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Sindacato Unitario Lavoratori Militari

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46ª BRIGATA AEREA: SINERGIA CONCRETA A TUTELA DEL PERSONALE

Pisa, 20 marzo 2026 – Un risultato importante, ottenuto grazie a una efficace collaborazione tra il SIULM Aeronautica e il Comando della 46ª Brigata Aerea, testimonia come il dialogo costruttivo possa tradursi in soluzioni concrete per il personale.

La Segreteria Locale del SIULM, guidata dal Segretario Mainolfi Graziano, ha prontamente raccolto e rappresentato una criticità segnalata dal personale turnista del Reparto Logistica GSO, relativa al mancato riconoscimento del recupero delle festività lavorate. In particolare, era emersa una difformità gestionale nell’applicazione delle disposizioni sugli orari di lavoro, connessa anche all’utilizzo del sistema PERSEO e alle previsioni della direttiva SMA-ORD-011.

A seguito della segnalazione verbale, la Segreteria Locale ha svolto un’attenta attività di verifica, acquisendo la documentazione necessaria e chiedendo un incontro formale con il Capo Ufficio Comando della 46ª Brigata Aerea. L’incontro si è svolto in un clima di piena collaborazione e apertura istituzionale.

Il Comando ha dimostrato grande sensibilità e attenzione verso la problematica, assumendo un impegno concreto per la sua risoluzione. È stato infatti disposto l’avvio immediato delle procedure per il riconoscimento dei recuperi festivi maturati, con inserimento dei dati già a partire dai primi mesi del 2026 e il recupero degli arretrati a decorrere da ottobre 2024.

L’intero processo sarà completato entro 30 giorni, a conferma della volontà condivisa di garantire il pieno rispetto dei diritti del personale e delle normative vigenti.

Questo risultato rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione tra rappresentanza sindacale e comando possa portare a soluzioni rapide ed efficaci, valorizzando il ruolo del SIULM Aeronautica come interlocutore credibile e costruttivo.

Un plauso va alla Segreteria Locale della 46ª Brigata Aerea e al Segretario Mainolfi Graziano per la professionalità e la determinazione dimostrate, nonché al Comando per la tempestività e la disponibilità nel risolvere una problematica sentita dal personale.

SIULM Aeronautica – “La divisa ci unisce”

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COMUNICATO CONGIUNTO SUL FESI 2025

Il presente comunicato richiama l’attenzione sul Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali 2025.
Il documento allegato evidenzia criticità e possibili miglioramenti nella gestione delle risorse.
L’analisi nasce dalle esigenze concrete del personale e mira a garantire equità e valorizzazione.
L’approccio è costruttivo e orientato al dialogo con l’Amministrazione.
L’obiettivo è favorire soluzioni condivise e migliorare le condizioni del personale.

 

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M.I.M. 2026: GRAVI INGIUSTIZIE, CHIEDIAMO INTERVENTO IMMEDIATO

Il SIULM Aeronautica ha richiesto un incontro urgente al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare per affrontare le gravi criticità contenute nella Circolare M.I.M. 2026.
 
Non si tratta di semplici aspetti tecnici, ma di problematiche concrete che stanno già producendo effetti penalizzanti sul personale, minando principi fondamentali come equità, trasparenza e valorizzazione della professionalità.
L’attuale sistema di calcolo dei requisiti temporali sta generando situazioni paradossali: militari appartenenti allo stesso corso vengono trattati in modo diverso per differenze di pochi giorni, spesso legate a dinamiche organizzative e non a responsabilità individuali.
Una rigidità burocratica che si traduce in esclusioni ingiuste e che il SIULM Aeronautica considera inaccettabile.
È necessario un correttivo immediato: il requisito deve essere considerato maturato entro il 31 dicembre 2026. Ogni altra impostazione continuerà a produrre disparità evidenti.
Ancora più grave è la situazione del personale trasferito d’autorità. Oggi chi subisce un provvedimento non volontario rischia di vedersi azzerare l’anzianità utile, perdendo di fatto la possibilità di partecipare alla M.I.M.
Un meccanismo profondamente ingiusto, che finisce per penalizzare chi ha già subito una decisione imposta dall’Amministrazione.
Il SIULM Aeronautica chiede con forza che questa distorsione venga eliminata.
Specializzazione trasformata in vincolo
L’attuale sistema di reimpiego rischia di bloccare proprio il personale più qualificato. La rigidità nel rapporto tra qualifica e specialità limita la mobilità e trasforma l’investimento professionale in un ostacolo.
Non è accettabile che chi si forma e si specializza venga, nei fatti, penalizzato.
Mancanza di trasparenza: il personale decide al buio.
Uno degli aspetti più critici riguarda la totale assenza di trasparenza. I militari sono chiamati a esprimere preferenze senza conoscere le reali disponibilità dei posti e senza poter verificare i criteri di valutazione.
In queste condizioni, non si può parlare di scelta consapevole, né di procedura pienamente equa.
Serve un cambio di rotta immediato: le regole devono essere chiare, accessibili e verificabili.
Sedi insulari: disagio reale ignorato,
Il criterio attuale di calcolo della distanza chilometrica non tiene conto delle reali difficoltà logistiche delle sedi insulari, sottostimando il disagio vissuto dal personale.
Anche su questo punto è necessario intervenire per ristabilire condizioni di equità.
Il SIULM Aeronautica ha formalmente chiesto un confronto urgente con lo Stato Maggiore per correggere una circolare che, così com’è, rischia di generare ingiustizie diffuse e malcontento nel personale.
La posizione è chiara: non si può costruire un sistema di movimentazione efficace sacrificando equità e trasparenza.
 
Il SIULM Aeronautica continuerà a vigilare e ad agire con determinazione affinché vengano introdotti correttivi concreti e venga restituita dignità a una procedura che deve essere al servizio del personale, non penalizzarlo.
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MISURE CONCRETE PER TURNISTI E PERSONALE AEROPORTUALE CONTRO IL CARO CARBURANTE

Il SIULM Aeronautica torna a porre al centro dell’attenzione le condizioni economiche del personale dell’Aeronautica Militare, avanzando due proposte concrete indirizzate al Capo di Stato Maggiore, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, con l’obiettivo di mitigare gli effetti del crescente costo dei carburanti sui militari.
 
Negli ultimi mesi, infatti, il rincaro del carburante sta incidendo in maniera sempre più significativa sul bilancio delle famiglie del personale, in particolare di coloro che, per esigenze di servizio, sono costretti a percorrere quotidianamente lunghe distanze per raggiungere le sedi operative. Una situazione che riguarda in modo diretto soprattutto i turnisti e il personale impiegato in ambito aeroportuale, vincolati a orari e modalità di impiego che rendono difficilmente comprimibili gli spostamenti.
 
Anticipazione dei turni H24: una misura immediata per ridurre i costi.
Con una prima nota, il SIULM Aeronautica ha chiesto di valutare l’anticipazione al mese di aprile dell’avvio del periodo di servizio H24, attualmente previsto nei mesi di giugno-settembre e dicembre-gennaio, così come disciplinato dalla direttiva SMA-ORD-011.
 
Si tratta di una proposta che si inserisce nel solco dell’attuale organizzazione, senza alterarne l’impianto, ma anticipandone gli effetti positivi. L’adozione anticipata del regime H24 consentirebbe infatti una razionalizzazione degli accessi in sede e una conseguente riduzione degli spostamenti casa-lavoro, con benefici economici diretti per il personale.
 
Smart Working: flessibilità organizzativa a tutela del personale
 
Parallelamente, il SIULM Aeronautica ha avanzato una seconda proposta, finalizzata all’introduzione, laddove compatibile con le esigenze operative, di forme di lavoro agile.
 
In particolare, è stata suggerita la possibilità di prevedere, secondo le organizzazioni locali e nei contesti in cui ciò risulti applicabile, lo svolgimento dell’attività lavorativa in modalità smart working per almeno due giorni a settimana.
 
Una misura che permetterebbe:
   •   una riduzione significativa degli spostamenti quotidiani;
   •   un contenimento dei costi legati al carburante;
   •   un miglioramento del benessere del personale, con ricadute positive anche sull’efficienza del servizio.
 
Un segnale di attenzione necessario
 
Le proposte avanzate dal SIULM Aeronautica non intendono incidere negativamente sull’operatività, ma rappresentano soluzioni equilibrate e sostenibili, capaci di coniugare le esigenze istituzionali con la tutela concreta del personale.
 
In un contesto economico complesso, interventi di questo tipo assumono un valore strategico, configurandosi come segnali tangibili di attenzione verso le donne e gli uomini dell’Aeronautica Militare, in particolare verso quelle categorie – come turnisti e personale aeroportuale – maggiormente esposte agli effetti del caro carburante.
 
Il SIULM Aeronautica resta ora in attesa di un riscontro, confidando nella sensibilità dell’Amministrazione verso una problematica sempre più rilevante per il personale in servizio.
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SIULM SULLA TUTELA ASSICURATIVA DEL PERSONALE MILITARE

Il SIULM ha partecipato, con i sindacati militari, alla riunione con lo SMD, presieduta dal Gen. D. Eugenio MARTIS (5° Reparto SMD), dedicata alla situazione assicurativa del personale militare.
L'attuale polizza, in scadenza il 30 marzo, sarà oggetto di un rinnovo semestrale, cui seguirà un ulteriore rinnovo contrattuale semestrale. L'investimento complessivo supera i 20 milioni di euro annui. In sede di confronto, il SIULM ha condiviso la necessità di un significativo incremento delle risorse destinate alla copertura assicurativa sanitaria, che non gravi tuttavia rispetto all’ampliamento della base contrattuale, al fine di garantire prestazioni più ampie e un reale benessere per tutto il personale.
Nel merito, sono emerse le seguenti tematiche: 
•    Trasparenza e analisi dei dati: disporre di dati dettagliati sull'utilizzo e sulle prestazioni, suddivisi per singola Forza Armata, così da orientare al meglio le risorse disponibili.
•    Informazione e prevenzione: avviare una più ampia campagna di educazione sanitaria, con il pieno coinvolgimento degli organismi della Sanità Militare per rafforzare la comunicazione sulla promozione della salute e le attività di prevenzione e la complementarietà del prodotto assicurativo
•    Espansione coperture assicurative:  espandere le coperture dedicate alle prestazioni sanitarie e alla diagnostica, verificando eventualmente all’apertura verso prestazioni di natura psicologica,  in linea con i prioritari bisogni del personale
•    Tutele per famiglie e personale in congedo: introdurre e migliorare prodotti premium dedicati ai familiari e al personale in fase di transizione verso il congedo.
•    Privacy e protezione del dato sanitario: garantire una rigorosa tutela dei dati sanitari e della privacy del personale, tema imprescindibile nella gestione delle informazioni assicurative.
•    Impatto dell'informatizzazione: valutare con attenzione le ricadute dei processi di digitalizzazione sulla salute del personale, affinché l'innovazione tecnologica sia un'opportunità e non un rischio.
Il SIULM proseguirà il confronto con determinazione, nella convinzione che investire nella salute e nella tutela del personale significhi investire nell'efficienza e nella coesione dell'intero comparto Difesa.

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SENTENZA DELLA CORTE DEI CONTI N. 8/2025

Riscatto pensionistico: cosa cambia davvero per i militari

Negli ultimi mesi si è parlato molto della sentenza n. 8/2025 delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti, che riguarda il tema del riscatto di alcuni periodi di servizio ai fini pensionistici per il personale militare.

Come spesso accade quando emergono novità in materia previdenziale, si sono diffuse interpretazioni contrastanti e talvolta poco chiare. Per questo motivo SIULM Aeronautica ritiene necessario fare chiarezza, spiegando in modo semplice cosa stabilisce realmente questa decisione e quali effetti può avere per il personale militare.

Cosa dice la sentenza della Corte dei Conti?
La sentenza non introduce nuove norme sulla pensione dei militari, ma fornisce una interpretazione definitiva delle regole già esistenti relative al riscatto di alcuni periodi di servizio.

In particolare, la Corte ha chiarito che possono essere riscattati a titolo oneroso alcuni periodi di servizio che in precedenza spesso venivano esclusi o respinti dall’INPS.

Tra questi rientrano:
   •   il servizio di leva obbligatorio;
   •   i periodi di formazione o corsi presso istituti militari;
   •   alcuni periodi di servizio svolti presso reparti o enti che non davano diritto alle maggiorazioni di servizio.

Questi periodi, se riscattati, diventano utili ai fini del calcolo della pensione.

È importante precisare che il riscatto riguarda solo la pensione e non la buonuscita (TFS).

Il chiarimento più importante riguarda il momento in cui nasce il diritto al riscatto.

Secondo la Corte dei Conti:
il diritto dipende dal periodo di servizio effettivamente svolto,
e non dalla data in cui viene presentata la domanda.

Questo principio ha un effetto molto rilevante perché consente di valorizzare periodi di servizio più favorevoli dal punto di vista pensionistico.

Il tema del limite dei 5 anni.
La normativa prevede da tempo un limite massimo di cinque anni di maggiorazioni o riscatti utili ai fini pensionistici.

In passato l’INPS respingeva molte domande sostenendo che il limite fosse già stato raggiunto.

La sentenza chiarisce invece un principio importante:
   •   il limite dei 5 anni non cambia;
   •   tuttavia è possibile scegliere quali periodi valorizzare, sostituendo eventualmente quelli meno vantaggiosi con altri più favorevoli.

In altre parole, alcuni periodi di servizio antecedenti al 1998 possono essere riscattati anche se il limite risulta già apparentemente raggiunto, purché il totale delle maggiorazioni non superi comunque i cinque anni previsti dalla legge.

Perché i periodi antecedenti al 1998 sono importanti?
La sentenza assume particolare rilevanza per i periodi di servizio svolti prima della riforma previdenziale del 1998.

Questo perché tali periodi possono incidere su quote pensionistiche calcolate con il sistema retributivo, generalmente più favorevole rispetto al sistema contributivo.

In alcuni casi il riscatto può:
   •   aumentare la base pensionabile;
   •   incrementare l’importo della pensione;
   •   consentire una migliore valorizzazione dell’anzianità contributiva.

Un esempio pratico
Per comprendere meglio gli effetti della sentenza, immaginiamo il caso di un militare arruolato negli anni ’80.

Se durante la carriera ha svolto:
   •   corso di formazione iniziale;
   •   periodi di servizio senza maggiorazioni operative;

potrebbe decidere di riscattare uno di questi periodi, sostenendo un costo ma ottenendo un aumento della pensione futura.
In alcune simulazioni, un anno di riscatto può comportare un incremento pensionistico di oltre il 2% dell’assegno annuo, recuperando il costo nel giro di pochi anni.

Naturalmente ogni situazione va valutata caso per caso.
 Cosa devono fare i militari?
Alla luce della sentenza, il personale militare interessato dovrebbe:
    1.    verificare il proprio estratto contributivo;
    2.    controllare i periodi di servizio svolti prima del 1998;
    3.    valutare la convenienza di un eventuale riscatto.

Si tratta di scelte che devono essere analizzate attentamente, perché il riscatto è oneroso e il beneficio varia in base alla carriera, allo stipendio e all’anzianità contributiva.

Il SIULM Aeronautica continuerà a monitorare con attenzione gli sviluppi applicativi di questa sentenza, soprattutto per quanto riguarda l’interpretazione che verrà adottata dall’INPS e dalle amministrazioni competenti.

La previdenza dei militari resta un tema complesso e spesso caratterizzato da norme stratificate e interpretazioni non sempre uniformi.

Per questo motivo il SIULM ribadisce il proprio impegno:
   •   nel tutelare i diritti previdenziali del personale militare;
   •   nel fornire informazioni corrette e trasparenti;
   •   nel sostenere tutte le iniziative utili a garantire pensioni più giuste e adeguate a chi ha servito il Paese.

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COMUNICATO STAMPA APCSM SU SANITÀ MILITARE

Le Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari del comparto Difesa e Sicurezza prendono atto del parere favorevole con osservazioni espresso dalle Commissioni Difesa e Affari sociali della Camera sullo schema di decreto legislativo relativo alla revisione della struttura organizzativa della sanità militare.

Questa riforma nasce purtroppo senza il contributo di chi opera quotidianamente sul campo e senza che le professionalità coinvolte siano state realmente ascoltate nel processo di elaborazione. Tale impostazione rischia di tradursi in un impianto normativo già esposto a diversi profili di criticità e potenzialmente attaccabile sotto più aspetti, con il concreto pericolo di generare contenziosi. Destano inoltre preoccupazione l’assenza di indicazioni chiare sulle modalità con cui verrà garantita la continuità e l’efficacia del servizio sanitario in coordinamento con gli enti interforze, soprattutto in un contesto storico caratterizzato da mutamenti negli equilibri e negli interessi geopolitici.

Pur apprezzando il timido sforzo di recepire alcune delle criticità emerse nel corso delle audizioni parlamentari, dobbiamo purtroppo constatare che le principali richieste avanzate dalle rappresentanze del personale sanitario militare sono state sostanzialmente disattese.

In tutte le sedi istituzionali abbiamo espresso una posizione chiara e coerente: la creazione di un corpo unico della sanità militare, senza varianza di bilancio e senza incremento delle dotazioni organiche, così come prevista dallo schema di decreto, rappresenta una scelta profondamente sbagliata, destinata a produrre effetti negativi sull’operatività delle Forze armate e sull’intero sistema sanitario militare.

La previsione che la direzione della sanità militare possa essere affidata anche a un dirigente civile, proveniente dal settore pubblico o privato, costituisce un ulteriore elemento di forte preoccupazione.

Una simile impostazione rischia infatti di snaturare il carattere militare della funzione sanitaria di aderenza, che è parte integrante delle capacità operative delle Forze armate.

Ulteriore elemento che l'attuale riforma ignora del tutto è quello legato alle figure degli OLS che non vengono valorizzate concretamente per l’auspicato passaggio ad OSS e non vengono superate le criticità relative agli attuali limiti di età e farraginose procedure limitative per il transito alle successive categorie e Ruoli.

Permangono forti criticità rispetto alla valorizzazione dei titoli posseduti indipendentemente dal grado rivestito.

Abbiamo inoltre evidenziato con forza come l’istituzione di un corpo unico interforze, se non attentamente calibrata sulle specificità operative di ciascuna Forza armata, rischi di produrre l’effetto opposto rispetto agli obiettivi dichiarati dal provvedimento.

Nelle osservazioni non si è tenuto conto delle aspettative del personale sanitario (non medico) per il riconoscimento dell’autonomia (ai fini della responsabilità legata alla Legge Gelli) come stabilito dalla legge 43/2006 e 251/2000 disciplinate nel C.C. art. 2229 e dall'articolo 212 del codice ordinamento Militare che aspirava in questa riforma ad una Equa ordinazione con il SSN.

Il rischio concreto è quello di favorire un progressivo esodo del personale sanitario militare verso il sistema sanitario civile, con conseguente indebolimento delle capacità sanitarie militari e perdita di professionalità altamente specializzate formate all’interno della Difesa.

Va inoltre ricordato che la legge delega n. 119 del 2022 prevedeva una revisione della sanità militare in chiave interforze, non la creazione di una struttura che di fatto supera e svuota le specificità ordinative delle singole Forze armate, eccedendo quindi lo spirito e i limiti della delega stessa.

Il parere parlamentare rinvia ora molte questioni ai futuri decreti attuativi. Tuttavia è evidente che tali strumenti non potranno modificare l’impianto generale della riforma, che rimane fortemente critico e distante dalle esigenze operative espresse dal personale.

Per queste ragioni le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari continueranno a opporsi con determinazione, in tutte le sedi istituzionali e giuridiche consentite, affinché emerga l’irragionevolezza di un provvedimento che rischia di compromettere l’equilibrio e l’efficienza della sanità militare.

Auspichiamo ancora un ravvedimento operoso da parte del decisore politico e dell’Amministrazione, pur consapevoli che, allo stato attuale, tale prospettiva appare difficilmente realizzabile.

Da parte nostra resta confermata la volontà di un confronto serio, costruttivo e responsabile, nell’interesse del personale militare e della Nazione.

Purtroppo, nel corso dell’iter di questo provvedimento, il confronto con le rappresentanze del personale è apparso più come una passerella formale che come una reale volontà di costruzione condivisa delle soluzioni.

Per questo continueremo a fare ciò che il personale militare ci chiede: difendere le specificità, le professionalità e l’efficienza dello strumento militare sanitario italiano.

 

I SEGRETARI GENERALI DELLE SIGLE IN INTESTAZIONE

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BENEFICI COMBATTENTISTICI SOLO AI DIRIGENTI

Il SIULM Aeronautica esprime profondo disappunto e forte preoccupazione per i contenuti della recente direttiva applicativa relativa al riconoscimento dei benefici combattentistici.

Dalla lettura del provvedimento emerge infatti un’impostazione che, di fatto, limita l’attribuzione dei benefici esclusivamente al personale dirigente, escludendo il personale non dirigente. Una scelta che appare incomprensibile e profondamente ingiusta se rapportata alla realtà operativa delle Forze Armate.
Infatti i militari non dirigenti che volessero proporre ricorso ci contattino in quanto il Siulm é disponibile a curarne la proposta in modo collettivo.

I militari non dirigenti operano negli stessi teatri operativi, negli stessi contesti di rischio e nelle stesse condizioni ambientali dei dirigenti. Condividono gli stessi pericoli, le stesse responsabilità operative e gli stessi sacrifici personali e familiari. Eppure, alla luce di questa interpretazione amministrativa, sembrerebbe che il loro servizio non meriti lo stesso riconoscimento.

Il problema non è soltanto tecnico o amministrativo. È prima di tutto una questione di equità, dignità e rispetto per il personale militare.

I benefici combattentistici nascono storicamente per riconoscere il servizio prestato in contesti particolarmente gravosi e rischiosi per la Nazione. Il loro spirito originario non era certamente quello di creare distinzioni tra chi comanda e chi esegue, ma di riconoscere il sacrificio di chi serve lo Stato in condizioni eccezionali.

Oggi, invece, ci troviamo di fronte a una interpretazione che produce un effetto paradossale: due militari che operano nello stesso teatro operativo, nella stessa missione e sotto gli stessi rischi, vengono trattati in maniera diversa esclusivamente in base al loro status giuridico.

Una simile impostazione rischia di trasmettere un messaggio estremamente pericoloso: che il valore del servizio e del sacrificio possa essere graduato in base al ruolo ricoperto.

Per il SIULM Aeronautica questo principio è semplicemente inaccettabile.

Il personale non dirigente rappresenta la spina dorsale operativa delle Forze Armate. Sono uomini e donne che quotidianamente garantiscono il funzionamento delle missioni, delle operazioni e dei sistemi che permettono alla Difesa di operare in Italia e all’estero.

Escludere proprio questo personale da benefici che nascono per riconoscere il servizio in contesti operativi particolari significa creare una frattura evidente nel principio di equità che dovrebbe caratterizzare l’ordinamento militare.

Il SIULM Aeronautica ritiene quindi necessario un immediato riesame della direttiva e chiede che venga individuata una soluzione normativa o amministrativa che consenta di estendere i benefici combattentistici anche al personale non dirigente, evitando disparità che non trovano alcuna giustificazione né sul piano morale né su quello operativo.

Il sacrificio di chi serve lo Stato non può essere diviso in categorie.

Quando un militare opera in territori complessi, in contesti di rischio o in missioni particolarmente gravose, lo fa con la stessa divisa e con lo stesso giuramento, indipendentemente dal grado che porta sulle spalle.

Ed è proprio da questo principio che bisogna ripartire: la divisa ci unisce, anche nei diritti.

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GRAVE RITARDO NEI RIMBORSI DELLE MISSIONI AL PERSONALE DEL 2° REPARTO GENIO DI CIAMPINO

Il SIULM Aeronautica ha formalmente scritto al Comando Aeronautica di Roma e, per conoscenza, allo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare per segnalare una situazione di particolare gravità che sta coinvolgendo il personale del 2° Reparto Genio A.M. di Ciampino, amministrato dal 31° Stormo.

Da sempre il personale di questo Reparto rappresenta una componente fondamentale per il supporto operativo e infrastrutturale dell’Aeronautica Militare. I militari sono frequentemente impiegati, tramite ordini di servizio, su tutto il territorio nazionale e anche fuori dai confini nazionali, garantendo con professionalità e spirito di sacrificio il funzionamento e la continuità delle attività operative.

Tuttavia, a fronte delle missioni regolarmente svolte, il SIULM Aeronautica ha riscontrato una persistente e ingiustificata mancata liquidazione dei certificati di viaggio e dei relativi rimborsi spese, con ritardi che in alcuni casi risalgono addirittura all’anno 2024.

Secondo quanto risulta al Sindacato, le cause dei ritardi sarebbero riconducibili sia ad una carenza di personale negli uffici preposti alla gestione delle pratiche, sia ad una mancanza di adeguata copertura finanziaria necessaria per procedere alla liquidazione delle somme dovute.

Questa situazione sta generando notevoli difficoltà economiche per i militari interessati, i quali, pur essendo comandati in missione per esigenze di servizio, sono costretti ad anticipare di tasca propria le spese di viaggio e di permanenza fuori sede, senza avere la certezza di un rimborso in tempi ragionevoli.

In alcuni casi, l’esposizione economica personale ha raggiunto importi di diverse migliaia di euro per singolo militare, con conseguenze evidenti anche per le famiglie, che si trovano a sostenere costi che dovrebbero essere integralmente a carico dell’Amministrazione.

Il SIULM Aeronautica ritiene inaccettabile che personale già sottoposto a un intenso impiego operativo e a frequenti trasferte debba sopportare per periodi così prolungati un peso economico che non gli compete.

Per questo motivo il Sindacato ha chiesto formalmente:
   •   un immediato chiarimento ufficiale sulle problematiche che stanno causando il blocco delle liquidazioni;
   •   l’adozione urgente di misure per reperire le risorse finanziarie necessarie a saldare tutte le pendenze relative agli anni 2024 e 2025;
   •   la definizione di una tempistica certa per la lavorazione delle pratiche e per i pagamenti;
   •   l’implementazione di adeguate misure organizzative per evitare che situazioni simili possano ripetersi in futuro.

Il SIULM Aeronautica, nel ribadire la propria piena vicinanza ai militari del 2° Reparto Genio di Ciampino, confida in un intervento autorevole e tempestivo da parte dell’Amministrazione, riservandosi, in assenza di risposte concrete, di intraprendere ogni ulteriore iniziativa a tutela del personale coinvolto.

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TFS NEL PUBBLICO IMPIEGO: LA CORTE COSTITUZIONALE IMPONE UNA SVOLTA.

Una decisione destinata a segnare un punto di svolta per migliaia di lavoratori pubblici e per il personale militare: con l’ordinanza n. 25/2026 la Corte Costituzionale ha stabilito che l’attuale sistema di pagamento differito e rateizzato del Trattamento di Fine Servizio (TFS) non è compatibile con i principi costituzionali.

Secondo la Consulta, il meccanismo che obbliga i dipendenti pubblici ad attendere anni prima di ricevere quanto maturato viola l’Articolo 36 della Costituzione Italiana, che tutela il diritto del lavoratore a una retribuzione proporzionata e sufficiente. Il TFS, infatti, non rappresenta una concessione dello Stato, ma costituisce a tutti gli effetti retribuzione differita, già maturata durante il servizio.

Per questo motivo la Corte ha imposto al legislatore di intervenire entro 9 mesi per modificare la normativa vigente e riportare il pagamento del TFS a tempi fisiologici e coerenti con i principi costituzionali.

È già stata fissata una nuova udienza di verifica per il 14 gennaio 2027, data nella quale verrà valutato se il legislatore avrà effettivamente dato attuazione alle indicazioni della Corte.

Si tratta di un passaggio storico nella tutela dei diritti dei lavoratori pubblici, molti dei quali sono stati costretti ad attendere anche diversi anni per ricevere somme che spettano loro di diritto al termine del servizio.

Il SIULM Aeronautica segue questa vicenda con grande attenzione. Il sindacato, infatti, aveva già agito formalmente con una diffida a tutela dei propri iscritti, denunciando l’ingiustizia di un sistema che penalizza chi ha servito lo Stato per anni in uniforme.

Per il SIULM il principio è chiaro:
il TFS non è un favore dello Stato, ma una parte della retribuzione maturata dal lavoratore e deve essere corrisposto senza ritardi ingiustificati.

Il SIULM Aeronautica continuerà a seguire con determinazione l’evoluzione normativa e istituzionale della vicenda, mantenendo alta l’attenzione affinché le indicazioni della Corte Costituzionale vengano pienamente attuate e affinché ai militari e a tutti i lavoratori pubblici venga finalmente riconosciuto ciò che spetta loro di diritto.

Il sindacato continuerà imperterrito la propria azione di tutela fino alla definitiva soluzione della questione.

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