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MISSIONE IN ARABIA SAUDITA, IL SIULM AERONAUTICA DENUNCIA DISPARITÀ

Roma, 10 maggio 2026 - Il SiULM Aeronautica ha inviato una segnalazione formale al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare per rappresentare le criticità logistiche e le disparità di trattamento segnalate dal personale attualmente impiegato in missione in Arabia Saudita.

Come organizzazione sindacale, riteniamo doveroso intervenire quando il personale ci rappresenta situazioni che incidono direttamente sulla qualità della vita, sul recupero psicofisico e sul benessere quotidiano dei militari impegnati fuori area.

 

 

Il trasferimento in altre strutture alberghiere

Dalle segnalazioni ricevute emerge un quadro che desta forte preoccupazione. Una parte del contingente, inizialmente alloggiata presso una struttura in grado di garantire standard logistici adeguati e un servizio vitto soddisfacente, sarebbe stata successivamente trasferita in altre strutture alberghiere più distanti dalla base operativa, con conseguente aumento dei tempi di percorrenza e un peggioramento generale delle condizioni di permanenza in teatro operativo.

 

 

Le criticità sul servizio vitto

A questo si aggiunge il tema del vitto. Il personale trasferito lamenta infatti una riduzione significativa sia della qualità sia della varietà dei pasti somministrati. Una situazione che, in un contesto operativo caratterizzato da ritmi elevati e condizioni già complesse, non può essere considerata un aspetto secondario.

 

 

La percezione di disparità tra il personale

Ciò che riteniamo ancora più grave è la percezione ormai diffusa di evidenti disparità di trattamento tra militari impiegati nella stessa missione. Parte del personale sarebbe infatti rimasta nella struttura originaria, mentre altre componenti operative sarebbero state trasferite altrove, generando un forte senso di demotivazione e ingiustizia.

 

 

Il principio di equità non può venire meno

Comprendiamo perfettamente le esigenze organizzative ed economiche che accompagnano la gestione delle missioni internazionali. Tuttavia, il contenimento dei costi non può tradursi in un peggioramento delle condizioni del personale né creare differenze di trattamento all’interno dello stesso contingente.

Per questo motivo abbiamo chiesto una verifica approfondita delle effettive condizioni alloggiative e qualitative del servizio vitto garantito ai militari interessati, affinché vengano adottati eventuali interventi correttivi utili a ristabilire condizioni dignitose, omogenee e rispettose del personale impiegato all’estero.

 

 

 

Il personale merita rispetto e condizioni adeguate

Il personale dell’Aeronautica Militare continua ogni giorno a operare con professionalità, equilibrio e senso del dovere anche nei contesti più delicati. Proprio per questo riteniamo indispensabile che gli venga garantito un trattamento logistico adeguato, uniforme e coerente con il servizio che svolge per il Paese.

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INDENNITÀ MANUTENTORI, IL SIULM AERONAUTICA: “DAL 61º STORMO UN SEGNALE CONCRETO”

Roma, 09 maggio 2027 - Il SIULM Aeronautica esprime apprezzamento per il lavoro svolto presso il 61º Stormo di Galatina in relazione al riconoscimento dell’indennità destinata al personale manutentore.

Dopo numerose sollecitazioni avanzate nel tempo dalla nostra organizzazione sindacale, sia attraverso interlocuzioni verbali sia mediante comunicazioni formali, iniziano finalmente ad arrivare i primi segnali concreti su una problematica che il personale attendeva da tempo di vedere risolta.


 


 

Il lavoro svolto al 61º Stormo di Galatina

Riteniamo importante sottolineare come presso il 61º Stormo si sia riusciti a dare concreta attuazione al pagamento dell’indennità, offrendo così una risposta attesa dai tecnici e dagli specialisti che quotidianamente garantiscono l’efficienza operativa dei reparti dell’Aeronautica Militare.

Quanto avvenuto dimostra che, quando esistono attenzione verso il personale e volontà amministrativa, è possibile superare ritardi e lungaggini burocratiche che per troppo tempo hanno rallentato il riconoscimento di spettanze dovute.


 


 

Il ruolo strategico dei manutentori

Il personale manutentore rappresenta una componente essenziale della Forza Armata. Parliamo di donne e uomini chiamati ogni giorno ad assumersi responsabilità tecniche, professionali e operative di elevatissimo livello, assicurando la piena efficienza e sicurezza dei velivoli, dei sistemi e dell’intero strumento aeronautico.

Per questo motivo, il riconoscimento economico dell’indennità non può essere considerato una concessione, ma deve rappresentare un atto dovuto nei confronti di professionalità altamente specializzate che operano spesso lontano dai riflettori ma che risultano indispensabili per la capacità operativa dell’Aeronautica Militare.


 

Persistono ritardi in altri enti

Allo stesso tempo, non possiamo ignorare come in molti altri enti la situazione sia ancora ferma alle fasi preliminari di ricognizione amministrativa. Persistono infatti iter che continuano a protrarsi eccessivamente nel tempo, generando comprensibile malcontento tra il personale interessato.


 

L’auspicio del SIULM Aeronautica

Come SIULM Aeronautica continueremo pertanto a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione su tutto il territorio nazionale, affinché il riconoscimento dell’indennità venga esteso rapidamente a tutto il personale avente diritto, evitando ulteriori disparità e ritardi.

L’auspicio è che quanto realizzato presso il 61º Stormo di Galatina possa essere fatto presto anche negli altri reparti, nell’interesse del personale e della piena valorizzazione delle professionalità tecniche dell’Aeronautica Militare.

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RIFIUTI SPECIALI: SERVONO TUTELE E RICONOSCIMENTI PER IL PERSONALE INCARICATO

Roma, 07 maggio 2026 - Il SIULM Aeronautica ha formalmente richiamato l’attenzione dello Stato Maggiore dell’Aeronautica sulla condizione del personale incaricato della gestione e dello smaltimento dei rifiuti speciali presso gli Enti della Forza Armata. 

Si tratta di un’attività delicata, complessa e carica di responsabilità. Chi viene individuato per tale funzione non gestisce un compito ordinario, ma opera dentro un settore regolato da una normativa ambientale articolata, con possibili conseguenze amministrative e penali in caso di irregolarità nella gestione documentale, nel deposito temporaneo, nel trasporto o nello smaltimento dei rifiuti speciali.

Eppure, a fronte di queste responsabilità, il personale interessato non percepisce alcuna specifica indennità economica correlata all’incarico svolto.

 

 

Responsabilità elevate, nessun riconoscimento adeguato

Il SIULM Aeronautica ritiene non più rinviabile una riflessione seria su questa figura professionale.

Oggi, infatti, in molti Enti dell’Aeronautica Militare la gestione dei rifiuti speciali grava su una sola unità di personale. Questo accade anche in realtà operative complesse, dove dimensioni, attività e quantità di materiali trattati rendono l’incarico particolarmente gravoso.

A ciò si aggiunge un’ulteriore criticità: nella maggior parte dei casi, i nuclei risultano formalmente composti da una sola persona. Per questo motivo, il personale non viene posto neppure nelle condizioni di poter accedere all’indennità di Capo Nucleo.

Il risultato è evidente: responsabilità alte, carichi amministrativi rilevanti, esposizione personale significativa e nessun riconoscimento economico coerente.

 

 

Disparità tra Enti e carichi non uniformi

Il SIULM Aeronautica segnala anche una forte disomogeneità organizzativa tra i diversi Enti della Forza Armata.

In alcune installazioni di grandi dimensioni l’intera incombenza ricade su una sola persona. In Enti più piccoli, invece, risultano talvolta impiegate due o tre unità dedicate alla medesima funzione.

Questa situazione determina disparità di trattamento, squilibri operativi e un sovraccarico non giustificabile per il personale impiegato nelle realtà più complesse.

 

 

Le richieste del SIULM Aeronautica

Per queste ragioni, il SIULM Aeronautica chiede l’avvio di una revisione organica della materia, con particolare attenzione a quattro aspetti: riconoscimento economico specifico per il personale incaricato, revisione dell’organizzazione dei nuclei addetti ai rifiuti speciali, criteri uniformi di assegnazione del personale, proporzionati alla dimensione e all’operatività degli Enti, confronto con il settore civile, dove le figure responsabili nella gestione dei rifiuti ricevono compensi adeguati alle responsabilità assunte.

 

 

 

«Questa professionalità va finalmente valorizzata»

Il SIULM Aeronautica ritiene indispensabile che il personale incaricato della gestione dei rifiuti speciali venga finalmente tutelato e valorizzato.

Non si può continuare ad affidare a singoli militari un incarico così delicato senza prevedere strumenti organizzativi adeguati, formazione, coperture, criteri uniformi e un riconoscimento economico proporzionato.

La tutela del personale passa anche dal riconoscere il peso reale degli incarichi svolti e dal dare dignità concreta a chi, ogni giorno, assume responsabilità che non possono restare invisibili.

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INDENNITÀ MANUTENTORI AERONAUTICA, “SOLO DOPO LA NOSTRA SEGNALAZIONE QUALCOSA SI È MOSSO”

  

Roma, 07 maggio 2026 - Accogliamo con favore il fatto che, soltanto dopo la nostra segnalazione formale, si sia finalmente registrata un’accelerazione nell’attività di verifica relativa al personale avente diritto all’indennità di manutentore presso il 51° Stormo.

Dalla risposta trasmessa dal Comando Squadra Aerea – 1ª Regione Aerea emerge infatti l’avvio di una “articolata attività di ricognizione tecnico-amministrativa” finalizzata alla ricostruzione delle posizioni economiche del personale interessato.

 

La realtà vissuta dal personale è diversa”

Riteniamo però doveroso chiarire un punto fondamentale: quanto rappresentato ufficialmente non sembrerebbe coincidere pienamente con la realtà concreta vissuta dal personale.

Dalle informazioni raccolte dal SiULM Aeronautica, infatti, alla data della nostra segnalazione non risultava ancora avviata alcuna reale attività amministrativa finalizzata alla liquidazione delle spettanze economiche. Vi sarebbero stati esclusivamente contatti interni e interlocuzioni tra articolazioni dello Stormo, senza però alcun effettivo avanzamento operativo.

Un elemento che pesa soprattutto sul piano umano e professionale.

 

Diciotto mesi di attesa per un diritto già riconosciuto

L’indennità di manutentore trae origine dall’accordo contrattuale sottoscritto il 18 dicembre 2024. Eppure oggi, a circa diciotto mesi di distanza, molti militari continuano a sentirsi rispondere che tutto sarebbe ancora “in fase di ricognizione”.

Una formula burocratica che, col passare del tempo, rischia di trasformarsi in un simbolo di immobilismo amministrativo.

 

Non parliamo di premi, ma di somme dovute

Il malcontento tra il personale interessato cresce perché non si parla di concessioni straordinarie o premi discrezionali, ma di somme economicamente e professionalmente dovute a militari che svolgono attività tecniche essenziali per l’operatività della Forza Armata.

 

Senza il nostro intervento tutto sarebbe rimasto fermo

Comprendiamo perfettamente la necessità di effettuare verifiche accurate nel rispetto delle procedure amministrativo-contabili previste dalla normativa vigente. Tuttavia evidenziamo anche un altro aspetto: senza il nostro intervento formale, con ogni probabilità la situazione sarebbe rimasta ancora bloccata senza sviluppi concreti.

Ed è proprio questo il punto che rende la vicenda particolarmente delicata per il 51° Stormo. Perché il problema non sembra essere soltanto tecnico-amministrativo, ma anche legato ai tempi di risposta e alla capacità di trasformare gli atti formali in risultati reali per il personale.

Continueremo a vigilare

Continueremo quindi a monitorare attentamente l’evolversi della situazione affinché alle rassicurazioni ufficiali seguano finalmente atti concreti e la tempestiva liquidazione delle indennità spettanti ai manutentori aventi diritto.

Il nostro obiettivo resta chiaro: impedire che i diritti economici del personale dell’Aeronautica Militare restino soltanto riconosciuti sulla carta, senza tradursi in tempi certi e tutele effettive per i militari interessati.

  

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INSULARITÀ, IL SIULM AERONAUTICA: “SERVONO MISURE URGENTI PER IL PERSONALE”

Roma, 05 maggio 2026 - Il personale militare in servizio nelle isole continua a sostenere un costo aggiuntivo, spesso invisibile: quello della distanza.

Per questo il SiULM Aeronautica ha inviato una lettera ai vertici della Difesa chiedendo interventi concreti per compensare gli svantaggi legati all’insularità.

Al centro della richiesta, le condizioni di chi opera nelle basi di Sardegna, Sicilia e delle isole minori, dove i tempi di spostamento, i costi dei trasporti e il prezzo dei beni incidono in modo più marcato rispetto alla terraferma.


 

Un divario che si è ampliato negli ultimi anni

 

Le difficoltà non sono nuove. Ma negli ultimi anni si sono aggravate.

La crisi internazionale ha avuto effetti diretti sul costo dell’energia e dei carburanti. Di conseguenza, nelle isole, l’aumento dei prezzi si è tradotto in un aggravio ulteriore per il personale.

Il tema dell’insularità, intanto, è entrato anche nel dibattito istituzionale.

La modifica dell’articolo 119 della Costituzione ha sancito il principio secondo cui la Repubblica deve rimuovere gli svantaggi derivanti dalla condizione insulare.

A questo si affiancano le proposte di legge attualmente in discussione, finalizzate all’introduzione di indennità specifiche per i dipendenti pubblici.

Il SiULM Aeronautica si inserisce in questo percorso, chiedendo che tali principi trovino applicazione concreta anche per il personale militare.

 

 

Le proposte del SiULM Aeronautica

 

Tre le linee di intervento indicate nella lettera inviata al Ministero della Difesa e agli Stati Maggiori.

La prima riguarda l’introduzione di un’indennità supplementare di “sede insulare”.

Si tratterebbe di una misura temporanea, ad esempio per i primi dieci anni dall’assegnazione, destinata in via prioritaria al personale contrattualizzato. L’indennità proposta è pari al 5% dell’indennità operativa per chi presta servizio in Sardegna e Sicilia e al 10% per il personale impiegato nelle isole minori.

Il secondo intervento riguarda la semplificazione dei trasferimenti in missione.

Il SiULM Aeronautica chiede il superamento di alcune rigidità burocratiche, come l’obbligo di preventivi plurimi per i biglietti aerei, che in diversi reparti delle isole condiziona l’emissione dei certificati di viaggio.

Parallelamente, viene proposta una maggiore flessibilità nell’utilizzo del mezzo proprio o di servizi alternativi, soprattutto per missioni di lunga durata o che comportano il trasporto di equipaggiamenti.

In alcuni casi, infatti, i militari sono costretti ad anticipare spese di tasca propria per ridurre i disagi logistici: una situazione che il sindacato ritiene non più sostenibile.

Il terzo punto riguarda la mobilità.

Il SiULM Aeronautica propone l’introduzione di un “coefficiente di insularità” nel calcolo dei punteggi per i trasferimenti, nell’ambito della Manifestazione di Interesse alla Movimentazione (MIM).

L’attuale sistema, basato principalmente sulla distanza chilometrica, non riflette la reale complessità degli spostamenti da e verso le isole.


 

Un primo passo verso maggiore equità

 

Le misure proposte dal SiULM Aeronautica rappresentano un primo segnale concreto di attenzione verso il personale che opera in contesti più complessi dal punto di vista logistico ed economico.

Un intervento che, oltre a migliorare le condizioni di servizio, riconoscerebbe in modo più equo il contributo di chi garantisce ogni giorno il funzionamento di presidi strategici del sistema Paese.

 

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L’ITALIA RISCHIA DI RIMANERE SENZA DIFESA

Gli equilibri della sicurezza internazionale stanno cambiando, e lo fanno più velocemente del previsto. Il ritiro annunciato di migliaia di militari statunitensi dalla Germania non è solo una scelta operativa: è un segnale politico preciso. Indica una ridefinizione delle priorità strategiche e, quindi, degli assetti su cui l’Europa ha costruito per decenni la propria sicurezza. In questo scenario, l’Italia rischia di trovarsi esposta.
 
Una difesa senza persone
 
Il dibattito nazionale, però, resta incompleto. Si concentra su sistemi d’arma, piattaforme e investimenti tecnologici. Intanto trascura il fattore decisivo: il personale. La Difesa non è solo capacità industriale o dotazione militare. È, prima di tutto, capitale umano.
E proprio sugli uomini della Difesa emerge la frattura. I militari restano ai margini del confronto pubblico, spesso ridotti a presenza simbolica o, peggio, oggetto di narrazioni distorte. I dati interni descrivono una tendenza netta: il reclutamento cala, mentre la permanenza si accorcia. Una quota rilevante di chi entra nelle Forze Armate lascia entro il primo anno. È il segnale di un sistema che fatica a trattenere.
 
 
Il rischio operativo
 
Non è una criticità congiunturale. È una crisi strutturale, e quindi richiede risposte sistemiche. Tuttavia, la politica continua a privilegiare un’interlocuzione verticale con gli Stati Maggiori, lasciando in secondo piano il contributo delle rappresentanze sindacali militari, che da tempo segnalano le condizioni reali del personale.
Il SIULM Aeronautica indica tre direttrici: adeguamento delle retribuzioni, riordino delle carriere, costruzione di un sistema previdenziale dedicato. Non rivendicazioni di categoria, ma condizioni minime di sostenibilità.
Senza questi interventi, il rischio è molto concreto. Un progressivo svuotamento delle Forze Armate comprometterebbe la capacità di risposta del Paese, proprio mentre lo scenario internazionale si fa più instabile.
Il punto non è prevedere il futuro. È leggere il presente e decidere se intervenire ora o subirne le conseguenze.
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OBBLIGO ASSICURATIVO MILITARI SOSPESO: INTERVENTO SIULM AERONAUTICA

Roma, 28 aprile 2026 – È stato rinviato al 1° gennaio 2027 l’obbligo assicurativo previsto per il personale del comparto Difesa che assume incarichi connessi alla gestione di risorse pubbliche, con conseguente sottoposizione alla giurisdizione della Corte dei Conti.

La misura incide direttamente su una platea ampia di incarichi operativi, ben oltre i soli ruoli apicali.

La comunicazione dello Stato Maggiore della Difesa conferma il differimento dell’entrata in vigore e l’avvio di ulteriori approfondimenti in ambito interministeriale .

Un risultato ottenuto grazie all’intervento del SIULM Aeronautica. Già il 28 gennaio scorso avevamo segnalato le criticità della norma, trasmettendo una comunicazione allo Stato Maggiore dell’Aeronautica e allo Stato Maggiore della Difesa e portando all’attenzione delle autorità competenti i principali nodi applicativi.

 

Una criticità segnalata dal SIULM

Il SIULM Aeronautica era intervenuto con tempestività, evidenziando una serie di nodi irrisolti legati alla norma. In particolare, l’ampiezza dell’ambito applicativo, che rischiava di coinvolgere un numero elevatissimo di militari, l’assenza di indicazioni operative su modalità e tempi di adempimento, l’incertezza sui contenuti delle polizze assicurative e il possibile conflitto con norme precedenti che vietano la copertura assicurativa a carico dell’amministrazione.

Elementi che avrebbero potuto generare disparità, contenziosi e un aggravio ingiustificato a carico del personale .

 

 

Il risultato del nostro intervento: sospensione e approfondimenti

Il rinvio rappresenta un primo risultato concreto. Da un lato, consente di evitare un’applicazione immediata di una norma ancora poco chiara. Dall’altro, apre uno spazio istituzionale per definire criteri più equi e sostenibili.

Non si tratta di una cancellazione della misura, ma di una sospensione che permette di affrontare nel merito questioni complesse, che riguardano responsabilità, coperture assicurative e tutela del personale.

 

La posizione del SIULM Aeronautica

Accogliamo con favore il provvedimento, ma ribadiamo la necessità di arrivare a una soluzione definitiva che chiarisca in modo puntuale gli incarichi coinvolti, definisca standard uniformi per le polizze e garantisca la tutela economica e professionale dei militari.

Confermiamo la nostra disponibilità a collaborare con le Istituzioni, mantenendo alta l’attenzione su una materia che incide direttamente sulle condizioni di servizio.

 

Una questione ancora aperta

La partita non è chiusa. Il rinvio al 2027 segna una pausa, ma anche l’inizio di un confronto più ampio.

Ora si apre una fase decisiva: chiarire definitivamente chi è soggetto all’obbligo, come deve essere applicato e con quali tutele per il personale.

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REIMPIEGO MILITARI MEDIO ORIENTE: IL SIULM SOLLECITA RISPOSTE

Roma, 27 aprile 2026 – Siamo tornati a chiedere al Ministro della Difesa e ai vertici militari risposte immediate sul reimpiego operativo del personale rientrato dal Medio Oriente dopo l’escalation della crisi. A quasi un mese dalle prime indicazioni, infatti, la situazione resta ferma. E questo sta generando malcontento diffuso tra i militari coinvolti.

Reimpiego fermo nonostante la disponibilità
Da un lato ci sono disposizioni precise del Vertici: il personale senza sintomi di stress post-traumatico e disponibile può essere reimpiegato nelle Operazioni Fuori dai Confini Nazionali. Dall’altro, però, non arrivano atti concreti.
In particolare, molti militari rientrati dal Kuwait hanno già fatto tutto: hanno dato disponibilità, risultano idonei (o in attesa di verifica sanitaria), ma non hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale.
Il risultato è una fase di stallo che crea frustrazione. E soprattutto una percezione difficile da ignorare: mentre loro restano in attesa, altro personale viene impiegato in nuovi teatri operativi.

Le richieste del SIULM Aeronautica
Per questo siamo intervenuti con una richiesta netta. Non si tratta solo di organizzazione interna, ma di equità e valorizzazione delle competenze.
Nel dettaglio, abbiamo chiesto l’avvio immediato delle procedure di reimpiego già previste, tempistiche chiare e uniformi per tutti gli enti, una priorità operativa per il personale rientrato dalle aree di crisi e comunicazioni dirette e tempestive ai militari interessati.
Una linea necessaria per ristabilire fiducia e trasparenza.

Efficienza operativa e morale del personale
Il tema, però, va oltre la singola assegnazione. Qui entra in gioco il funzionamento complessivo dello strumento militare.
Una gestione lenta o incoerente del reimpiego rischia infatti di incidere su due livelli: da una parte l’efficienza operativa, dall’altra il morale del personale.
Chi torna da un teatro operativo porta esperienza concreta. Non valorizzarla significa disperdere competenze già formate sul campo. Ma significa anche mandare un segnale sbagliato a chi è pronto a rimettersi in gioco.

Un sollecito che chiede risposte
Il documento del SIULM Aeronautica, indirizzato al Ministro della Difesa Guido Crosetto e ai vertici militari, è un sollecito formale ma anche politico nel senso più istituzionale del termine: chiede coerenza tra ciò che è stato disposto e ciò che accade.
Ad oggi, però, il punto resta uno solo: senza tempi certi e comunicazioni chiare, il sistema si blocca.
E quando si blocca, il rischio non è solo organizzativo. È anche umano.

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FESI E SISTEMA PERSEO: IL SIULM DENUNCIA ERRORI E CHIEDE INTERVENTO URGENTE

Roma, 24 aprile 2026 – Il SIULM Aeronautica interviene con fermezza sulle criticità nel calcolo del FESI tramite il sistema PERSEO.

Nonostante gli aggiornamenti recenti, restano differenze tra quanto previsto dalle norme e quanto viene realmente riconosciuto al personale.

Il risultato è che alcuni militari ricevono meno di quanto spetta, con applicazioni non uniformi tra enti.

 

 

Turnisti penalizzati: conteggi ancora sbagliati

Il primo problema riguarda i turnisti in regime auto-compensato.

Le regole prevedono una presenza calcolata su 7 ore, ma PERSEO ha usato a lungo il parametro di 8 ore.

Questo ha portato a una riduzione delle giornate utili per il FESI.

E anche dopo l’aggiornamento del 22 aprile, i dati continuano a non tornare.

 

 

Turni da 12 ore: sistema non allineato

Criticità anche per chi lavora su turni da 12 ore.

Il sistema non riesce a trasformare correttamente queste attività in presenze valide.

Quindi, da un lato non viene riconosciuto tutto il lavoro svolto, dall’altro si creano differenze tra militari nelle stesse condizioni.

 

 

Personale trasferito: dati mancanti

Problemi anche per il personale trasferito nel 2026.

PERSEO non riporta automaticamente le presenze maturate nel reparto di provenienza.

Serve quindi intervenire manualmente, con il rischio di errori e ritardi.

 

 

Permessi sindacali: possibile penalizzazione

Un punto delicato riguarda i permessi sindacali.

Al momento, il sistema potrebbe considerarli come assenze, riducendo le presenze utili al FESI.

Una interpretazione che, se confermata, rischia di colpire direttamente l’esercizio delle prerogative sindacali, rendendo necessario un chiarimento formale e immediato.

 

 

La posizione del SIULM: serve una soluzione immediata

Per il SIULM non si tratta di casi isolati, ma di un problema generale.

Per questo chiede:

  • interventi tecnici urgenti su PERSEO;

  • allineamento completo alle regole FESI;

  • indicazioni chiare per tutti gli Enti;

L’obiettivo è quello di garantire equità e correttezza.

Perché quando il sistema non riconosce il lavoro svolto, il danno non è solo economico. È anche di fiducia e a perderci è l'intera Amministrazione.

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INDENNITÀ AI MILITARI INCARICATI DELLE FUNZIONI DI CONSEGNATARIO

Roma, 23 aprile 2026 – Il SIULM ha ricevuto la risposta dello Stato Maggiore dell’Aeronautica alla nostra richiesta sul mancato riconoscimento delle indennità ai militari incaricati delle funzioni di consegnatario.

Lo Stato Maggiore Aeronautica prende atto del problema e, per la prima volta, apre formalmente alla possibilità di istituire una specifica indennità. Allo stesso tempo, rinvia la soluzione a condizioni ancora incerte.

Nel documento ufficiale inviato al SIULM, lo Stato Maggiore Aeronautica conferma che la questione è stata posta all’attenzione dei tavoli tecnici e che, in ambito interforze, è stato espresso un parere favorevole all’introduzione dell’indennità, subordinato però alla disponibilità di risorse finanziarie. 

 

Riconoscimento del problema, ma nessuna soluzione

Prendiamo atto dell’apertura dello Stato Maggiore Aeronautica. È un segnale che non possiamo ignorare.

Però, allo stesso tempo, non possiamo fermarci qui. Perché oggi, nei fatti, nulla cambia per il personale militare che svolge le funzioni di consegnatario.

Non ci sono tempi certi. Non ci sono risorse stanziate. Non c’è ancora una soluzione strutturale.

E questo significa che chi ogni giorno gestisce beni, materiali e responsabilità patrimoniali continua a farlo senza un adeguato riconoscimento economico.

 

La posizione del SIULM: equità, non trattamenti di favore

Quando il SIULM ha sollevato la problematica, lo abbiamo fatto partendo da un dato concreto: esiste una disparità evidente.

Il personale civile della Difesa, a parità di funzione, percepisce una indennità specifica. Il personale militare no.

Eppure le responsabilità sono le stesse. Anzi, spesso sono maggiori, perché si inseriscono in un contesto operativo e in uno status che comporta ulteriori obblighi. 

Noi non chiediamo privilegi. Chiediamo equità.

Per questo abbiamo avanzato richieste chiare: riconoscere una indennità specifica ai militari consegnatari; eliminare la disparità con il personale civile; valorizzare concretamente il ruolo e le responsabilità assunte

 

Senza norma, il problema resta

Seppur in maniera indiretta, anche lo Stato Maggiore Aeronautica lo conferma: senza un intervento normativo, la questione non può essere risolta in modo definitivo.

Serve una norma chiara, stabile, che riconosca in modo strutturale ciò che oggi è evidente: il valore e la responsabilità di chi svolge questa funzione.

 

La posizione del SIULM

Accogliamo il parere favorevole espresso in ambito interforze. È un passaggio che rafforza la nostra battaglia.

Ma ora serve il passo successivo.

Serve trasformare quella apertura in un atto concreto. Serve superare le condizioni e i rinvii. Serve dare una risposta a chi, ogni giorno, garantisce la gestione e la tutela del patrimonio della Difesa.

Noi continueremo a portare avanti questa richiesta in tutte le sedi competenti. Perché il riconoscimento non può restare sulla carta, deve diventare realtà.

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