, smettendo di alimentare aspettative che poi vengono puntualmente deluse nelle ultime ore della manovra.
Servono fatti, risorse dedicate e un impegno politico chiaro: basta prendere in giro i militari.

Il SIULM Aeronautica continuerà a monitorare ogni passaggio parlamentare, pronto a sostenere qualunque intervento che vada nella direzione di una previdenza equa e sostenibile per tutti gli uomini e le donne in uniforme. Perché la dignità economica di chi serve il Paese non può essere oggetto di slogan, ma di atti concreti.


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SIULM AERONAUTICA SEGNALA POSSIBILI CRITICITÀ NELLA DISTRIBUZIONE DEL C.F.I.

Il SIULM Aeronautica ha trasmesso una comunicazione formale al Comando della 1ª Regione Aerea, con copia allo Stato Maggiore dell’Aeronautica e al Comando del 51° Stormo, per rappresentare una serie di elementi che sembrerebbero indicare alcune criticità nella gestione del Compenso Forfettario di Impiego (C.F.I.) presso il Servizio Rifornimenti del 51° Stormo di Istrana.

Negli ultimi giorni, infatti, sono pervenute al Sindacato diverse segnalazioni da parte del personale, dalle quali risulterebbe una distribuzione del C.F.I. particolarmente esigua e, soprattutto, non uniforme rispetto a quella riconosciuta ad altri enti dello stesso Stormo nello stesso periodo dell’anno.

Secondo quanto riferito dai militari, sembrerebbe emergere:
   •   una ripartizione del C.F.I. significativamente più bassa presso il Servizio Rifornimenti;
   •   una disomogeneità con altri reparti che, stando alle testimonianze, avrebbero ricevuto assegnazioni più consistenti;
   •   una percezione crescente di mancata valorizzazione del lavoro quotidiano svolto dal personale dell’articolazione.

Si tratterebbe, dunque, di una situazione che andrebbe verificata con attenzione, poiché potrebbe risultare non in linea con i principi di equità distributiva e imparzialità, che dovrebbero orientare la gestione delle risorse economiche accessorie e la ripartizione dei carichi di lavoro.

In particolare, alcuni militari avrebbero segnalato come in altre aree dello Stormo la distribuzione del C.F.I. risulterebbe “copiosa”, mentre presso il Servizio Rifornimenti verrebbe percepito l’esatto opposto. Tale differenza alimenterebbe un clima di demotivazione e di sensazione di trattamento non uniforme.

Con spirito costruttivo e istituzionale, il SIULM Aeronautica ha ritenuto opportuno evidenziare quanto segue:
    1.    Andrebbe effettuata una verifica interna, utile ad accertare se sussistano reali squilibri nella distribuzione del C.F.I. tra i vari enti.
    2.    Sarebbe auspicabile l’adozione di criteri trasparenti e omogenei nella ripartizione delle risorse economiche legate all’impiego, così da evitare possibili disparità.
    3.    Andrebbe assicurato un riconoscimento uniforme dell’impegno del personale, prevedendo un trattamento equo tra reparti che svolgono funzioni parimenti rilevanti per la piena operatività del Reparto.

Il SIULM Aeronautica ribadisce la propria disponibilità a un confronto istituzionale volto a chiarire la situazione e a individuare eventuali correttivi, qualora necessari. Il nostro obiettivo rimane quello di garantire equità, trasparenza e valorizzazione effettiva del personale che opera quotidianamente con dedizione e professionalità.

Solo attraverso una gestione chiara e coerente delle risorse economiche e organizzative si può assicurare un clima di serenità e motivazione, indispensabile al buon funzionamento dell’Aeronautica Militare.
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PENSIONI: ENNESIMA DISCRIMINAZIONE VERSO I MILITARI

Pensioni: nessun trionfalismo. Il SIULM Aeronautica denuncia l’ennesima discriminazione verso i militari
“La divisa ci unisce”

Negli ultimi giorni si è diffuso un clima di entusiasmo per la probabile cancellazione dell’aumento dell’età pensionabile per il personale delle Forze Armate e di Polizia.
Il SIULM Aeronautica, invece, ritiene che non ci sia alcun motivo per festeggiare: questa vicenda evidenzia ancora una volta come la specificità del servizio militare continui a non essere riconosciuta.

Mentre per molti lavoratori civili si discute di categorie “usuranti”, di tutele previdenziali e di correttivi legati alla gravosità delle mansioni, i militari — che vivono quotidianamente turni, rischi, operatività e stress unici nel loro genere restano esclusi proprio da quelle tutele che dovrebbero spettare loro di diritto.

La possibilità che venga eliminato l’innalzamento dell’età pensionabile, annunciata come una grande conquista, nei fatti non contiene alcun riferimento alla specificità militare, né introduce misure che riconoscano la reale usura fisica e mentale derivante dal servizio in uniforme.
Semplicemente, si evita un peggioramento rispetto ai lavoratori civili. E non c’è nulla di trionfale nel mantenere lo status quo di una categoria già penalizzata.

Per il SIULM Aeronautica, al contrario, questa situazione conferma una discriminazione che si ripete da anni:
   •   i lavoratori senza divisa vengono riconosciuti come usuranti,
   •   i militari, nonostante il rischio operativo, ne restano esclusi.

È un paradosso inaccettabile che lo Stato riconosca l’usura per attività civili ordinarie ma non per chi opera giorno e notte in condizioni operative, in addestramento, in missioni, in prontezza, in allerta continua per la sicurezza nazionale.

Il SIULM Aeronautica non si unisce quindi ai cori di soddisfazione:
non c’è nessuna vittoria se non si mette al centro la dignità professionale e previdenziale del personale in divisa.
Fingere che sia tutto risolto serve solo ad allontanare il vero problema: il mancato riconoscimento della specificità militare.

Il nostro Sindacato chiede con forza:
    1.    L’inclusione dei militari tra le categorie usuranti, o in alternativa una disciplina autonoma che tenga conto dei reali carichi psicofisici;
    2.    Una previdenza dedicata, che non applichi al personale in uniforme le stesse logiche del pubblico impiego civile;
    3.    Un tavolo urgente con Governo e Ministero della Difesa per definire un modello previdenziale che rispecchi la realtà della vita militare.

Il SIULM Aeronautica continuerà a denunciare ogni forma di discriminazione e a difendere i diritti dei lavoratori in divisa, chiedendo rispetto, equità e riconoscimento della loro specificità.


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ISTITUZIONE DEL RUOLO DIRETTIVO PER I MARESCIALLI DELLE FORZE ARMATE

COMUNICATO STAMPA – SIULM Aeronautica
“La divisa ci unisce”

I marescialli delle Forze Armate attendono da anni ciò che la legge già riconosce: l’istituzione del ruolo direttivo

Il SIULM Aeronautica interviene nuovamente su una questione che da troppo tempo rimane irrisolta, nonostante la normativa ne abbia già stabilito i fondamenti: la piena istituzione e valorizzazione del ruolo direttivo dei marescialli delle Forze Armate.

Il legislatore ha previsto da anni la possibilità di attribuire a questa categoria funzioni direttive, riconoscendone competenze, formazione, professionalità maturate nel servizio e un livello di responsabilità che nei fatti è già svolto quotidianamente. Tuttavia, questo riconoscimento è rimasto soltanto sulla carta:
   •   mai strutturato nei percorsi di carriera;
   •   mai declinato in incarichi formalizzati;
   •   mai accompagnato da una valorizzazione economica adeguata, coerente con il ruolo effettivamente esercitato.

Un paradosso normativo che penalizza chi manda avanti i reparti

I marescialli rappresentano da sempre il pilastro tecnico–professionale delle Forze Armate. Gestiscono personale, mezzi, reparti, servizi complessi, assumendosi responsabilità operative e amministrative di grande rilievo.
Eppure, mentre la normativa riconosce loro un ruolo apicale nelle funzioni di direzione, manca completamente la corrispondenza economica e ordinamentale che dovrebbe darne attuazione.

Questo crea tre criticità strutturali:
    1.    Disallineamento normativo–organizzativo: la legge prevede il ruolo direttivo, ma gli stati giuridici e i modelli organizzativi non lo applicano.
    2.    Demansionamento di fatto: i marescialli esercitano funzioni direttive senza che queste siano formalizzate o retribuite come tali.
    3.    Frustrazione professionale e perdita di attrattività del ruolo, con ricadute sul funzionamento dei reparti e sulla qualità del servizio.

Cosa chiede il SIULM Aeronautica

Il SIULM Aeronautica ritiene non più rinviabile:

1. L’istituzione effettiva del ruolo direttivo dei marescialli, come già previsto dalle normative vigenti, con una chiara definizione di:
   •   funzioni,
   •   responsabilità,
   •   ambiti operativi,
   •   corrispondente posizione giuridica.

2. La valorizzazione economica strutturale, attraverso:
   •   un’adeguata indennità specifica;
   •   il riallineamento tra funzioni esercitate e trattamento economico;
   •   correttivi agli attuali sistemi stipendiali e di progressione.

3. L’aggiornamento degli incarichi e degli organigrammi, affinché i marescialli possano ricoprire realmente gli incarichi direttivi già previsti dal quadro normativo.
Il SIULM Aeronautica è l’unico sindacato che continua a porre questa priorità al centro del confronto istituzionale

Ancora una volta, il SIULM Aeronautica è il solo soggetto sindacale che chiede con forza che venga rispettata la legge e venga restituita dignità professionale ed economica ai marescialli, figure essenziali per l’efficienza operativa e amministrativa delle Forze Armate.

Il nostro impegno prosegue con determinazione nei confronti:
   •   del Ministero della Difesa,
   •   dello Stato Maggiore della Difesa,
   •   degli Stati Maggiori di Forza Armata,
   •   della Direzione Generale per il Personale Militare.

È il momento di dare piena attuazione a ciò che è già previsto e atteso da anni

Il ruolo direttivo dei marescialli non è una rivendicazione corporativa, ma un atto di giustizia normativa, funzionale e organizzativa.
Trascurarlo significa lasciare incompleto il percorso di modernizzazione delle Forze Armate italiane.

Il SIULM Aeronautica continuerà a rappresentare con fermezza questa istanza fino alla sua piena realizzazione.

Sindacato Unitario Lavoratori Militari – SIULM Aeronautica
“La divisa ci unisce”


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ELIMINAZIONE DELLA PRECLUSIONE NEI CONCORSI PER SERGENTI

Il SIULM Aeronautica ha inviato una formale richiesta al Capo di Stato Maggiore della Difesa, al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, al Direttore della Direzione Generale per il Personale Militare e al Gabinetto del Ministro della Difesa, per chiedere l’eliminazione della preclusione prevista dall’art. 2, comma 3 del bando del 20 marzo 2025 nei futuri concorsi per Sergenti dell’Aeronautica Militare.

La clausola in questione ha escluso dalla partecipazione i militari che, pur avendo già ottenuto il cambio di categoria, non avevano ancora concluso materialmente il corso di riqualificazione.
Una novità assoluta rispetto ai bandi precedenti, che ha generato un’ingiustificata disparità di trattamento e una violazione dei principi di imparzialità e buon andamento sanciti dall’art. 97 della Costituzione.

Una battaglia che il SIULM porta avanti da solo

Ancora una volta il SIULM Aeronautica si conferma l’unico sindacato che interviene concretamente a tutela dei militari interessati, sollevando una criticità che rischiava e rischia tuttora, in vista del prossimo bando, di penalizzare personale che si trova in condizioni giuridiche identiche ma con tempi formativi differenti.

L’organizzazione sindacale ha evidenziato che:
   •   la categoria è attribuita prima del corso, che ha natura esecutiva e non costitutiva;
   •   la clausola ha introdotto un ostacolo puramente formale e non correlato al merito;
   •   il personale escluso è già stato valutato idoneo durante il procedimento di cambio categoria;
   •   la modifica ha infranto il principio di continuità amministrativa rispetto ai bandi precedenti, generando un legittimo affidamento poi disatteso.

La richiesta alle Autorità competenti

Il SIULM Aeronautica ha chiesto che nei futuri concorsi per Sergenti venga espunta ogni forma di preclusione legata al completamento materiale del corso di riqualificazione, affinché:
   •   si garantisca piena uguaglianza di trattamento;
   •   vengano valorizzati merito e competenza;
   •   si eviti il ripetersi di penalizzazioni ingiustificate;
   •   si riduca il rischio di contenzioso.

Tutela, trasparenza e diritti: l’impegno del SIULM

Il SIULM Aeronautica ribadisce il proprio impegno nel garantire una gestione equa e coerente dei percorsi di carriera, vigilando affinché ogni militare dell’Aeronautica possa accedere alle opportunità concorsuali senza ostacoli illogici o discriminatori.

Il Segretario Generale Nazionale,
Luigi Tesone


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SIULM AERONAUTICA RICHIEDE UN CONCORSO STRAORDINARIO PER SOLI TITOLI, SENZA LIMITE DI ETÀ, PER TUTTI GLI EX 958 NON ANCORA MARESCIALLI

Il SIULM Aeronautica ha presentato allo Stato Maggiore della Difesa, allo Stato Maggiore dell’Aeronautica e alla Direzione Generale per il Personale Militare una richiesta chiara e urgente:
attivare un concorso straordinario per soli titoli, senza alcun limite di età, riservato a tutto il personale arruolato con la legge Ex 958/1986 che ancora non riveste il grado di Maresciallo.

Perché questa richiesta?

Nel riordino delle carriere del 2017 fu previsto un concorso straordinario per titoli, ma solo una parte degli ex 958 poté partecipare.
Molti altri, pur avendo professionalità e responsabilità identiche, vennero esclusi senza alternative.
Oggi, con l’uscita imminente del nuovo concorso per Marescialli, questa ingiustizia rischia di ripetersi ancora.

Cosa propone il SIULM Aeronautica

Il Sindacato chiede un concorso straordinario che sia:
   •   per soli titoli,
   •   aperto a tutti gli ex 958/1986 esclusi nel 2017,
   •   riservato al personale che non è ancora Maresciallo,
   •   senza alcun limite di età, affinché nessuno venga discriminato per ragioni anagrafiche.

Questa misura garantirebbe:
   •   equità tra tutto il personale ex 958,
   •   valorizzazione delle competenze maturate in anni di servizio,
   •   pari opportunità a chi ha subito un’ingiusta esclusione nel 2017.

L’impegno del Sindacato

Il SIULM Aeronautica accompagnerà l’intero percorso istituzionale, chiedendo un incontro formale con le Autorità competenti per definire una soluzione correttiva concreta e rispettosa delle legittime aspettative del personale coinvolto.


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SIULM AERONAUTICA: LE NUOVE NORME PENSIONISTICHE SONO INACCETTABILI

IL SIULM AERONAUTICA: LE NUOVE NORME PENSIONISTICHE SONO INACCETTABILI — SERVE UNA MODIFICA, PRIMA DELLE REGIONALI,  AGLI ARTICOLI 42, 43 E 44 DELLA LEGGE DI BILANCIO
Il SIULM (Sindacato Unitario Lavoratori Militari) interviene con forza sulle disposizioni della Legge di Bilancio che prevedono l’innalzamento dei requisiti pensionistici per il personale militare.
Non si tratta più di timori o indiscrezioni: sono fatti concreti e certi, contenuti nel testo.
L’ennesima dimostrazione che la tanto richiamata specificità del personale militare esiste soltanto nei discorsi istituzionali, ma non trova reale applicazione nelle norme.
Art. 1908 C.O.M.: un esempio evidente della non-specificità
L’articolo 1908 del Codice dell’Ordinamento Militare stabilisce che il personale militare è equiparato a tutti gli altri dipendenti pubblici.

La bozza di Legge di Bilancio prevede un doppio innalzamento dell’età pensionabile: una misura senza precedenti
Con l’attuale formulazione della Manovra, il personale militare subisce due incrementi dell’età pensionabile:
Articolo 42 → introduce un primo aumento obbligatorio.
Articolo 43 → applica un ulteriore incremento legato alla speranza di vita, che si somma al precedente.
Nessun’altra categoria della Pubblica Amministrazione è colpita in questo modo.
I militari, nonostante il servizio gravoso, usurante e limitante sotto ogni profilo, vengono paradossalmente penalizzati più degli altri.
A questo si aggiunge l’articolo 44, che interviene sfavorevolmente anche sul TFS aggravando un quadro già compromesso.
Il SIULM considera questo impianto normativo totalmente inaccettabile
Non si può proclamare la specificità del comparto militare e, allo stesso tempo:
equipararlo agli altri lavoratori dello Stato quando conviene (come nel TFS),
e poi penalizzarlo con un doppio aumento dell’età pensionabile che nessun altro dipendente pubblico subisce.
Questa contraddizione stride con la realtà operativa fatta di turni, impieghi gravosi in Italia ed all'estero, rischio elevato, reperibilità permanente e limitazioni uniche nel loro genere.
Gli incontri istituzionali: ora attendiamo i fatti
Il SIULM ha incontrato deputati, senatori e presidenti di commissione, ottenendo rassicurazioni verbali sul fatto che la situazione sarebbe stata rivista.
Ma le rassicurazioni non bastano più.
Ora servono atti concreti.
Pretendiamo che gli articoli 42, 43 e 44 della Legge di Bilancio siano modificati profondamente e integralmente, ristabilendo un trattamento equo e coerente per il personale militare.
Modifiche prima delle elezioni regionali
Il SIULM ritiene che il Governo debba intervenire prima delle prossime elezioni regionali, dimostrando con i fatti di ascoltare realmente il malessere crescente tra il personale in divisa.
Rimandare ulteriormente significherebbe ignorare deliberatamente le criticità che il nostro comparto sta affrontando.
Conclusione
Il personale militare merita:
coerenza,
riconoscimento reale,
e norme che riflettano la verità del servizio svolto.
Non è accettabile che una categoria definita “specifica” venga poi penalizzata più di tutte le altre.


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MOLTIPLICATORE PENSIONISTICO: IL SIULM AERONAUTICA PROPONE UNA MODIFICA NORMATIVA PER GARANTIRE EQUITÀ AL PERSONALE MILITARE

Il SIULM Aeronautica ha inviato al Ministro della Difesa e al Capo di Stato Maggiore della Difesa una proposta di revisione normativa relativa all’applicazione del cosiddetto “moltiplicatore pensionistico”, previsto dall’art. 3, comma 7, del d.lgs. 165/1997.

La proposta nasce dall’esigenza di superare le difformità interpretative ancora presenti tra i diversi enti amministrativi e previdenziali, difformità che compromettono la tutela giuridica, economica e sociale del personale militare prossimo al congedo.

«Non è accettabile – sottolinea il Segretario Generale del SIULM Aeronautica, Dott. Luigi Tesone – che un istituto nato per valorizzare la carriera e il sacrificio del personale in uniforme venga applicato in modo disomogeneo, generando disparità di trattamento tra chi ha servito con lo stesso impegno e la stessa dedizione lo Stato.»

La proposta normativa del SIULM Aeronautica

Per garantire certezza del diritto e uniformità applicativa, il SIULM Aeronautica propone di integrare il testo legislativo specificando i casi in cui il militare deve essere considerato “cessato dal servizio con diritto a percepire l’assegno pensionistico” e quindi ammesso al beneficio del moltiplicatore.
In particolare, si chiede di chiarire l’applicazione del beneficio nei seguenti casi:
    •    congedo anticipato con collocamento nella categoria della riserva;
    •    riforma per motivi sanitari e collocamento in congedo assoluto;
    •    decesso del militare, con estensione del beneficio agli eredi legittimi.

Obiettivi della modifica

La proposta avrebbe l’effetto di:
    1.    Eliminare definitivamente le ambiguità interpretative e uniformare le procedure degli enti competenti.
    2.    Garantire equità di trattamento al personale che lascia il servizio per cause non dipendenti dalla propria volontà.
    3.    Rafforzare la tutela delle famiglie, estendendo il beneficio in caso di decesso del militare.
    4.    Valorizzare il servizio e il sacrificio del personale, rendendo il beneficio coerente con le finalità originarie del legislatore.

«La nostra iniziativa – conclude il Segretario Generale – rappresenta un atto di giustizia e di rispetto verso migliaia di donne e uomini che, pur lasciando il servizio, continuano a essere parte integrante del comparto militare.»

Richiesta di confronto istituzionale

Il SIULM Aeronautica ha espresso la propria disponibilità a partecipare a un incontro tecnico con il Ministero della Difesa, al fine di approfondire gli aspetti operativi e previdenziali della proposta e favorire una rapida definizione dell’intervento normativo.

SIULM Aeronautica – Al fianco dei militari, sempre.


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PIENA CONDIVISIONE DEL SIULM PER LE PAROLE PRONUNCIATE DAL MINISTRO DELLA DIFESA

Il SIULM Aeronautica, esprime piena condivisione per le parole pronunciate dal Ministro della Difesa Guido Crosetto in occasione del 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Il Ministro ha ricordato con grande chiarezza che “fare il militare non è come fare il direttore di una fabbrica”: un concetto fondamentale che da anni il SIULM Aeronautica porta avanti con determinazione. Il servizio armato è una professione unica, caratterizzata da rischi peculiari, impieghi gravosi, rinunce personali e famigliari, e dalla consapevolezza costante che ogni militare potrebbe essere chiamato, se necessario, fino all’estremo sacrificio della vita.
Per questo, la sicurezza del personale deve sempre essere il faro cui ogni comandante guarda e la bussola di ogni scelta politica.

Siamo certi che le parole del Ministro Crosetto troveranno piena coerenza nella valorizzazione della specificità del militare nell’imminente Legge di Bilancio, con un intervento chiaro e deciso sulla revisione degli articoli 42 e 43 del sistema pensionistico, che oggi prevedono un innalzamento dell’età pensionabile del personale militare non compatibile con la natura stessa della professione.
Non è possibile applicare ai militari le stesse logiche previste per il personale civile dello Stato: significherebbe ignorare la specificità del servizio, i suoi rischi e le sue responsabilità operative.

La realtà attuale lo conferma: le Forze Armate non rappresentano più un’aspirazione per molti giovani italiani. Gli stipendi sono poco attrattivi, il sacrificio richiesto è altissimo e i bandi di concorso vengono ormai disertati sia al Nord che al Sud. Il problema è sistemico ed è frutto di una scelta sbagliata compiuta negli anni, quando si è deciso di assimilare la figura del militare a quella di un qualsiasi altro dipendente pubblico.

In questa cornice, anche una semplice modifica al comma dell’articolo 1908 del Codice dell’Ordinamento Militare rappresenterebbe un importante segnale di attenzione verso il personale, un primo passo per rimettere al centro la dignità e la specificità del servizio armato.

Il SIULM Aeronautica rinnova quindi il proprio appello affinché la Legge di Bilancio diventi finalmente l’occasione per correggere un assetto normativo che penalizza chi serve lo Stato con onore, disciplina e sacrificio.

La divisa ci unisce.


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SI TUTELI IL SISTEMA PENSIONISTICO DEL PERSONALE

sigle sindacali

Organizzazioni Sindacali del comparto sicurezza e difesa. Si tuteli il sistema pensionistico del personale nel rispetto della specificità di status e d'impiego.

Le scriventi sigle sindacali, rappresentative a livello nazionale del comparto difesa e sicurezza, ribadiscono l'esigenza di prevedere nella Legge di Bilancio stanziamenti di risorse per il rifinanziamento del fondo perequativo dei trattamenti pensionistici.
Ciò, si rende necessario al fine di avviare, tempestivamente, un tavolo di confronto per l'attuazione della previdenza dedicata, fondamentale per compensare i gravi danni economici arrecati al personale a causa del mancato avvio della previdenza complementare.

Analogamente, così come rivendicato da tempo in ogni sede, rammentano l' assoluta contrarietà al contenuto degli articoli 42 e 43 dell’attuale testo della Legge di Bilancio e chiedono, con fermezza, il loro immediato stralcio in coerenza con gli impegni politici ed istituzionali già assunti nel corso delle recenti interlocuzioni con vari rappresentanti parlamentari.
La riduzione dei tempi di erogazione del TFS da 12 a 9 mesi, peraltro, prevista dall'art. 44 della bozza, si sta rivelando una mera scelta demagogica, che non soddisfa affatto il personale e non risulta congrua rispetto ai principi tracciati dalla Consulta in materia.
Si evidenzia che il personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate è tutelato da una normativa speciale, fondata sul principio di specificità, riconosciuto dall’articolo 19 della Legge n. 183/2010.
Tale principio riconosce la peculiarità di status e d'impiego del lavoro svolto dalle Forze di Polizia, dalle Forze Armate e dal Corpo Nazionale dei vigili del fuoco, nonché dello stato giuridico del personale ad esse appartenente, in dipendenza della peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell’ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti.
L’attuale ordinamento prevede, per ragioni di efficienza e sicurezza operativa, la necessità di mantenere il Comparto giovane e fisicamente idoneo, anche nella considerazione che la struttura delle carriere, i limiti ordinamentali e i criteri di accesso e progressione sono stati concepiti proprio per garantire un continuo ricambio generazionale ed un adeguato equilibrio tra esperienza e prontezza operativa.
Le modifiche introdotte, incidendo sul sistema pensionistico e procrastinando l’uscita fisiologica dal servizio, rischiano di avviare un processo di invecchiamento futuro dell’intero comparto, invertendo così la tendenza auspicata al mantenimento di un comparto giovane, con il rischio di compromettere la futura capacità operativa del comparto.
Personale del comparto troppo anziano, non solo diventa meno efficiente sotto il profilo fisico e operativo, ma subisce anche un impoverimento di competenze innovative e di adattabilità ai nuovi scenari di sicurezza.
Le tematiche in discussione minano, dunque, la fiducia del personale nelle istituzioni e violano il principio di tutela delle legittime aspettative, fondamentali per la coesione e la motivazione del personale in uniforme.

Nel corso delle interlocuzioni istituzionali più recenti, diverse forze politiche e rappresentanti di Governo hanno riconosciuto le criticità evidenziate, assicurando un impegno formale e concreto per il loro stralcio o la loro revisione.
Alla luce di tali impegni, il mantenimento nella legge di bilancio di tali previsioni peggiorative sarebbe non solo ingiusto, ma anche incoerente con le promesse pubbliche fatte al personale del Comparto Difesa e Sicurezza, con il rischio di minare la stessa credibilità delle istituzioni e del dialogo sociale.
Una legge di bilancio che non tenga conto di tali specificità non è solo iniqua, ma anche dannosa per la sfera motivazionale del personale, nonché per l'efficienza della sicurezza e della difesa nazionale.
Rivendicazioni essenziali, che si aggiungono alle altre espresse durante le audizioni, e che si inseriscono in una più ampia richiesta di riconoscimento e tutela complessiva dei diritti del settore.
I Sindacati firmatari, pertanto, chiedono con fermezza, lo stanziamento di risorse per la previdenza dedicata, lo stralcio degli articoli 42 e 43 dal testo della Legge di Bilancio, nel rispetto della legge sulla specificità e delle esigenze operative del settore, nonché la rivisitazione delle tempistiche di erogazione del TFS rendendole meno afflittive e in linea con i principi tracciati dalla Corte Costituzionale.

Roma 14 novembre 2025

L. Nitti   E. Taverna   G. Bottacchiari   A. Messina   V. Piscozzo   M. Votano
M. Palmas   R. Mangione   A. Malcangio   P. De Vita   W. Greco   A. Duca
F. Zavattolo   A. Nicolosi   L. Tesone   M. Zetti   F. Gentile


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